Ambiente

Governo Conte: ottavo mese

Prove di patto Di Maio-Salvini

Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Quattordici milioni di euro in tutto, oltre un milione in meno rispetto allo scorso anno: a tanto ammonta la raccolta dei fondi del ‘2 per mille’ destinata ai partiti politici. A fare il pieno anche questa volta è il Pd che totalizza un pò più di 7 milioni di euro, ma che vede calare la raccolta rispetto alla tornata precedente dove aveva messo a segno quasi 8 milioni di euro. A distanza segue la Lega che però sale, con quasi 3 milioni, al secondo e terzo posto registrando una crescita di oltre un milione rispetto allo scorso anno: la Lega nuova, quella per ‘Salvini premier’, incassa infatti poco più di 2 milioni, mentre terza si piazza quella ‘tradizionale’, che nel titolo rivendica ‘L’indipendenza della Padania’ e che ottiene 922 mila euro circa. E se oltre i due terzi dei fondi del 2x mille va al Pd e alla Lega, il restante 30% della torta viene suddivisa fra ulteriori 24 soggetti politici: al quarto posto, in calo, Fdi con circa 720 mila euro di contributi, seguita da Forza Italia, che vede scendere i fondi a 637.130 euro contro i circa 850 milioni di euro raccolti con le dichiarazioni dei redditi 2017, e dal Partito di rifondazione comunista con 547.426 euro. Più giù si trovano Mdp e Sinistra italiana, rispettivamente con 349.516 e 316.960 euro, seguite a loro volta da Sudtiroler Volkspartei e dai Verdi che registrano incassi per 287.329 e 257.919. Sotto la soglia dei duecentomila euro, Possibile (170 mila), Partito socialista italiano (140 mila), Centro democratico (130 mila), Scelta civica (128 mila circa), Energie per l’Italia (85mila circa), Movimento La Puglia in Più (60 mila), Italia dei Valori (51 mila circa), Movimento associativo Italiani all’Estero (46 mila euro), Unione per il Trentino, Unione Valdotaine e Alternativa popolare con circa 38 mila euro di contributi a testa, Partito autonomista Trentino Tirolese (34 mila), Unione di centro (30 mila), Stella Alpina (27 mila euro), Popolari per l’Italia (24 mila euro circa), Idea Identità e Azione (15 mila circa) e ultima Democrazia solidale con 11 mila euro.

In Italia ci sarà nuovo boom economico, simile per portata a quello del cosiddetto miracolo economico a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, quando si realizzò un tasso di crescita mai più verificatosi nella storia del nostro paese. Aveva detto Di Maio. Tutto ciò malgrado gli indicatori economici internazionali e nostrani avessero fino a quel momento previsto esattamente il contrario. Ma gli è andata proprio male. Le meravigliose sorti e progressive dell’economia italiana sono state subito impietosamente smentite dai dati diffusi dall’Istat che ci inchiodano ad una ben diversa e sgradita realtà. Persino il Presidente del consiglio Conte, in evidente dissintonia con il ministro dello Sviluppo economico, ha immediatamente dichiarato che si attendeva un dato negativo per l’economia italiana come per il resto dell’ Europa.

La pensione di cittadinanza potrà essere percepita a partire dai 67 anni d’età. È la novità del decreto su reddito di cittadinanza e pensioni varato ieri dal Consiglio dei ministri. Nelle precedenti bozze del testo si parlava di 65 anni: “Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni – si legge nel provvedimento – adeguata agli incrementi della speranza di vita”. Novità anche per chi ha figli piccoli e percepisce il reddito di cittadinanza: il genitore di un bambino con meno di tre anni non avrà l’obbligo di accettare un lavoro lontano da casa. Il Decretone prevede la possibilità di “esonerare dagli obblighi” legati “al Rdc i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni”. Nel caso in cui chi fa richiesta del reddito di cittadinanza abbia un figlio con meno di 36 mesi è tenuto a comunicarlo al centro per l’impiego. Dovrà poi individuare un componente del nucleo tra quelli che non godono di esoneri affinché si rechi al primo incontro al centro per l’impiego.

