Europa

Brexit, verso il No deal.

Brexit al via. Per Theresa May è "il momento di restare uniti"
Theresa May

Il Parlamento britannico ha bocciato per la terza volta l’accordo negoziato tra Theresa May e Bruxelles per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. L’accordo di fatto decade con uno scarto di 58 voti. Il 12 aprile Londra uscirà dall’Ue senza un accordo: uno scenario catastrofico che avrà effetti pesantissimi non solo sul Regno Unito, ma anche sulla stessa Unione europea L’Unione europea ha convocato un Consiglio straordinario di emergenza e i deputati di Westminster si riuniranno per trovare un accordo alternativo. In due anni Londra non è riuscita a portare a termine il percorso di uscita, colpa solo in parte di Theresa May. Ora i laburisti chiedono elezioni anticipate, May dice che andrà avanti cercando un’uscita ordinata, ma sarà difficile in 15 giorni trovare un nuovo accordo.

Si aprono diversi scenari, che vanno dal no deal ad una lunga estensione dell’articolo 50, fino alla possibilità di cancellare la Brexit. L’ultimo Consiglio Europeo ha stabilito che, in caso di nuova bocciatura del piano May, si potrà prendere in considerazione prima di quella data una nuova richiesta, motivata, di una lunga estensione dell’articolo 50, altrimenti la Gran Bretagna uscirà tra due settimane esatte.

Lunedì primo aprile il parlamento britannico si riunirà per una serie di voti indicativi su possibili alternative al piano May. Se si riuscirà a trovare un accordo su una proposta, bisognerà vedere se il governo accetterà di sostenerla. In questo caso la May potrebbe chiedere un’estensione dell’articolo 50 per realizzare il nuovo progetto. Se passerà l’idea di una soft Brexit, ovvero l’unione doganale caldeggiata dai laburisti, non è escluso che l’accordo di divorzio possa essere finalmente approvato, magari grazie ad una revisione in questo senso della dichiarazione politica che l’accompagna. In questa eventualità la Gran Bretagna lascerebbe l’Ue il 22 maggio nell’ambito di un accordo. E poi dovrebbe negoziare i termini dell’unione doganale durante il periodo di transizione.

Se nessuna proposta alternativa otterrà la maggioranza, oppure se il governo non vorrà appoggiare le decisioni della Camera dei Comuni, le strade sono due: uscita dall’Ue senza accordo il 12 aprile, oppure richiesta di una estensione lunga, nove mesi o un anno, il che comporterà la partecipazione alle elezioni europee di maggio. Il governo di Londra dovrà motivare la richiesta di estensione perché sia accettata dagli altri 27 paesi. Il rinvio potrebbe essere chiesto per tentare di negoziare un diverso accordo, votare un’ennesima volta sul piano May, convocare nuove elezioni oppure indire un secondo referendum. E alla fine potrebbe anche succedere che la Brexit venga revocata.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha intanto convocato un vertice straordinario per il 10 aprile. Se non giungerà nessuna richiesta da Londra, la Ue potrebbe decidere di tagliar corto e prepararsi al no deal, oppure – ipotizza il Guardian – lanciare un ultimo appello ai deputati britannici, offrendo un rinvio della Brexit a determinate condizioni che Westminster potrebbe decidere di mettere ai voti.

1 risposta »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.