Centrosinistra

Con Belpietro direttore dell’Unità “violata nostra storia”, sinistra insorge

Con Belpietro direttore dell'Unità "violata nostra storia", sinistra insorge | L'HuffPost

Con Belpietro direttore dell’Unità “violata nostra storia”, sinistra insorge | L’HuffPost

“Sacrilegio”, “profanazione”, “sfregio”, “violazione della storia”: la sinistra è sotto shock per il numero dell’Unità firmato da Maurizio Belpietro tanto che si cerca ancora di far luce su quanto successo. Certamente la firma ‘nemica’ di Belpietro sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci ha toccato nervi scoperti e sensibilità che peraltro molti pensavano ormai sopite visto che proprio a sinistra il dibattito sul quotidiano sembrava esaurito e per molti l’Unità era un capitolo chiuso.

Ma così non è, e bastano le parole di Emanuele Macaluso, dirigente storico del Pd ed ex direttore del giornale, a far riaccendere le polveri delle divisioni della sinistra: “la direzione dell’Unità affidata a Belpietro è una vergogna senza limiti. E’ l’ultimo regalo che ci fa Renzi il quale consegnò la testata ai costruttori Pessina e Stefanelli i quali, comprando l’Unità, pensavano anche di fare qualche affaruccio”, accusa senza peli sulla lingua.

L’Unità infatti è oggi di proprietà di Pessina Costruzioni e non va in edicola da un paio d’anni. Ma l’editore è obbligato a pubblicare almeno un numero all’anno per evitare che la testata decada. Se il 25 maggio del 2018 il giornale era tornato nelle edicole di Roma e Milano per un giorno, allora la carica di direttore era stata assunta in quel caso da Luca Falcone. Il giorno dopo il fattaccio non è tanto Belpietro ad essere al centro delle critiche quanto l’editore per una scelta che sembra assolutamente non concordata con il corpo redazionale.

Tanto che, superata la parte più emozionale, oggi a sinistra si cercano soluzioni per riportare sul mercato lo storico quotidiano. Si è trattato di “una trovata geniale sul piano del marketing da una proprietà che non sente alcuna responsabilità morale, ma umiliante per la storia gloriosa del giornale fondato da Antonio Gramsci. Ci impegniamo a contribuire a realizzare un’adeguata alternativa”, commenta Stefano Fassina di Si.

Più pratico Gianni Cuperlo del Pd che propone un’acquisto esterno della testata: “dicano gli attuali “padroni” de l’Unità quanto costa rilevarla, quanto costa il “riscatto”. Mi batterò per un azionariato popolare e per riconsegnare quel giornale al suo campo e alla sua storia”.

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