Europa

Brexit: Theresa May propone “un nuovo accordo” ai Comuni

Brexit, alle amministrative lo stallo punisce Tory e Labour

Theresa May

È “un nuovo accordo” sulla Brexit il testo della legge attuativa che Theresa May presenterà al Parlamento britannico a inizio giugno come estremo tentativo per rompere lo stallo sulla ratifica.

Lo ha detto la stessa premier Tory illustrando in un discorso pubblico a Londra le aperture inserite dal governo su alcune istanze dell’opposizione laburista: dall’ampliamento (sia pure provvisorio) dei tempi di un legame doganale con l’Ue, al mantenimento degli standard europei di tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

Un discorso questo della May che ha declinato con la sostanza di più punti, in tutto dieci, ma che vede schierarsi su due cose essenziali la sua mossa alla vigilia del voto europeo: lo spiraglio sul secondo referendum appunto e l’apertura sull’unione doganale, sebbene da lei vista come soluzione temporanea, Un voto quello europeo indicato dai sondaggi come un annunciato tracollo per i Tory a beneficio del Brexit Party di Nigel Farage.

All’interno, ha spiegato nel dettaglio la May, sarà inserita una clausola, ma perché la clausola sia valida l’accordo deve essere votato:

“Rifiutare questo accordo e lasciare l’UE con un patto già negoziato sarebbe un passo falso. Alcuni suggeriscono di uscire dalla Ue senza un accordo, ma qualunque cosa pensiate di questo risultato, il parlamento è stato chiaro, farà tutto il possibile per bloccarlo: se così non sarà si andrà a elezioni anticipate o a un secondo referendum che potrebbe portare alla revoca di Brexit e non alla Brexit”.

Ha poi aggiunto: “Chi puo’ sostenere in questo momento la soluzione che porta alle elezioni generali quando non siamo ancora riusciti ad attuare quanto il popolo ci ha chiesto di fare nell’interesse nazionale?”

Il leader dell’opposizione Jeremy Corbin dal canto suo ha già annunciato il suo voto contrario:

“Non possiamo sostenere questa proposta perché è fondamentalmente un rimpasto di quanto discusso prima e non fa un passo sulla questione dell’allineamento del mercato o sull’unione doganale in sé, o sulla protezione dei diritti, in particolare in relazione ai diritti dei consumatori.”

Sul punto l’apertura della May ai laburisti lascia la possibilità di attuarla fino alle prossime elezioni politiche, in modo da renderla permanente in caso di vittoria dei labour o di cancellarla se a vincere sarà un governo a trazione pro brexit.

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