Europa

Brexit, il parlamento britannico boccia di nuovo l’accordo

Uk a sorpresa al voto (l'8 giugno)

Theresa May

Dopo che ieri il parlamento britannico ha votato l’esclusione dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza la conclusione di un accordo strutturato che consenta una Brexit ordinata, oggi il premier britannico Theresa May ha ottenuto la vittoria più importante. Una mozione che dà il via libera alla proroga del termine del 20 marzo per l’approvazione dell’accordo con Bruxelles è stata approvata dalla Camera dei comuni con 412 sì e oltre 200 no. In questo modo, May potrà chiedere dunque all’Europa una proroga fino a giugno per far passare tutta la nuova legislazione a Westminster e chiudere questa prima fase. Certo è che per ora l’idea di un secondo referendum popolare è stata accantonata dal parlamento che ha respinto con 334 voti contrati e soltanto 85 favorevoli l’emendamento, presentato da Sarah Wollaston ex Tory poi confluita nel Gruppo Indipendente, che proponeva di estendere l’articolo 50 del trattato di Lisbona per concedere tempo per una seconda consultazione popolare. In ogni caso ormai sembra chiaro che lo slittamento del termine del 20 marzo resta la soluzione più praticabile per Londra ed è possibile che in occasione del consiglio europeo del 21 e 22 marzo i grandi d’Europa si convincano a dire sì a alla proroga che consentirebbe poi alle parti di beneficiare di un periodo di transizione di circa 2 anni per organizzare e regolamentare i rapporti tra le due sponde della Manica nel futuro.

Certo è che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk nei colloqui prima del Consiglio europeo farà appello a “essere aperti” verso un’estensione dei termini dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. “Durante le mie consultazioni prima dell’#EUCO, farò appello agli EU27 di essere aperti a una lunga estensione se l’UK ritiene che sia necessario ripensare la sua strategia di #Brexit e costruire consenso attorno a essa”, ha annunciato Tusk in un tweet. Ma il capo negoziatore Michel Barnier ha avvertito che la soluzione peggiore, la Brexit senza accordo, si avvicina sempre di più: “Di fronte a questa situazione di incertezza, se siamo lucidi e responsabili ci dobbiamo preparare ad una Brexit senza accordo, perché il 29 marzo è vicino. L’estensione sarà al voto stasera non mi permetto di intervenire su questo, ma voglio dire che la situazione è grave e che bisogna prepararsi allo scenario di un ‘no deal’. Siamo pronti, ma raccomando di non sottostimare le conseguenze”.Intanto, il cancelliere ombra inglese, John McDonnell ha esortato tutti i parlamentari a cercare un compromesso sulla Brexit. “Il problema con l’approccio del primo ministro Theresa May è che non è venuta in parlamento e ha cercato un compromesso, ma ha sostanzialmente detto che avremmo dovuto votare il suo accordo e basta”, ha affermato McDonnell, aggiungendo che “lo stesso Philip Hammond ieri ha detto che si sarebbe opposto a un’uscita dell’Uk dall’Ue senza accordo, ma poi è scomparso, non ha mai votato contro un no-deal”. “Siamo tutti alla ricerca di questo compromesso, uniamoci per elaborarlo”, ha concluso.

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