Politica locale

Amministrative Sardegna, Cagliari al centrodestra

Amministrative Sardegna, Cagliari al centrodestra

Paolo Truzzu

Paolo Truzzu, consigliere regionale di FdI, è il nuovo sindaco di Cagliari. Il candidato del centrodestra vince al primo turno con il 50,12% il testa a testa con la candidata del centrosinistra Francesca Ghirra – assessora uscente all’Urbanistica – che si è fermata al 47,78%. Il terzo candidato, Angelo Cremone (lista Verdes), ha ottenuto il 2,10% (assente il M5S).

Dopo otto anni, dunque, Cagliari ritorna al centrodestra che aveva governato la città ininterrottamente dai primi anni Novanta con Mariano Delogu prima ed Emilio Floris poi, sino al successo, nel 2011, dell’allora 35enne Massimo Zedda, riconfermato poi tre anni fa al primo turno. A Cagliari si è tornati a votare, con due anni d’anticipo, perché lo stesso Zedda, candidato presidente del centrosinistra alle regionali di febbraio, ha optato per il seggio in Consiglio regionale dimettendosi dalla carica di sindaco.

Per scegliere il nuovo sindaco di Sassari si andrà invece al ballottaggio, domenica 30 giugno. Quando sono state scrutinate 131 sezioni su 136, resta in testa il candidato sindaco del centrosinistra, il magistrato Mariano Brianda, con il 34,01% delle preferenze, seguito dall’ex parlamentare Nanni Campus (30,55%), alla guida di cinque liste civiche, mentre il candidato del centrodestra, Mariolino Andria, si attesta al 16,28% e quello del M5s, Maurilio Murru, al 14,48%. Seguono Marilena Budroni, con il 2,81%, Lino Mura (1,36%), e Giuseppe Doneddu (0,51%).

Già eletti complessivamente dieci primi cittadini che, con la loro lista senza sfidanti, hanno superato il quorum del 50% in piccoli centri. Tra questi spicca il primo sindaco leghista in Sardegna, Tittino Cau, a Illorai, nel Sassarese. Un risultato storico per il Carroccio, come sottolineato dal segretario regionale della Lega e deputato Eugenio Zoffil. «È una grande soddisfazione per il nostro movimento».

Cala di quasi otto punti l’affluenza complessiva. La percentuale dei votanti si è attestata al 55,3%, rispetto al 63,1% della precedente tornata elettorale per le amministrative. E nella città di Cagliari ha votato il 51,7% degli aventi diritto (60,2% nel 2016). A Sassari l’affluenza arriva al 54,7% (63,8%), ad Alghero siamo al 58,6% (63,9% cinque anni fa). Al di là del calo dei votanti, per la nuova amministrazione regionale sardista-leghista, a guida Christian Solinas, si tratta di un piccolo test a pochi mesi dalle regionali di fine febbraio. Una verifica che arriva subito dopo le aspre polemiche che hanno caratterizzato gli ultimi giorni di campagna elettorale per il doppio incarico di governatore e senatore di Solinas e per una leggina sui vitalizi, che ha fatto gridare allo scandalo il Movimento 5 Stelle, presente alle competizioni elettorali di Sassari e Alghero ma non alla sfida di Cagliari.

Il capoluogo è arrivato al voto con due anni di anticipo per le dimissioni del sindaco Massimo Zedda che ha optato per il Consiglio regionale dopo avere tentato senza successo di conquistare il governo della Sardegna. Sull’onda del successo dei sindaci «arancioni», di cui è stato uno dei motori nella stagione 2011-12, Zedda aveva riconquistato il governo della città nel 2016 con quasi 40mila consensi, il 50,8%. Una vittoria al primo turno, dopo il ballottaggio che lo aveva portato allo scranno più alto del municipio cinque anni prima con il 47,7%. Allora il Pd era il primo partito con il 19,2%, Sel – formazione politica in cui nasce Zedda – al 7,8% e il Psd’Az al 7 per cento. Era uscito sconfitto il candidato del centrodestra, Piergiorgio Massidda, fermo al 32,2%, (25.305 voti), mentre la sua coalizione di 14 liste era arrivata al 35,9% e Fi all’8,1%. L’aspirante sindaca del M5s, Maria Antonietta Martinez, si era dovuta accontentare del 9,2% la lista dell’8,7%.

Ha intanto intenzione di chiedere il riconteggio delle schede, Francesca Ghirra. «Ci sono ottanta voti per il ballottaggio. Serve prudenza per valutare cosa succederà nei prossimi giorni, ci sono milletrecento schede nulle e oltre venti contestate». Dopo un confronto con i nostri legali «non escludiamo di controllare la situazione in sede amministrativa. Inviterei il nostro avversario alla prudenza. Chiederemo la verifica dei verbali», spiega Ghirra.

Per la candidata del centrosinistra «il clima non era l’ideale. Un vento di centrodestra sta soffiando non solo in Sardegna. Ma in questa campagna elettorale ci sono state delle anomalie: la notte prima delle elezioni si sono verificati tre roghi di spazzatura. Mai successa prima una cosa del genere. Sarebbe opportuno fare delle verifiche. Si è parlato molto di rifiuti e poco di altro». Possibile dunque una coda di approfondimento. «Speriamo di arrivare a un secondo step, il numero delle nulle è alto. Bisogna capire quale è stata l’intenzione degli elettori». Ma prima bisognerà attendere il responso ufficiale della commissione elettorale.

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