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G20 Osaka

G20 Osaka
Giuseppe Conte

Continua il lavoro del premier Conte e del ministro dell’Economia Tria, impegnati in serrati negoziati con gli esponenti della Commissione Ue al G20 di Osaka per evitare all’Italia la procedura di infrazione. “Sono ottimista, mi aspetto un giudizio positivo”, dichiara Tria. “Abbiamo fatto il nostro dovere, confidiamo che vada tutto bene”, gli fa eco Conte. Il summut giapponese è stato anche occasione per l’atteso incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping per riprendere i negoziati sul commercio. Un incontro definito eccellente dal presidente Usa che si è poi sfilato, unico, dall’accordo sul clima.

Il G20 ha messo in scena una paradossale prova di unità: tutti contro l’America. Il comunicato ha infatti messo nero su bianco la profonda divisione sul commercio e sui cambiamenti climatici (un accordo ’19+1′, come al G20 di Buenos Aires). Dopo due giorni di discussioni, i leader delle più grandi economie del pianeta hanno avvertito che si sono intensificate le tensioni geopolitiche e sul commercio, con i relativi rischi per l’economia globale. L’elaborazione del comunicato, se si esclude il via libera al bando sulla plastica al 2050, ha dimostrato che il G20 sta migliorando la gestione della sfida dirompente di Trump, ma al prezzo di accordi deboli.

Occhi puntati in particolare sui rapporti tra Stati Uniti e Cina che siglano la seconda tregua in sette mesi nella loro guerra commerciale e si impegnano a riprendere i negoziati. Il tycoon si è presentato in conferenza stampa dopo l’invito rivolto di prima mattina via Twitter al leader nordcoreano Kim Jong-un ad incontrarsi al confine della zona demilitarizzata (Dmz) durante la visita in Corea del Sud: “Lo incontrerei anche solo per stringergli la mano e salutarlo”. Nel primo pomeriggio, invece, ha definito “molto buono”, anzi “eccellente” il vertice con Xi, visto che i negoziati sono “tornati in carreggiata”. Di fronte a grandi aspettative, Trump ha spiegato alla sala affollata di giornalisti che “per il momento non alzeremo i dazi sulla Cina. Lavoreremo con loro, negozieremo e inizieranno a spendere soldi, molti soldi, per prodotti agricoli e cibo americani. Lo faranno quasi subito, gia’ durante i negoziati”.

Sorpresa sul nodo Huawei: potrà tornare ad acquistare i prodotti dai fornitori americani, in quella che è apparsa una concessione della Casa Bianca. “Le compagnie Usa possono vendere attrezzature a Huawei lì dove non ci sono grandi problemi con la sicurezza nazionale”, ha detto Trump che, incalzato dalle domande, è stato sempre più evasivo. “Abbiamo discusso di molte cose, di Huawei. Una cosa che consentirò, e che sorprenderà molte persone, è che vendiamo a Huawei un ammontare enorme di parti utili per i prodotti che fanno”.

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