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Senato, sono legge Quuota 100 e reddito di cittadinanza

Senato, sono legge Quuota 100 e reddito di cittadinanza
Senato, sono legge Quuota 100 e reddito di cittadinanza

Approvati definitivamente in Senato con 150 sì, 107 no e 7 astenuti il reddito minimo garantito e Quota 100.

Con 150 sì, 107 no e 7 astenuti l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ‘decretone’ con il reddito di cittadinanza e quota 100 senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera. Il decreto, con le due misure bandiera del governo giallo-verde, è stato approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 17 gennaio ed è stato modificato nel corso dell’iter parlamentare. Tra le principali novità, che diventano ora legge dello Stato, c’è il beneficio extra fino a 50 euro per il reddito di cittadinanza alle famiglie numerose e con disabili, il superamento del limite dei 45 anni per il riscatto agevolato della laurea, più controlli sui furbetti e paletti per i finti genitori single. Arrivano, inoltre, norme sulla tutela della privacy, una stretta sugli extracomunitari, il prolungamento della pace contributiva e l’innalzamento a 45mila euro della soglia per l’anticipo del Tfs degli statali.

“Il decretone, provvedimento bandiera del governo è stato approvato dal senato con appena 150 voti, ben al di sotto della maggioranza assoluta, a dimostrazione dello sfilacciamento politico di questa maggioranza. Il mix tra reddito di cittadinanza e quota 100 è una scommessa temeraria che non cancella la povertà e alimenta disoccupazione e lavoro nero. Anche il falso mito dei prepensionati che liberano posti per i giovani verrà purtroppo smentito dai fatti. La scelta di finanziare tutta in deficit la spesa sociale, col debito pubblico che sta crescendo a ritmi da record e con la recessione va in direzione esattamente opposta agli interessi del paese. Una deriva irresponsabile”, ha detto  Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al senato. Andrea Marcucci, capogruppo del Pd sottolinea che “la maggioranza in senato è sempre più striminzita. Sul decretone i sì sono solo 150, con tutti i ministri della Lega assenti sui banchi del Governo, e in totale con meno 4 voti i Cinque Stelle, e meno 12 il partito di Salvini. Iniziano a vergognarsi un po’ anche loro”. Lo scrive su twitter il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci

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