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Italia-Tunisia: Conte, Tunisi fattore stabilità Mediterraneo

Italia-Tunisia: Conte, Tunisi fattore stabilità Mediterraneo
Youssef Chahed e Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i Vice Presidenti Luigi di Maio e Matteo Salvini partecipano al vertice intergovernativo italo-tunisino. Gli accordi siglati prevedono l’interconnessione elettrica, finalizzata per il trasferimento dell’energia elettrica dall’Europa alla Tunisia e ai paesi nordafricani, e il raggiungimento dell’uniformità degli standard europei della comunità della pesca.

“Questo primo vertice intergovernativo italo-tunisino darà un ulteriore impulso a una collaborazione già intensa”, ed “è importante continuare a investire in questo rapporto, la Tunisia è un fattore di grande stabilità nel Mediterraneo”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Tunisi dopo il vertice con il primo ministro tunisino Youssef Chahed. “C’è grande consonanza su un ampio spettro di temi: in politica estera abbiamo condiviso un’agenda positiva sul Mediterraneo”, ha aggiunto. “Siamo ambedue attenti per contrastare traffico esseri umani e gestire i flussi”, ha dichiarato Conte. “Con il premier Chahed ho condiviso la preoccupazione dell’insorgenza del terrorismo in Tunisia e anche in altri luoghi. L’obiettivo comune è di concentrare gli sforzi per bloccare questo rischio”, ha sottolineato.

L’incontro è “una tappa promettente per rafforzare l’antica amicizia con l’Italia, che dà un sostegno continuo al processo politico in Tunisia”, ha detto il premier tunisino Chahed, che ha ricordato che “800 imprese italiane offrono assistenza alle imprese tunisine” e ha elencato una serie di accordi firmati con l’omologo italiano, tra cui “un impegno bilaterale per rafforzare le infrastrutture tra Tunisia e sud Europa”, “un accordo per sviluppare il sistema scolastico in Tunisia per 25 milioni di euro”, “un accordo tra Cassa depositi e prestiti e la sua equivalente tunisina”.

Sul tema della Libia, “la Tunisia e l’Italia hanno subito danni dalla crisi libica del 2011 e siamo preoccupati dalla situazione nata allora, con la partenza di grandi numeri di rifugiati, in Tunisia anche per il terrorismo con 500 chilometri di confine in comune. Insistiamo per una soluzione politica, con l’Italia abbiamo convenuto che va rafforzato l’approccio diplomatico per un cessate il fuoco. La sicurezza libica è la sicurezza tunisina”, ha sottolineato Chahed.

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