Centrosinistra

Il congresso di +Europa si apre all’insegna delle tensioni. Tra Cappato e Della Vedova è sfida all’ultimo voto

Il congresso di +Europa si apre all'insegna delle tensioni.
Marco Cappato, Benedetto Dalla Vedova e Emma Bonino

Si apre all’insegna delle tensioni il congresso di +Europa, che da domani a domenica vedrà il giovane partito ispirato da Emma Bonino impegnato a eleggere per la prima volta il suo segretario. In campo ci sono tre candidati: il radicale Marco Cappato, noto per le sue battaglie pro eutanasia e libertà di ricerca scientifica, l’ex sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni Benedetto Della Vedova, dalle origini radicali e poi transitato per il Pdl e la lista Monti, e il deputato Alessandro Fusacchia, a lungo collaboratore della Bonino.

Ieri sera è arrivata la notizia dell’esclusione della quarta candidata che si era presentata all’appello, Paola Renata Radaelli. Attorno al suo nome si era sollevato un polverone, dato che per il suo profilo nazionalista, apertamente filo-salviniano, la Radaelli al congresso di +Europa avrebbe avuto lo stesso effetto del cavolo a merenda. Problema risolto: la Radaelli – è stato verificato – per accelerare la sua scalata aveva comprato pacchetti di tessere utilizzando le stesse carte di credito, procedura vietata dallo Statuto. L’esclusione è stata automatica, con tanto di sospiro di sollievo.

Ma ad agitare gli animi non è stato tanto questo incidente, quanto piuttosto la totale incertezza che avvolge l’esito del congresso. Cappato e Della Vedova si presentano appaiati e – a meno di un accordo in extremis – prima della conta di domenica difficilmente si potrà capire chi vincerà. Un’incognita dovuta all’exploit di iscrizioni nelle ultime settimane (il computo totale è pari a 5.205), difficilmente collocabili a sostegno dell’uno o dell’altro candidato, e alla stessa procedura congressuale, che considera validi solo i voti degli iscritti che saranno effettivamente presenti domenica all’Hotel Marriott di Milano, sede dell’assise. Nessuna delega, nessuna preselezione locale. Al momento, sono circa 1.500 le pre-registrazioni giunte agli organizzatori, ma fino alla fine sarà impossibile capire quanti e chi effettivamente si presenterà al voto, né tanto meno per chi si schiererà.

Con Cappato si è posizionata tutta la vecchia guardia radicale (Mina Welby, Riccardo Magi, Marco Taradash, Silvio Viale, Gianfranco Spadaccia), ma anche qualche new entry, come la ex Pd Cristiana Alicata. Della Vedova può contare invece sull’appoggio di Bruno Tabacci e della componente di Forza Europa, un’area liberal trasversale ai vecchi schieramenti politici (Piercamillo Falasca, Andrea Mazziotti, Carmelo Palma, il generale Vincenzo Camporini, Ernesto Auci, Giuliano Cazzola, Fabrizio Ferrandelli). In mezzo si pone la Bonino, che ufficialmente non prende posizione, alla quale tutti si affideranno nei prossimi giorni per provare una mediazione che eviti una conta all’ultimo sangue.

Un passaggio delicato sarà quello di sabato sera, quando saranno poste in votazione le modifiche statutarie proposte in particolare dal fronte che fa capo a Cappato. Al di là del merito (rivolto essenzialmente a considerare +Europa un soggetto politico europeo anziché esclusivamente italiano, a promuovere la parità di genere negli organismi interni, a vietare le espulsioni), sarà l’occasione per misurare il polso all’assemblea e capire da che parte pendono i numeri. Certo, il giorno successivo la platea dei votanti per il nome del segretario sarà più partecipata e quindi in parte diversa, ma se gli equilibri appariranno già abbastanza chiari, anche raggiungere nottetempo un’intesa sarà più facile.

Al centro dello scontro non c’è solo la guida del partito, ma anche le alleanze da costruire in vista delle elezioni europee. Cappato punta a un accordo con i Verdi e il movimento del sindaco di Parma (ex M5S) Pizzarotti, dal profilo più movimentista, mentre Della Vedova preferirebbe la costruzione di un’area centrista liberale, che potrebbe incontrarsi con la proposta lanciata da Calenda di una lista unitaria europeista.

Lo stesso Calenda è stato a lungo corteggiato come ospite d’onore per la giornata di sabato (non c’è una conferma ufficiale, ma gli organizzatori confidano nella sua presenza), insieme al sindaco di Milano Beppe Sala, al presidente del gruppo dell’Alde al Parlamento europeo Guy Verhofstadt e ad Astrid Panosyan, cofondatrice insieme al presidente francese Macron del movimento La République En Marche.

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