Europa

Elezioni Belgio. Paese diviso: estrema destra nelle Fiandre, Verdi in Vallonia

Elezioni Belgio. Paese diviso: estrema destra nelle Fiandre, Verdi in Vallonia

Come cinque anni fa, le elezioni del Parlamento Europeo in Belgio si sono tenute in concomitanza  con le elezioni regionali e federali. Dato che il voto è obbligatorio, l’eccezionale affluenza dell’88,5% non è un buon indicatore della rilevanza delle elezioni. Ma dalla quasi assenza di campagne e candidati europei nel dibattito pubblico e nei media, nonché dalle differenze marginali nei risultati elettorali tra i tre livelli, potremmo dedurre che le elezioni del Parlamento Europeo sono state di nuovo messe in ombra dalle campagne elettorali e dai candidati nazionali (Kelbel et al. 2016). Tuttavia, questa competizione elettorale ha assunto una sua dimensione europea, in quanto è stata dominata da due questioni transnazionali: il clima e le migrazioni. I partiti radicali di destra e di sinistra e i partiti ecologisti che “detengono” (hanno costruito una reputazione su) questi temi sono stati i vincitori delle elezioni, a spese dei partiti di centro (Van de Wardt et al. 2014). Questi sviluppi non sono nuovi per la maggior parte degli stati membri dell’UE. Ma pongono una nuova sfida al sistema federale belga, in quanto rinnova il vecchio divario tra le Fiandre e la Vallonia.

Per interpretare le dinamiche di queste elezioni sui tre livelli, è necessario comprendere il funzionamento del sistema politico belga. Il Belgio è uno stato federale, con tre livelli competenti: il livello federale, provinciale e comunale. Al livello più alto, lo stato federale, le comunità e le regioni si trovano alla pari. Le comunità sono gruppi di cittadini con una cultura e una lingua condivisa; insieme alle lingue maggiori, olandese e francese, c’è una piccola comunità di lingua tedesca. Le competenze dei governi e dei parlamenti delle comunità si concentrano sulla cultura e l’istruzione.[1]

Le regioni sono definite territorialmente e esercitano principalmente funzioni in ambito socio-economico. La regione settentrionale e fiamminga copre la maggior parte del paese. La Vallonia copre la parte meridionale, e la regione di Bruxelles Capitale è situata nel cuore del paese, vicino al confine linguistico, ed è interamente circondata dal territorio fiammingo. La comunità fiamminga e la regione si sovrappongono istituzionalmente, in quanto entrambe sono rappresentate dal Parlamento fiammingo. La Vallonia, ​​la comunità francofona, la regione di Bruxelles capitale e la comunità di lingua tedesca (residente nella parte orientale della Vallonia) hanno parlamenti e governi separati.

I membri di questi sei parlamenti sono eletti attraverso elezioni proporzionali, con una soglia del 5% in diverse circoscrizioni elettorali. Il complesso e asimmetrico sistema politico determina due sistemi partitici ampiamente separati: uno fiammingo e uno vallone. I dibattiti, le campagne e gli interessi dei candidati rimangono altamente confinati nelle due principali regioni. A Bruxelles, gli elettori possono scegliere tra liste di candidati di lingua francese o olandese. Di conseguenza, i due sistemi di partiti coesistono a Bruxelles. Poiché vi è solo una minoranza di cittadini di lingua olandese, il dibattito è dominato dai partiti francofoni.

Il governo federale è una coalizione di partiti delle Fiandre e della Vallonia. Per molto tempo, i partiti di centro che hanno dominato il panorama politico, composto dai Cristiano-Democratici e Fiamminghi (CD&V), il Centro Democratico Umanista (CdH), il Partito Socialista Differente (Sp.a ) e il Partito Socialista (PS), i Liberali e Democratici Fiamminghi Aperti (Open VLD) e il Movimento Riformatore (MR) sono stati disponibili a scendere a compromessi superando il divario linguistico.

Tuttavia, gli elettori fiamminghi si sono da lungo tempo spostati più a destra, mentre i socialisti sono più forti in Vallonia. Negli ultimi anni, questo divario si è acuito, soprattutto attraverso la rapida crescita della destra conservatrice, e in particolare grazie a Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA), che è stato il più grande partito nelle Fiandre dal 2010. Il partito più rilevante per l’indipendenza fiamminga è rappresentato tuttavia dalla destra radicale di Interesse Fiammingo (VB). A causa della sua narrazione politica razzista e discriminatoria, il partito è stato escluso dai negoziati governativi dagli altri partiti belgi, che hanno così formato un cordone sanitario contro VB.

Nelle Fiandre la Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA) rimane il più grande partito su tutti e tre i livelli. Tuttavia, ha perso alcuni punti in ognuno di essi. Interesse Fiammingo (VB) è il secondo partito, ma è il chiaro vincitore, con un aumento di 12,5 punti percentuali sui tre livelli elettorali. In Vallonia, la stessa dinamica si riflette a sinistra. Il Partito Socialista (social-democratico) rimane il primo partito, ma perde tra i 3 e i 5 punti sui tre livelli. Il suo avversario di sinistra radicale, il Partito comunista laburista (PTB), è cresciuto di circa 9 punti, con risultati tra il 14% e il 15% sui tre livelli. Infine il partito ecologista vallone Ecolo è cresciuto tra il 6% e l’8%.

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