Centrosinistra

Europee, intesa tra Più Europa e Italia in Comune. I Verdi insorgono.

Europee, intesa tra Più Europa e Italia in Comune. I Verdi insorgono.
Benedetto Della Vedova e Federico Pizzarotti

L’obiettivo tattico è il voto europeo dove bisogna superare il 4%, ma quello strategico guarda oltre il 27 maggio per «costruire un’alternativa riformista alla maggioranza nazional-populista diversa dal Pd»: il segretario di “Più Europa” Benedetto Della Vedova non nasconde la soddisfazione nel varare il nuovo soggetto politico che lo vede a bordo insieme al partito di Federico Pizzarotti “Italia in Comune”. Il nome è ancora in discussione, anche se si è parlato di una formula tipo “Europa in Comune”, ma l’intesa è fatta. All’orizzonte, spiega il sindaco di Parma nonché primo e più famoso epurato a 5 Stelle, c’è il territorio ancora inesplorato degli elettori delusi dal passato ma anche dal presente e dunque senza rappresentanza.

Al partito di Emma Bonino guarda con favore anche il Psi, mentre si registra la rottura tra lo stesso Pizzarotti e i Verdi di Angelo Bonelli, con i quali poche settimane fa Italia in Comune aveva annunciato una intesa per le europee. A far saltare l’accordo, ha detto Pizzarotti, sono state “questioni programmatiche”, in merito alle quale Gianfranco Spadaccia, presidente di +Europa ha sottolineato il diverso approccio con i Verdi rispetto a questioni come la Tav e gli Ogm. “Ho appreso, anzi abbiamo appreso, come Verdi che il movimento politico Italia in Comune di Federico Pizzarotti ha deciso di non allearsi più con i Verdi per le prossime elezioni europee ma con più Europa di Benedetto Della Vedova, eppure Pizzarotti aveva assunto con i Verdi delle intese politiche e annunciato l’alleanza in eventi pubblici. Non mi sento, e non ci sentiamo assolutamente, la sposa o lo sposo abbandonati sull’altare anzi. Ma in nome dell’Ecologia della politica è bene per chi legge, che così potrà farsi un’idea, cosa è accaduto in questi mesi”, commenta a freddo il verde Angelo Bonelli.

Più Europa e Italia in Comune di Federico Pizzarotti hanno intanto siglato una intesa per liste comuni alle elezioni europee. “E’ con malcelata soddisfazione – ha detto Benedetto della Vedova, segretario di +Europa – che annuncio questo accordo elettorale. Iniziamo a lavorare insieme per le elezioni europee e anche per alcune situazioni alle prossime amministrative, poi in futuro chissà…”. Ed effettivamente, conferma Pascucci, c’è stata una scelta di campo: «L’intenzione era quella di recuperare l’elettorato recuperabile e dovendo scegliere da che parte posizionarci per lavorare meglio abbiamo convocato il nostro comitato nazionale, dove il 70% si è espresso per “Più Europa”». Questo, giurano i nuovi alleati, non diminuisce l’impegno green della nuova formazione ma lo orienta su una linea «ambientalista liberaldemocratica», vale a dire «nessuna opposizione pregiudiziale agli Ogm, alla Tav e alle grandi opere». Le elezioni imminenti sono il punto di partenza: «Per vincere serve persuadere le persone che l’Europa significa un valore aggiunto, a chi auspica di tornare alla lira per tornare padroni del proprio destino dico che così si torna padroni soltanto della propria povertà».

“Europa in Comune”, o come si chiamerà la sintesi tra l’esperienza local dei sindaci e quella global della tradizione radicale, si muove nella stessa direzione europeista degli altri nemici del sovranismo rampante. Solo che, come sottolinea Emma Bonino attingendo ai capisaldi della strategia militare, «si colpisce uniti e si marcia divisi», nel senso che le differenze contano. La direzione è, mutatis mutandis, quella dei verdi, quella di Calenda ma anche quella del Pd zingarettiano, rispetto al quale però si coglie l’opportunità di coprire uno spazio di centro liberale.

«Abbiamo davanti una grande sfida – ragiona Riccardo Magi, il pontiere che coltiva il rapporto con il primo cittadino di Parma sin da quando come radicali sostennero la sua candidatura a sindaco -. A Pizzarotti ci uniscono da tempo obiettivi e battaglie, per esempio sul fronte dei diritti civili, dell’accoglienza e dell’inclusione». La sfida è quella di frenare le forze centrifughe che diversi sovranismi cercano congiuntamente di imprimere all’Unione Europea. Emma Bonino, seduta accanto all’altro padre nobile, il centrista Tabacci, annuisce, si parte.

Della Vedova ha anche detto che è in corso un dialogo anche con altri soggetti, come il Pde di Francesco Rutelli e Volt, per cercare di ampliare il perimetro dell’accordo elettorale. Quanto alla composizione delle liste Della Vedova ha affermato che si candiderà, mentre Pizzarotti non l’ha escluso: “Ho la salda volontà di concludere il mio mandato a Parma, ma c’è da tener conto della dimensione nazionale del nostro Movimento, quindi deciderò nelle prossime settimane”.

A +Europa, come detto, guarda con favore anche uno dei candidati alla segreteria del Psi: “La proposta della mozione di Nencini (che non si ricandida, ndr) è quella di far rinascere la Rosa nel pugno, proposta elaborata da Emma Bonino e da Enrico Boselli più di dodici anni fa in un’altra Italia, e che appare oggi fuori tempo e fuori luogo – commenta Luigi Iorio – Non vorremmo che questa proposta non fosse che una mossa per mascherare la solita adesione alla lista PD. Ritengo necessario che il nuovo gruppo dirigente, che sarà eletto domenica prossima al Congresso, apra immediatamente un dialogo con + Europa che si va proponendo, come dimostra l’importante accordo reso noto oggi con Italia in Comune di Pizzarotti, come il fulcro di una iniziativa moderna, riformista e laica, contro il populismo e la nuova destra”, conclude Iorio.

L’ex ministro Carlo Calenda, probabile capolista in quota Pd per il Nord Ovest alle Europee, applaude al progetto appena avviato di Della Vedova e Pizzarotti: “Complimenti a Più Europa e Italia in Comune, avrei preferito averli nella lista unica Siamo Europei ma è bene che lavorino insieme per superare il quorum. Ci rincontreremo strada facendo”. Ma il sindaco di Parma mantiene la sua posizione: “Con +Europa ci sono tanti punti di contatto e credo che questa alleanza sia un giusto equilibrio rispetto al listone proposto da Calenda. Perchè non basta unirsi contro qualcosa ma per un’idea e la nostra è un’alleanza propositiva, per convincere le persone di quanto ci sia bisogno di Europa. E il listone inoltre avrebbe forse troppo annacquato le varie identità”. A stretto giro la replica dell’ex ministro dello Sviluppo, piccata: “Vi ho fatto gli auguri ma niente fesserie su SiamoEuropei. Fin’ora siamo gli unici ad aver presentato un programma. Ps 1/2 dei sindaci vengono dalla sinistra a sinistra del PD, a partire da Pascucci e fino a ieri stavate con No TAP e no TAV. Ora ALDE. Mah”.

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