Giustizia

Renzi: “Orgoglioso dei miei genitori”, e querela in diretta Travaglio

Renzi: "Orgoglioso dei miei genitori", e querela in diretta Travaglio

Renzi: “Orgoglioso dei miei genitori”, e querela in diretta Travaglio

“Noi siamo quelli che restano e non mollano mai”. Così Matteo Renzi al Lingotto di Torino per presentare il nuovo libro nella sua prima uscita pubblica dopo gli arresti domiciliari dei suoi genitori.

Ricomincia dal Lingotto di Torino il tour di Matteo Renzi per presentare ‘Un’altra Strada’. Lungo simbolo di tante tappe salienti nella vita del Pd, la Sala Gialla è gremita. Pullman sono arrivati da tutto il Piemonte, ma anche da Modena, Bologna e Firenze. “Il Pd ha bisogno di Renzi, delle sue idee, del suo coraggio – commenta Maria Elena Boschi -. Vuole fare opposizione a questo Governo con una alternativa vera e concreta, anche nel dire quello che pensa”. In sala anche il candidato segretario del PD Maurizio Martina.

Il tour era stato interrotto lunedì scorso, poco prima della presentazione del libro a Torino, dopo l’annuncio dell’arresto dei genitori dell’ex premier. “Sono orgoglioso di essere figlio di Tiziano Renzi e Laura Bovoli”, ha detto. In diretta, poi, ha firmato la querela contro Marco Travaglio. Aveva annunciato una serie di querele entro il 22 febbraio. “Ai magistrati dico: noi non vogliamo impunità, immunità, scambi per non andare a processo. Noi non scappiamo come fanno gli altri, vogliamo andare in quell’aula. Perché lì vedremo chi ha ragione e chi torto”.

L’ex segretario del Pd si rivolge poi al senatore Giarrusso del Movimento 5 stelle: “Ha detto che dovrei essere impiccato. Rispondo che non mi faccio impaurire da questa gente qui e non ci faranno tacere. Io vorrei qui sommessamente fare notare – ha aggiunto- alla signora presidente del Senato che è una vergogna che nessuno abbia detto un parola per questo senatore che ha auspicato l’impiccagione di un altro senatore. A uno che vuole tagliarmi la testa – ha aggiunto – rispondo che ho chiesto al gruppo del Senato di intervenire lunedì in aula perchè non abbiamo paura e io non mi faccio impaurire da questa gente qui e non ci faranno tacere”.

Una stoccata poi al ministro dell’Interno: “Salvini quindici anni fa tirava le uova ai carabinieri, è stato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. Ora si è affezionato alle divise, io dico perchè non ha più nessuno a casa che gli stiri le camicie”.

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