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Il governo va in porto

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Il governo va in porto

Dopo sole 24 ore di braccio di ferro con Matteo Salvini, la nave Mare Jonio della ong italiana Mediterranea Saving Humans, con il suo carico di 49 migranti più l’equipaggio, entra al porto di Lampedusa scortata dalla guardia di finanza. E con essa, prontamente sequestrata dalle forze dell’ordine, anche il governo gialloverde entra metaforicamente in porto. Sgravato dal peso della Mare Jonio, l’esecutivo ora può tentare di gestire più agevolmente il voto dell’aula del Senato domani sul caso Diciotti, che vede Salvini oggetto della richiesta di autorizzazione a procedere dei magistrati per sequestro di persona, vale a dire i 177 migranti salvati dalla nave della marina militare italiana l’estate scorsa.

“Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”, si esalta Salvini in serata. Poco prima dello sbarco, aveva aperto alla possibilità che la nave attraccasse “solo se verrà sequestrata”. Ecco fatto. Perchè la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta contro ignoti e ora farà i suoi interrogatori per valutare le responsabilità. Per Salvini sono chiare: i centri sociali. Per via della presenza a bordo di Luca Casarini, l’ex portavoce dei centri sociali del nord-est ora in Sinistra Italiana. Se sul caso Diciotti su Salvini a finire indagato, adesso sul caso Mare Jonio sono gli attivisti della ong a rischiare l’avviso di garanzia.

Ma al di là delle accuse, di cui diremo tra un po’, qui c’è un filo politico da seguire che compatta il governo gialloverde come mai prima. Salvini concorda la linea con Luigi Di Maio in mattinata. Anche il vicepremier del M5s annuncia che l’obiettivo è chiudere la vicenda nel più breve tempo possibile. E infatti il caso non si trascina per giorni o settimane, come è ampiamente successo altre volte da quando è nato l’esecutivo gialloverde. Nessuna differenza di posizioni tra la parte pentastellata e la parte leghista, come è accaduto a gennaio per la Sea Watch e la Sea Eye. Il governo non si incarta. Complici i magistrati che hanno aperto l’inchiesta e disposto il sequestro della nave. Complice però anche il fiato sul collo del governo costituito dal voto di domani: l’urgenza di trovare una soluzione subito per gestire l’aula sulla Diciotti.

Sia chiaro: Salvini si salva dal processo anche in aula, come si è salvato in giunta per le immunità, i numeri ci sono perchè è assicurato il soccorso di tutto il centrodestra. Ma magari nel voto di domani sarebbe naufragata la maggioranza M5s-Lega, dimostratasi zoppa voto sulla legittima difesa. Ecco, il caso Mare Jonio è servito a Di Maio a serrare i ranghi: risolvere presto la questione per arginare i malumori dei pentastellati sulla Diciotti. I malumori ancora ci sono, chiaro, ma la risoluzione del caso di oggi dipana abbastanza le nebbie sul voto di domani.

Lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte domani in aula rimarcherà ancora una volta che la responsabilità della gestione degli sbarchi è corale, di tutto il governo. E la questione Mare Jonio figurerà come ennesimo esempio di compattezza. Se andrà liscio il voto di domani, M5s e Lega potranno tornare alle loro schermaglie di campagna elettorale: ma non sull’immigrazione, materia su cui la pensano all’unisono.

Cosa resta? Resta il destino dell’equipaggio della Mare Jonio, oltre che quello dei 49 migranti tratti in salvo che seguiranno le solite procedure per la richiesta di asilo o il rimpatrio. Salvini si augura che l’equipaggio della ong finisca agli arresti. E’ la “nave dei centri sociali”, la prima accusa di stamattina dopo aver scoperto che a bordo c’era Casarini, appunto. Poi Salvini adombra anche il dubbio che l’operazione sia stata organizzata ad hoc in vista del voto di domani: “Questo presunto salvataggio di questa nave gestita dai centri sociali era organizzato da giorni”. “Il ministro dell’interno è in pieno delirio comunicativo, un buffone pericoloso – gli risponde Nicola Fratoianni, deputato e segretario di Sinistra Italiana – Pensa che il mondo giri intorno a lui. Al punto di immaginare che 49 persone siano salite su un gommone rischiando la propria vita dopo aver consultato il calendario del senato italiano, giusto per fargli un dispettuccio”.

Ma sul caso della Mare Jonio Salvini può testare la sua direttiva anti-sbarchi, già in preparazione da tempo al Viminale e diramata ieri in anticipo. Da qui le accuse alla nave che non avrebbe rispettato l’ordine della guardia di finanza di spegnere i motori, che avrebbe poi fatto rotta verso l’Italia senza provare con Malta e disobbedendo alle indicazioni della guardia costiera libica. Tutte questioni che sarà la magistratura a verificare: la direttiva ha dato solo la spinta, ma di fatto non ha stabilito alcunchè pur ispirandosi alla legge approvata da Viktor Orban e contestata dall’Ue, la cosiddetta ‘legge Soros’ che prevede l’arresto per chi soccorre migranti.

Ma appunto questa è una direttiva e in quanto tale “è subordinata alle leggi e alle convenzioni internazionali che impongono di salvare chi è in difficoltà in mare”, ci diceva in mattinata Alessandra Sciurba del team legale di Mediterranea. “La guardia di finanza non poteva chiedere alla Mare Jonio di spegnere i motori, è una cosa che non si fa mai per mare per questioni di sicurezza”, ci spiega al telefono da Lampedusa Erasmo Palazzotto, deputato di Sinistra italiana.

Ma al netto di tutto, questa mossa politica di contestazione alla linea del vicepremier Salvini, perché è l’azione di Mediterranea Saving Humans è anche questo, ha fatto naufragio. Certo è servita a portare in salvo 49 persone, salvate anche dall’inferno libico, in porto ci arrivano infatti urlando “Liberté, liberté!”. E questo non è affatto poco, anzi. Ma il fatto che il caso si sia chiuso nel giro di 24 ore, col sequestro della nave e i possibili avvisi di garanzia per l’equipaggio regala al governo l’occasione di cantare vittoria, prepararsi a gestire più agevolmente la prova del voto di domani sulla Diciotti e scoraggiare altri salvataggi. Si va verso la bella stagione: sarà così?

2 risposte »

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