Europa

La Danimarca torna a sinistra, crollano i populisti.

La Danimarca torna a sinistra, crollano i populisti.

La Danimarca torna a sinistra, crollano i populisti.

Tempi duri per i sovranisti nell’Europa scandinava. Alle elezioni politiche danesi i socialdemocratici guidati dalla 41enne Mette Frederiksen, hanno battuto nettamente il governo uscente del premier liberalconservatore Lars Løkke Rasmussen. I socialdemocratici potrebbero allearsi con i socialisti popolari, che rappresentano il partito Verde danese. Oltre alla priorità su ambiente e welfare, punto cardine della vittoria della nuova leader dello storico partito socialdemocratico danese è la linea di tolleranza zero sui migranti.

La Danimarca, insieme alla Svezia, è il paese con la più alta densità di migranti dell’Ue. L’ondata ha colpito i paesi scandinavi dopo la decisione unilaterale di Angela Merkel nel 2015 di aprire ogni porta, senza consultare gli altri governi dell’Unione.

I socialdemocratici guidati da Mette Frederiksen hanno vinto con oltre il 25% dei consensi. Sarebbero 5 i punti percentuali di vantaggio sui liberali-conservatori del premier uscente Lars Løkke Rasmussen, che governava dal 2015 con l’apoggio degli xenofobi sovranisti del Dansk Folkeparti. Il Dansk Folkeparti crolla dal 21% al 10%. Volano invece i Verdi del Partito socialista progressista che raddoppiano dal 4% all’8%. I socialdemocratici ottengono 90 seggi su 179, conquistando così la maggioranza assoluta.

Adesso Mette Frederiksen avrà ampi margini di scelta per proporre nuove coalizioni. “Facciamo i conti con la realtà, ascoltiamo cosa ci dicono i cittadini, e facciamoci di nuovo forza di governo”, ha dichiarato la leader socialdemocratica. Considerando la sua linea dura in tema migrazioni, non si può escludere totalmente neanche un’alleanza al Dansk Folkeparti. Gli elettori socialdemocratici, come confermato anche da alcuni sondaggi, sembrano ad ogni modo a favore di una politica di sostegno all’istruzione, occupazione e ricerca tecnologica. Altro tassello fondamentale è la salvaguardia dell’ambiente: un elettore su tre di età compresa fra 18 e 35 anni pensa che il prossimo governo debba dare priorità alla lotta contro il riscaldamento globale.

La Danimarca, come la Svezia, può vantare trend economici eccellenti. Membro della Ue e della Nato ma non dell’Eurozona, gode di una crescita media del prodotto interno lordo del 2,2%, e una dissoccupazione del 3,7%, inferiore anche a quella della Baviera, Stato federale più ricco della Germania. Un risultato è sicuro: dalle urne danesi esce un segnale positivo per la crescita della sinistra europea.

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