Politica locale

Sicilia, ballottaggi: M5s trionfa a Caltanissetta e Castelvetrano, Lega sconfitta

Sicilia, amministrative: il M5S perde Bagheria e Gela, la Lega non sfonda

Michele Giarratana

Bassa affluenza nei ballottaggi delle amministrative siciliane. Nei cinque comuni chiamati al voto per il secondo turno ha votato il 43,6 per cento, con un calo del 15,37 per cento rispetto al primo turno. Ai seggi si sono recati 98.783 elettori sui 226.546 aventi diritto.

Spoglio nella notte in questo ultimo mini-test politico prima delle Europee, con il Movimento Cinque Stelle che ha portato a casa i due Comuni in cui i grillini sono riusciti ad andare al ballottaggio, Caltanissetta e Castelvetrano. Il vicepremier Luigi Di Maio si è fatto vedere nell’Isola sia alla vigilia del primo turno sia nel rush finale dei ballottaggi. «È sempre così. Ogni volta che ci danno per morti, noi torniamo più forti di prima. Vi avevano raccontato di un crollo, vi avevano detto che non ce l’avremmo fatta. Ebbene, abbiamo vinto un’altra volta!», ha commentato su Facebook dopo l’uscita dei risultati.

A Caltanissetta, il grillino Roberto Gambino (58,85 per cento) ha rovesciato il verdetto del primo turno che ha visto nettamente in testa il candidato del centrodestra Michele Giarratana (41,15). Un aiuto decisivo è arrivato dalla Lega, qui in rotta con il resto del centrodestra. Per i grillini è stata la partita più impegnativa: Cancelleri, il braccio destro Di Maio in Sicilia, si è alleato con un democristiano ed ex berlusconiano come Alessandro Pagano pur di tentare l’acrobatico recupero di un distacco di quasi 17 punti e mezzo. Tanta era la distanza fra il funzionario comunale candidato da Cancelleri a sindaco, Gambino, e Giarratana, non eletto al primo turno per un soffio con il 37,3 per cento, appena sotto al necessario 40. Due gli aghi della bilancia. Da una parte, la Lega di Salvini che negli ultimi giorni ha dimostrato posizioni ben diverse dai grillini sul fronte dei «porti chiusi». Dall’altra, l’area di centrosinistra rimasta a bordo campo con l’ex sindaco Salvatore Messana che ufficialmente ha lasciato libertà di voto agli elettori, ma forse in extremis orientata verso il sostegno a Giarratana. Con evidente soddisfazione di Gianfranco Micciché, il coordinatore azzurro impegnato a dimostrare una sua forza, indipendentemente da recenti defezioni a favore della Lega.

A Castelvetrano, il pentastellato Enzo Alfano (64,67) ha rimontato sul civico centrista Calogero Martire (35,33). Il Partito democratico, che correva con il proprio simbolo, è rimasto fuori dai giochi e non ha dato indicazioni di voto.

Anche la Lega ha guardato con interesse al test. A Gela, il Comune più popoloso chiamato al voto, il Carroccio con Francesco Spata (47,7), non è riuscito a ribaltare l’esito del primo turno quando in testa si è piazzato Lucio Greco (52,45), sul quale si sono coalizzati in chiave anti sovranista, secondo lo schema del vecchio patto del Nazareno, Forza Italia e Pd. Da una parte Spata, l’ex dirigente di Libera che per questa sua scelta ha fatto venire il mal di pancia a don Ciotti, appoggiato da Lega, Fratelli d’Italia e Udc. Dall’altra, Greco, Lucio per gli amici, un ex alfaniano appoggiato da pezzi del Partito democratico e di Forza Italia, con contenuta sorpresa di Nicola Zingaretti per la formula, ma con grande sostegno di Gianfranco Micciché, convinto di potere rilanciare da qui l’ipotesi di un nuovo patto del Nazareno. Partito due settimane fa dal 30,6 per cento dei voti contro il 36,3 dell’avversario, Spata, il candidato a trazione salvinista, ha tentato l’effetto ribaltone provando a recuperare i voti di Simone Morganza, il grillino rimasto fuori dal ballottaggio ma per questo diventato l’ago della bilancia.

A Mazara del Vallo, il leghista Giorgio Randazzo (47,59 per cento) ha ceduto il passo al candidato civico di centrosinistra Salvatore Quinci (52,41 per cento).

Infine, Monreale: il Comune del Palermitano è quello dove la dinamica del voto appare più slegata da schemi nazionali e regionali, con una sfida dal sapore molto locale tra l’uscente Piero Capizzi (44,27) e il suo sfidante civico Alberto Arcidiacono, vincente con il 55,73 per cento.

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