ll reddito di cittadinanza? “Non ho la più pallida idea di come andrà. Registro solo che il reddito di cittadinanza passerà e deve giustamente passare dai centri per l’impiego. Ma i centri per l’impiego non funzionano. […] “Chi realmente troverà lavoro, forse, saranno i 4000 che verranno assunti ai centri per l’impiego. E allora è un assumificio?”. In un’intervista alla trasmissione “I lunatici”, su Radio 2, Milena Gabanelli ha espresso tutte le sue preoccupazioni in vista del decreto attuativo con il quale il reddito di cittadinanza – per cui il governo giallo-verde ha stanziato nell’ultima manovra 7,1 miliardi di euro – diventerà (forse…) realtà. Secondo la Gabanelli, occorre trovare un altro modo per incrociare domanda e offerta.

Se Matteo Salvini si era affrettato ad auto-assolversi e a parlare di un presunto spreco di denaro pubblico, è contraddicendo la richiesta di archiviazione della procura che il tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del ministro dell’Interno Salvini per il caso Diciotti. È quanto si apprende da fonti del Viminale. Il leader leghista è accusato di sequestro di persona. Il tribunale dei ministri è una sezione speciale dei tribunali dedicata ai reati commessi dai ministri e dal presidente del consiglio durante l’esercizio delle loro funzioni. E se il 28 agosto 2018 Salvini faceva lo sbruffone andando da Libero a dichiarare «No a voti “amici” in Senato per evitare di essere processato», è il 24 gennaio 2019 che ha modificato le sue posizioni dichiarando che lui cercherà appoggi politici per evitarsi il processo: «Sono sicuro del voto dei senatori della Lega. Vediamo se ci sarà una maggioranza in Senato che dice: “Salvini è colpevole”», dice ora.

Ha aperto una breccia, il sindaco di Palermo. Leoluca Orlando ha annunciato la sospensione, nella sua città, degli effetti del decreto sicurezza. In particolare – ma non solo – per quanto riguarda l’anagrafe, cioè l’impossibilità per i richiedenti asilo di ottenere la residenza attraverso il permesso di soggiorno (con l’esclusione da una serie di servizi sociali). “È disumano e criminogeno”, dice. Una scelta che ha già innescato la reazione irritata del ministro dell’Interno: “Con tutti i problemi della città, il sindaco sinistro pensa a fare disobbedienza”, è stato il commento di Matteo Salvini. Ma Orlando ha toccato un tasto dolente. Innescando reazioni politiche. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, rivendica di aver fatto subito questa scelta. Fin dall’approvazione del decreto: “Ho schierato la mia città dalla parte dei diritti, noi applichiamo le leggi ordinarie solo se rispettano la Costituzione repubblicana. È obbedienza alla Carta e non disobbedienza civile”. Federico Pizzarotti è preoccupato: “Da subito abbiamo segnalato che questo decreto, per come è scritto, crea solo problemi, difficoltà nell’avere documenti e quindi nell’inserirsi in un percorso regolare, anche per avere un lavoro. Queste persone ovviamente non scompaiono con il decreto sicurezza, ma restano sul territorio, con difficoltà dal punto di vista del riconoscimento. Cercheremo di capire come si muovono gli altri Comuni, certo non basta una lettera di un sindaco per modificare il funzionamento dell’anagrafe”. Si schiera anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Firenze non si piegherà al ricatto contenuto nel decreto sicurezza che espelle migranti richiedenti asilo e senza rimpatriarli li getta in mezzo alle strade. Ci rimboccheremo le maniche perché Firenze è città della legalità e dell’accoglienza, e quindi in modo legale troveremo una soluzione per questi migranti, fino a quando non sarà lo Stato in via definitiva a trovare quella più appropriata”. E il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini: “Quella di Palermo è una scelta da studiare, su cui rifletterò. Ma questa è una situazione in cui noi sindaci ci troviamo per le scelte criminogene, sul piano dei diritti, fatte da Matteo Salvini. Per me valgono le parole di Mattarella. La questione della sicurezza e della convivenza si declina attraverso diritti e doveri”.

