Musica

Loredana Bertè: «Mia sorella sarebbe contenta di Io sono Mia»

Loredana Bertè: «Mia sorella sarebbe contenta di Io sono Mia»
Loredana Bertè e Serena Rossi

Loredana Bertè è «un po’ addolorata e un po’ felice». “Un po’ addolorata” perché ha appena rivissuto gli anni Settanta e gli anni Ottanta di sua sorella Mia Martini ricostruiti con sentimento in Io sono Mia, un film di Riccardo Donna che uscirà per tre giorni sul grande schermo il 14 gennaio e passerà in TV dopo il festival di Sanremo. “Un po’ felice” perché l’interpretazione di Serena Rossi «Mi è arrivata dritta al cuore. Sembrava proprio lei. Si pensa che la sorella matta sia io, però Mimì era più matta di me. Ha conservato un’anima di bambina, ma ha avuto una forza sovrumana nel combattere contro il mondo dello spettacolo che l’ha ostracizzata per 15 anni dando credito alle malvagie dicerie sul fatto che portasse sfortuna».

E di questa “fama di jettatrice” si sapeva, per quanto la pellicola la ricostruisca nei dettagli (indicando il responsabile in un produttore discografico cui la Martini aveva opposto un bel No), rendendo ancora più vivida l’orribile violenza sulla donna e sull’artista. Non abbastanza noto, invece, è che la finale del festival di Sanremo 1992 le fu addirittura scippata. La giuria popolare aveva incoronato lei – accusa Loredana sull’onda emotiva – «però il verdetto fu ribaltato e vinse quella storia della mamma portata a ballare (Portami a ballare di Luca Barbarossa, ndr). Non è un’illazione: lo ammise Pippo Baudo durante il programma che conduceva su Rai3, Novecento. Ci sono le prove televisive».

La storia inizia e finisce al Festival di Sanremo dell’89, quando Martini partecipò con Almeno tu nell’universo, forse la sua canzone più bella.
«Non la volevano all’Ariston neppure nel 1989, sostenendo che sarebbe venuto giù il teatro. Non successe ovviamente niente e con Almeno tu nell’universo mia sorella tornò all’amore del suo pubblico». Quest’anno Loredana sarà in gara al festival per la decima volta, ma non vuole parlarne: «Siamo qui per Mimì, che è grande. Grande. Grande».

Assenti eccellenti nel film l’amico di una vita Renato Zero e Ivano Fossati, con cui ha avuto una relazione tanto tormentata quanto creativamente prolifica. «Non volevano essere nominati. Ce l’hanno imposto. Non potevamo forzarli. Mi spiace molto, comunque ciò non toglie niente al risultato. Io sono Mia restituisce la sua essenza, il suo modo di vivere e di amare, pure il suo modo di fumare. Faceva fuori due pacchetti al giorno, però la sua voce rauca non è dovuta certo alle sigarette. Il “graffio” le è venuto per il suo vissuto».

Ha parecchi ricordi neri che vuole scrollarsi di dosso, la sorella dell’artista morta nel 1995: “È triste pensare che molti registi famosissimi di trasmissioni televisive non volevano Mia – racconta Bertè – addirittura c’era un fonico che faceva gli scongiuri e sperava che non cascasse il teatro. Negli ultimi tempi avevano ridotto così Mia, quindi immaginate come poteva sentirsi. La sua voglia di fare musica era immensa, ma glielo hanno impedito per 15 anni. Chissà quante altre canzoni poteva darci, lei che aveva una conoscenza infinita della musica. Con questi signori ho ancora a che fare, alcuni sono vivi, ma quando li guardo in faccia abbassano gli occhi. Non partecipo alle loro trasmissioni”.

“Per me è stato un colpo al cuore vedere questo film e vedere Serena Rossi nei panni di mia sorella. Ha studiato molto, ha preso delle cose che erano esclusive di Mimì: come si muoveva, i suoi scatti, la malinconia, il dolore che provava dentro ma che non mostrava spesso. In certe scene mi è sembrata lei, mi è arrivata dritta al cuore. Mimì sarebbe molto fiera di questo film, ne sono convinta. Mi hai commossa – dice, rivolgendosi a Serena Rossi, accanto a lei – Mimì è stata tre giorni in quella maledetta casa: due giorni da morta, uno da viva. Ora grazie a questo film Mimì rivive, anche se dentro di me e dentro il cuore dei suoi fan non è mai morta e mai lo sarà”.

Sul prossimo Sanremo, che la vedrà tra i cantanti in gara con il brano Cosa ti aspetti da me, Bertè non si sbilancia: “Non vorrei parlare di Sanremo perché non lo trovo giusto. Spero solo di fare una grande performance. Per quanto riguarda Mimì sono felice che ci sia questa coincidenza: il film su di lei e la mia ribalta con un’estate pazzesca dove abbiamo asfaltato tutti (col singolo Non ti dico no, con i Boomdabash, ndr). Altro che Telegatti, abbiamo rovinato tutti… non ce n’è per nessuno. Sono contenta così. Speriamo che il 2019 vada altrettanto bene”.

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