Guerra

L’Onu approva la mozione contro gli stupri come arma di guerra

Onu, si alla moratoria della pena di morte

L’Onu approva la mozione contro gli stupri come arma di guerra

Gli Stati Uniti incassano una vittoria in Consiglio di Sicurezza Onu dopo un duro braccio di ferro sulla violenza sessuale nei conflitti armati. L’organo delle Nazioni Unite ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) una risoluzione volta a combattere l’uso dello stupro come arma in guerra, su cui gli Usa avevano minacciato di porre il veto perché nel testo era usato un linguaggio sull’assistenza alla “salute riproduttiva”, che per estensione costituiva il sostegno all’aborto per le vittime. Nel nuovo testo ammorbidito è stato eliminato tale riferimento, come richiesto da Washington.

Il Consiglio di Sicurezza ha tenuto oggi una riunione sul tema con il segretario generale Antonio Guterres, i premi Nobel per la pace Nadia Murad e Denis Mutwege, e l’avvocata attivista Amal Clooney. La Germania, presidente di turno dei Quindici, ha lavorato duramente per far sì che la bozza venisse adottata durante l’incontro odierno, cercando di superare l’opposizione americana. Peraltro, dalla risoluzione era già stata eliminata una parte importante, quella relativa all’istituzione di un nuovo meccanismo per monitorare e segnalare tali atrocità in guerra perchè gli Usa, insieme a Russia e Cina, si erano dichiarati contrari.

“E’ inspiegabile che l’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva non sia esplicitamente riconosciuto per le vittime di stupro, che sono spesso bersaglio di atroci atti di violenza e di mutilazioni barbariche”, ha osservato l’ambasciatore francese all’Onu Francois Delattre dopo l’adozione della risoluzione.

Il segretario generale Guterres ha spiegato che “nonostante numerosi sforzi, la violenza sessuale continua ad essere una caratteristica orribile dei conflitti in tutto il mondo”, e gruppi di attivisti hanno dimostrato che “è usata deliberatamente come arma di guerra”. “Dobbiamo riconoscere che lo stupro in guerra colpisce in larga misura le donne perché è collegato a questioni più ampie come la discriminazione di genere”, ha proseguito, sottolineando che c’è “un’impunità diffusa” e la “maggior parte di questi crimini non viene denunciata, investigata o perseguita”. Infine, ha incoraggiato il Consiglio di Sicurezza a “lavorare insieme per superare le differenze”: “la risposta globale deve garantire la punizione degli autori e il sostegno completo ai sopravvissuti”.

Mentre per Amal Clooney, “sebbene la bozza sia un passo avanti, soprattutto nella misura in cui rafforza il regime di sanzioni per coloro che commettono tali crimini, bisogna andare oltre”: “Se questo organo non può prevenire la violenza sessuale in guerra, deve almeno punirla”. La giustizia “non può avere una possibilità se le persone al potere, tra cui quelle sedute intorno a questo tavolo, non ne fanno una priorità”, ha continuato, ribadendo che “c’è un’epidemia di violenza sessuale e la giustizia è l’antidoto. E’ il momento di farla diventare la vostra priorità e onorare davvero sopravvissuti come Nadia Murad che hanno già sofferto troppo”.

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