Dopo i sindaci si muovono i governatori contro il Decreto Sicurezza. Già ieri Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, aveva detto che sono in corso le valutazioni per un ricorso alla Corte Costituzionale contro il provvedimento. Decisione che, annuncia il governatore della Toscana Enrico Rossi, sarà presa lunedì in Toscana. In conferenza stampa per la presentazione del prossimo SanRemo, un giornalista chiede a Claudio Baglioni cosa ne pensa delle politiche immigratorie di Salvini e lui non si scompone. Potrebbe come altri non rispondere; ma lui lo fa e dice la sua. Ma non come organizzatore del prossimo Festival; ma come cittadino. E lui risponde: “Siamo un po’ alla farsa. Non si può risolvere il problema di milioni di persone in movimento bloccando lo sbarco di 15 persone. O dicendo: due li prendi tu e cinque io. Credo che le misure che sono state messe in campo dal governo non siano all’altezza”.

“Questo è un giorno importante per Matera, per l’Italia. Per l’Europa, che dimostra di saper riconoscere e valorizzare le sue culture”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato l’anno di Matera da Capitale europea della Cultura 2019. E’, ha aggiunto il Capo dello Stato, un “giorno di orgoglio per i materani, per la Basilicata; e per i tanti che hanno contribuito a progettare, a rendere vincente, a inverare qui la Capitale della cultura europea 2019. Giorno di orgoglio per l’Italia che vede una delle sue eccellenze all’attenzione dell’intero Continente. “Questa città – ha concluso Mattarella – è anche un simbolo del Mezzogiorno italiano che vuole innovare e crescere, sanando fratture e sollecitando iniziative” Ad aprire la giornata di festeggiamenti era stato il premier Giuseppe Conte. “Da questo sole deve partire la riscossa di Matera e del Sud”, ha dichiarato il presidente del consiglio. “Matera è la prima città del Sud a essere stata scelta come Capitale europea della cultura. Una scelta che riveste un significato e un’occasione per tutto il meridione che da Matera oggi è rappresentato”. Conte ha poi sottolineato: “Arrivare qui è ancora un’impresa non degna di un paese civile. Occorrono investimenti che il governo realizzerà a fronte di progetti innovativi e plausibili”.

Ma c’è un’altra novità che fa discutere in queste ore: l’esclusione di Luca e Paolo (Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu) da Rai2, perché Quelli che dopo il Tg lascerà lo spazio a un programma di approfondimento. “Mi dispiace per Luca e Paolo ma l’informazione è centrale” è stata la spiegazione di Freccero. Il Partito democratico però non crede a questa versione. E parla di epurazione. “Parlare di epurazione mi pare esagerato perché siamo ancora su Rai2 con ‘Quelli che il calcio’. Ma certo ci chiediamo il perché della chiusura di una striscia quotidiana con ascolti in salita e non in discesa”, dice Paolo Kessisoglu, che con Luca Bizzarri forma il duo comico.

La Francia è uno stato europeo, non possiamo fingere che non ci siano queste dinamiche… Anche nel 2011 il bombardamento francese della Libia ci ha creato problemi sull’immigrazione… Se chi porta avanti politiche economiche in Africa che impediscono lo sviluppo di decine di Stati poi interviene sulle morti in mare e dà la colpa all’Italia questa è retorica. Se ci sono morti in mare dobbiamo evitarle, ma se degli Stati europei vogliono solo parlare degli effetti delle migrazioni, continuando a influenzare quelle economie e impedendo lo sviluppo, a me non sta bene… E’ mio dovere chiedere che l’Ue si occupi di questo problema e avvii la decolonizzazione dell’Africa”. Ore 18 o poco più, Luigi Di Maio è ancora una fiume in piena contro Parigi. “Dobbiamo essere pronti, stiamo toccando interessi geopolitici”, rincara a sera Alessandro Di Battista. E’ stata emessa l’ordinanza di abbattimento per tre dei quattro manufatti di cui è comproprietario Antonio Di Maio, padre del vicepremier Luigi, ritenuti abusivi dal comune di Mariglianella (Napoli). I proprietari, Antonio e la sorella, hanno ora 90 giorni di tempo per ottemperare al provvedimento comunale. L’ufficio tecnico, infatti, ha rigettato parte delle controdeduzioni presentate dal padre del ministro del Lavoro, ritenendo che solo uno dei manufatti sia stato realizzato prima del 1967, quando è entrata in vigore la legge sull’edilizia.

