Economia

Manovra, alla Camera passa la fiducia con 327 sì, 228 no e un astenuto

Manovra, alla Camera passa la fiducia con 327 sì, 228 no e un astenuto
Manovra, alla Camera passa la fiducia con 327 sì, 228 no e un astenuto

Ultimo atto alla Camera per la legge di Bilancio. I deputati voteranno su una manovra su cui non c’è stata discussione. Dopo le dichiarazioni i membri della Camera si pronunceranno sulla fiducia imposta dal governo.
La manovra è arrivata al passaggio della fiducia anche alla Camera, dopo il Senato. Con l’iter più contestato degli ultimi anni. E le opposizioni che hanno attaccato il metodo, ancor più del merito. L’aula ha dato il via libera con 327 sì e 228 no, mentre il Pd agitava cartelli in segno di protesta. In mattinata alle nove il voto finale sul provvedimento (dopo una maratona notturna sugli ordini del giorno). “Siamo di fronte a una delle pagine più buie della storia della Repubblica – ha detto il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio – Avete impedito l’esercizio sacrosanto che la nostra Costituzione prevede. Oggi non siamo stati messi in grado di votare nemmeno un articolo di questa legge di Bilancio”. L’intervento dell’ex ministro delle Infrastrutture si è concluso con un attacco al governo: “Avete fatto questa manovra perché sapete non ne farete un’altra, non farete la prossima e così scaricate tutti gli oneri sulle prossime generazioni”. Ma va in scena anche un nuovo scontro tra il Pd e il presidente Fico, con il dem Fiano che rimprovera alla terza carica dello Stato di non aver censurato una deputata: la M5S Teresa Manzo, che aveva accusato i dem di aver aiutato i “truffatori”.

“Avremmo voluto vedere il presidente Fico difendere le prerogative della Camera”, dice nelle sue dichiarazioni di voto Federico Fornaro di Mdp. “Rivendico la centralità del Parlamento in un corretto equilibrio tra potere esecutivo e legislativo, che con questa manovra avete colpevolmente alterato”, ha continuato. “Un passo verso una democrazia autoritaria”. Ha citato i fratelli Cervi, trucidati dai nazifascisti, “che ieri non sono stati ricordati in quest’Aula”; e annunciato che il suo partito voterà con la Costituzione in mano. Mentre +Europa – che dirà no alla fiducia – fa sapere che per protesta non parteciperà al voto finale.

“Il Paese è uscito indebolito da questa manora, le Camere escono distrutte perché anche chi doveva difenderlo non lo ha fatto”, dice nella sua dichiarazione di voto Guido Crosetto, di Fratelli d’Italia. E ancora: “Questa manovra non inietta germi per la crescita, ma per addormentare l’anno prossimo il nostro Paese. Con un rischio in più dalle clausole di salvaguardia”.

Giorgio Mulè, di Forza Italia, attacca: “È la manovra degli inganni, festeggiatela pure al balcone, come siete abituati a fare. Facevate i gradassi la scorsa estate, siete arrivati a farvi dettare la manovra. Siete passati dalla museruola all’informazione alla disgustosa tappa odierna che narcotizza il Parlamento. Oggi chiudete il ballo dei dilettanti”.

Qualche minuto più tardi i forzisti indossano pettorine azzurre, dei gilet blu a imitazione di quelli gialli francesi, con la scritta “basta tasse”. E costringono il presidente Fico a interrompere la seduta.

Il vicepremier Luigi Di Maio si fa vivo su Facebook, poco prima delle dichiarazioni di voto in aula. Per attaccare Pd e Forza Italia: “Questi qui invece lo fanno per opporsi a un aiuto vero a tutti i disoccupati, a chi vive sotto la soglia di povertà, a chi è stato truffato da quelle banche che loro hanno salvato”.

Durissima la nota dei capigruppo leghisti al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, contro le opposizioni: “Penosa ma comprensibile la violenza del Pd, mentre è ridicolo e inspiegabile l’atteggiamento di Forza Italia per una manovra economica che, a differenza di quella che lo stesso Berlusconi votò quando governò con Monti e Fornero, inizia a smontare la stessa legge Fornero e restituisce diritti, dignità e soldi a lavoratori, imprenditori, disabili e a tutti gli Italiani in generale”. L’attacco forzista, su temi come pensioni e tasse, per la Lega è evidentemente molto imbarazzante.

Sulla manovra è intervenuto, con un post su Facebook, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Riferendosi alla bagarre scoppiata in Aula il 28 dicembre ha scritto: “Mi stupisce che molti si scandalizzino per quello che l’opposizione ha fatto in aula in questi giorni. Noi abbiamo fatto lo stesso quando stavamo all’opposizione. Noi quando facevamo opposizione difendevamo i pensionati minimi, le pmi, i disoccupati e quelli che finivano nella morsa dell’azzardopatia e tante altre fasce deboli. Questi qui invece lo fanno per opporsi a un aiuto vero a tutti i disoccupati, a chi vive sotto la soglia di povertà, a chi è stato truffato da quelle banche che loro hanno salvato”.

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