Europa

Estonia, vince il centrodestra

Estonia, vince il centrodestra

Estonia, vince il centrodestra

Il Partito Riformista dell’europeista Kaja Kallas ha vinto le elezioni parlamentari in Estonia, che pero’ hanno registrato l’exploit dell’ultra-destra sovranista. Il Partito Riformista ha ottenuto il 28.9 per cento dei voti, decisamente di piu’ di quanto gli assegnavano i sondaggi, e guadagnerà 5 deputati nel Riigikogu, il Parlamento unicamerale, con 101 seggi. Dietro si e’ attestato il Partito del Centro, la formazione di centro-sinistra che guida l’attuale governo tripartito del premier, Juri Ratas, con il 23,1 per cento dei voti (perde un paio di seggi e scende a quota 25).

Al terzo posto l’ultradestra del partito Conservatore del popolo estone (Ekre): la formazione euroscettica e illiberale, che vuole un referendum per l’uscita di Tallin dall’Ue, è stata la rivelazione della giornata elettorale, conquistando il 17,8 per cento del voto, che la proietterebbe dagli attuali 7 deputati a 19.

Le cifre sembrano riflettere uno spostamento verso il centro-destra in Estonia, un piccolo Paese baltico membro dell’UE e della NATO al confine con la Russia. Proprio il complesso rapporto con il grande vicino orientale è stato uno dei temi chiave della campagna, sia nel dibattito sulla spesa per la difesa che sulle polemiche sull’uso della lingua russa nelle scuole pubbliche nel Paese, in cui tale minoranza rappresenta il 25% della popolazione.

Il Partito del Centro è stata storicamente la forza che ha riunito i voti dei russofoni, diventando sempre una formazione cardine fondamentale nella politica estone, che e’ abituata a esecutivi di coalizione per dare al Paese un esecutivo stabile. La maggior parte del loro sostegno è concentrata a Tallinn, la città più popolosa.

Il Partito della Riforma, vincitore delle elezioni, ha fatto una campagna promettendo che la lingua estone, abbastanza simile al finlandese, sarebbe diventata l’unica lingua nelle scuole, a scapito del russo che è ancora usato in alcune istituzioni. Resta da vedere se il Partito riformista continuerà a respingere qualsiasi alleanza con l’estrema destra, come promesso da Kallas e a impedire l’accesso di Ekre all’esecutivo. Le prime consultazioni tra le parti per la costituzione del nuovo governo inizieranno domani.

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