Torino torna in piazza, due mesi dopo la prima manifestazione, con un flash mob per dire sì alla Tav. L’appuntamento è in piazza Castello, la stessa dello scorso 10 novembre, per ribadire il sostegno alla Torino-Lione e alle grandi opere come motore di sviluppo del Paese. Non è previsto un palco, né sono in programma discorsi ufficiali. “Saremo tutti noi e tutto il territorio a far sentire la nostra voce per richiamare il Governo alla responsabilità di decidere al più presto sbloccando i lavori per la tratta ferroviaria Torino-Lione”, dicono le madamin, che con l’ex sottosegretario Mino Giachino hanno organizzato la mobilitazione.  ll rapporto preliminare di analisi costi-benefici sulla sostituzione del vecchio e obsoleto Frejus con un nuovo tunnel ferroviario sotto il Moncenisio è stato consegnato dal presidente della commissione incaricata, Marco Ponti, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Non conosciamo ancora i contenuti del rapporto, ma non è difficile descrivere e commentare le questioni tecniche e politiche coinvolte, visto che altre analisi costi-benefici erano state effettuate in passato. I numeri economici della Torino-Lione sono noti da anni e sono di pubblico dominio: basta guardare gli atti parlamentari in occasione della ratifica, alla fine del 2016, dell’accordo fra Italia e Francia sulla costruzione dell’infrastruttura.

Alessandro Di Battista inizia oggi la sua campagna elettorale a fianco del suo amico Luigi Di Maio per accompagnare il M5s alle europee e ribaltare i rapporti di forza che, allo stato, dividono i 5 Stelle dalla Lega. Torna in Tv, su Rai 1, e non risparmia scaramucce in direzione dell’alleato di governo che ogni giorno gli rosicchia pezzi di consenso. “Non credo ai sondaggi e poi non è detto che alla fine i rapporti di forza saranno ribaltati” dice in proposito. La sua battaglia la farà da outsider perché non intende candidarsi: non per questo sarà meno pericoloso per i suoi avversari. Dopo qualche minuto in diretta Tv ha infatti già detto la sua sulla Tav, che “è una stupidaggine e non si farà” e legato la questione a una faccenda di tangenti: ci sarebbero “intercettazioni di ‘ndranghetisti per le quali, per come conosco il Paese, non si vuole uscire” dal progetto “perchè qualcuno si è già steccato delle tangenti, che ai tempi attuali hanno la forma più elegante delle consulenze” afferma. Poi attacca sui fondi scomparsi della Lega: “Vanno restituiti perché sono soldi della collettività”, dice a proposito della frode sui 49 milioni del Carroccio.

Aperture dei negozi, si cambia. Dopo mesi di confronto arriva l’intesa tra Lega e Movimento 5 Stelle per innestare la retromarcia rispetto alle liberalizzazioni di Monti: basta esercizi sempre aperti, senza distinzioni di domeniche e festivi, con la grande distribuzione a fare la parte del leone e i piccoli negozi a reggere a stento la concorrenza. La maggioranza gialloverde punta a “rimediare al danno” concedendo di base aperture per la metà delle domeniche, 26 su 52, e deroghe per altri giorni di serrande alzate nelle festività nazionali, 4 su 12 (laiche e religiose). In tutto quindi si arriva fino a 30 aperture ‘extra’. Quali saranno le date delle aperture ‘standard’ lo sceglieranno le Regioni, sentendo le associazioni di categoria e i sindacati: allo stesso modo, Regione per Regione, si decideranno le festività in cui gli esercizi potranno lavorare.

Paura nella notte a Terni. Un terremoto di magnitudo 3.0 è stato chiaramente avvertito dalla popolazione nella provincia  umbra. Molta gente è scesa in strada. L’istituto nazionale di vulcanologia ha rilevato la scossa all’1.33 a profondità di 8.6 km. Epicentro a due km da Stroncone e a soli 6 da Terni. Il sisma è stato registrato dalla popolazione anche nei comuni dell’alto Lazio come Orte e a nord sino a Todi. Per ora non sono segnalati danni. Un altro terremoto, più debole, di magnitudo 2.6, era stato avvertito alle 22.23 con lo stesso epicentro. ologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9 km di profondità ed epicentro 2 km a ovest di Stroncone. Non si segnalano danni a persone o cose.

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