Cronaca

Sindaco di Danzica ucciso, shock internazionale. Tusk: “Uomo di solidarietà, un europeo”

Sindaco di Danzica ucciso, shock internazionale. Tusk: "Uomo di solidarietà, un europeo"
Pawel Adamowicz

L’omicidio di Pawel Adamowicz, 53 anni, ha lasciato il suo Paese e tutta la comunità internazionale sotto shock. Domenica, il ministro dell’Interno Joachim Brudzinski l’ha descritto come “un atto di barbarie inspiegabile”. Il primo ministro Mateusz Morawiecki parla di una “grande tragedia” per la Polonia, e ha offerto alla famiglia le sue condoglianze.

Il presidente Andrzej Duda ha annunciato una riunione con tutti i leader di partito per organizzare una marcia contro l’odio e la violenza, mentre il presidente del Consiglio europeo ed ex premier polacco Donald Tusk, appartenente allo stesso partito (Po) di cui Pawel Adamowicz aveva fatto parte fino a sei mesi fa, ha scritto: “Il sindaco di Danzica, uomo di solidarietà e libertà, un europeo, un mio buon amico, è stato assassinato. Possa riposare in pace”.

“Grande dolore per la tragica morte in un attacco criminale di Pawel Adamowicz – ha commentato su Twitter il portavoce del leader del partito di governo PiS, Jaroslaw Kaczynski – Esprimiamo vicinanza alla sua famiglia”. “Parliamoci chiaro: è avvenuto un delitto politico”, ha scritto l’editorialista Jaroslaw Kurski, sul sito del quotidiano Gazeta Wyborcza. L’aggressione, secondo Kurski, è avvenuta in un clima d’odio che da tempo viene alimentato in Polonia e la cui responsabilità peserebbe gravemente su chi attualmente detiene il potere nel Paese. “Il seme dell’odio prima o poi porta i suoi frutti”, ha scritto ancora.

“Una tragedia che ha scosso la Polonia”, ha commentato il presidente dei vescovi polacchi, l’arcivescovo di Poznan Stanislaw Gadecki, sottolineando che “l’atmosfera politica non deve portare a questo tipo di risoluzione di problemi”, osservando che “chi ispira le lotte alla fine provoca le vittime”, e che “una cattiva politica porta alla guerra civile”. Mons. Gadecki ha spiegato poi che “con escalation del linguaggio e delle accuse reciproche provochiamo gli impulsi dell’aggressività nelle persone psicologicamente più deboli”. L’uso della forza, per l’arcivescovo di Poznan, testimonia “una mancata educazione” poiché “attaccando le opinioni non abbiamo alcun diritto ad attaccare la persona che le esprime”. “Questo è l’insegnamento che si apprende già alle elementari”, ha sottolineato, rimarcando che “non siano state ancora rese note le motivazioni dell’aggressore e nemmeno lo stato della salute mentale”.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.