Economia

Senato, legge stabilità approvata senza discuterla

Senato, legge stabilità approvata senza discuterla
Senato, legge stabilità approvata senza discuterla

Una giornata lunghissima con colpi di scena e furiose polemiche. Poco dopo le 2,30 del mattino il Senato conferma la fiducia al Governo sulla Manovra economica.I voti a favore sono stati 16778 i contrari, gli astenuti, tra cui il senatore a vita Mario Monti e il parlamentare pentastellato Gregorio De Falco, ex ufficiale di Marina diventato celebre nella vicenda del naufragio della Costa Concordia. Il Pd, nel corso delle dichiarazioni di voto, aveva annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale. Il testo approvato al Senato torna alla Camera per la terza lettura. Il testo approderà in Aula a Montecitorio il 28 dicembre.

La fiducia incassata sul maxiemendamento recepisce l’intesa con l’Europa, ma le opposizioni hanno battagliato fino all’ultimo (abbandonando la commissione Bilancio e manifestando il loro dissenso in Aula) e il Pd ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale perché – lamenta – ai senatori non è stato consentito di procedere a un solo voto sul testo. L’ultimo miglio è stato anche il più lungo.

L’avvio della discussione generale, prevista per le 14, è slittato alle 20,30. La tensione è salita in commissione Bilancio quando il governo ha annunciato la necessità di modificare il testo presentato per correggere degli errori formali e per stralciare alcune norme per motivi di copertura.

Una decisione che ha suscitato la reazione dell’opposizione. FI ha lasciato la commissione prima del voto sulla modifica del testo, il Partito democratico ha chiesto le dimissioni del presidente della commissione, Daniele Pesco, Leu e FdI non hanno partecipato al voto.Più tardi, quando dopo l’ennesima capigruppo il testo è finalmente giunto in Aula, si è sfiorata la rissa allorchè i senatori dem si sono avvicinati ai banchi del governo. Sono volate alcune copie del maxiemendamento e Simona Malpezzi, del Pd, ha accusato la senatrice questore Laura Bottici (M5s) di averle “messo le mani addosso”. Per calmare gli animi il presidente Casellati ha sospeso per alcuni minuti la seduta. Alla ripresa, finalmente, è iniziato l’iter che ha portato all’approvazione del testo.

Nella versione finale del provvedimento sono confermate alcune delle misure principali ma arrivano anche delle novità. A partire dalla sforbiciata al fondo per gli investimenti che passa dai 9 miliardi in tre anni inizialmente previsti a 3,6 miliardi. Per il 2019 il fondo scende a 740 milioni di euro (contro i 2.750 precedenti), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). Il governo assicura però che non ci sarà alcun “taglio agli investimenti”.

Confermato il blocco delle assunzioni fino al 15 novembre 2019 per la Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali, mentre per le università è posticipato al primo dicembre, con l’eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019.

La nuova versione della manovra ha suscitato i dubbi dell’Ufficio parlamentare di bilancio: la nuova stima di crescita del Pil all’1% per il 2019 (a fronte dell’1,5% precedente) è ora “plausibile, pur presentando non trascurabili rischi di revisione al ribasso”. E i rischi “risultano amplificati se si considerano le previsioni per il 2020 e 2021”. L’Upb mette in guardia anche sui saldi: senza gli aumenti dell’Iva previsti nelle nuove clausole di salvaguardia, il deficit italiano nel 2020 e nel 2021 arriverà alla soglia limite del 3% “con evidenti rischi sulla sostenibilità futura della finanza pubblica”.

Mentre il Senato votava la fiducia, sempre a Palazzo Madama si è riunito il consiglio dei ministri sotto la presidenza del presidente Giuseppe Conte e con segretario il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti. Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro dellEeconomia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato la seconda “nota di variazioni” al bilancio di previsione dello stato per il triennio 2019-2021.

La nota recepisce le modifiche al disegno di legge di bilancio approvate dal Senato della Repubblica e contiene i prospetti contabili analoghi a quelli del disegno di legge di bilancio, distinti per unità di voto e allegati tecnici per capitoli. Tali prospetti riportano gli effetti finanziari dell’intero bilancio dello stato e le variazioni connesse agli emendamenti approvati.

Sempre il cdm ha approvato un decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea. Il decreto-legge introduce una nuova regolamentazione della disciplina del servizio di noleggio con conducente. Il testo del decreto ricalca in gran parte quello inizialmente incluso nel maxiemendamento alla manovra, poi stralciato per problemi di coperture. Si prevede che gli Ncc possano operare in ambito provinciale ma senza dover tornare sempre in rimessa.

La deroga è prevista se nel ‘foglio di servizio’ già sono indicate “più prenotazioni oltre la prima”. Prevista in aggiunta anche una deroga per 2 anni per chi abbia contratti con società di altri territori, stipulati fino a “15 giorni” prima dell’entrata in vigore del decreto. Per le sanzioni si prevede invece una moratoria di 90 giorni sempre dall’entrata in vigore del decreto.
Previsto anche lo stop al rilascio di nuove autorizzazioni fino alla piena operatività di un nuovo “archivio informatico pubblico nazionale” che registrerà tutte le licenze anche dei taxi.

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