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Strasburgo, attentato nel mercatino di Natale

Strasburgo, attentato nel mercatino di Natale
Strasburgo, attentato nel mercatino di Natale

Il terrore torna a scuotere la Francia con un attacco ai mercatini di Natale del centro storico di Strasburgo, nell’est del Paese, cuore dell’Europa e casa del Parlamento europeo. L’ultimo bilancio aggiornato è di tre morti, 13 feriti – tra cui 8 gravi – e un livello di allerta attentati in tutto il Paese. Tra le vittime, secondo le Figaro, ci sarebbe un turista thailandese di 45 anni mentre la moglie sarebbe rimasta ferita.  Procuratore: il killer ha gridato Allah Akbar  Al momento “deploriamo il decesso di due persone. Una terza si trova in stato di morte cerebrale”. Lo ha detto il procuratore di Parigi, Remi Heitz, aggiungendo che l’aggressore ha gridato ‘Allah Akbar’. “Il terrorismo ha nuovamente colpito il nostro territorio”, ha dichiarato in conferenza stampa. Heitz ha confermato che quattro persone vicine all’aggressore sono attualmente in stato di fermo. Tra i fermati il padre e 2 fratelli dell’attentatore  Il padre e i due fratelli del presunto killer di Strasburgo, Cherif Chekatt, sono tra le persone fermate dagli inquirenti francesi. Lo riferiscono fonti di polizia citate da Bfm-Tv che aggiunge che alcuni membri della famiglia sono noti per essere radicalizzati. Cherif Chekatt è fuggito in taxi Alle 20 di ieri, il 29enne Cherif Chekatt, già segnalato con il “fiché S” per radicalizzazione, ha aperto il fuoco in rue Orfe’vres, uccidendo tre persone – secondo quanto ha riferito il ministro dell’Interno Christophe Castaner – e ferendone 13. Tra loro anche un giovane giornalista italiano, in condizioni molto gravi. 

L’attentatore sarebbe fuggito a bordo di un taxi: dopo essersi  scontrato a due riprese con le forze dell’ordine il sospetto è saltato su un taxi, riferisce Bfm tv, precisando che non è chiaro se al momento avesse un passeggero in ostaggio. L’autista ha raccontato successivamente alle forze dell’ordine che l’uomo era ferito ad un braccio e si è fatto lasciare in prossimità del commissariato di polizia del quartiere di Neudorf.  Caccia all’uomo in Francia e in Germania Circa 350 persone, tra cui 100 membri della polizia giudiziaria, militari e due elicotteri, sono sulle tracce dell’attentatore, ha confermato il ministro dell’Interno Christophe Castaner. Anche la polizia tedesca sta dando la caccia a Cherif Chekatt e al fratello Sami. Una portavoce della polizia di Coblenza ha confermato che la ‘caccia all’uomo’ si sta conducendo in una zona di 30 chilometri lungo il confine franco tedesco.   Tra i feriti è grave un italiano  Tra i feriti dunque c’è anche un giovane cronista italiano di Europhonica, si chiama Antonio Megalizzi, è del Trentino e sarebbe in gravi condizioni. Ieri la radio in cui lavora, in un tweet, aveva confermato la presenza di un ferito ma aveva detto che era fuori pericolo. Anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al ferimento del giornalista. Il procuratore aggiunto dell’antiterrorismo, Francesco Caporale e il sostituto Tiziana Cugini, hanno avviato un’indagine in cui si ipotizzano i reatidi strage e attentato con finalità di terrorismo. Oltre ad Antonio Megalizzi, un altro componente dello staff della radio ‘Europhonica’ sarebbe rimasto “gravemente ferito” ieri sera a Strasburgo ed è attualmente ricoverato in ospedale. Lo si legge in un tweet rilanciato dalla stessa emittente nel quale si precisa che ils econdo ferito è un componente dell’equipe francese di Europhonica, abitante a Strasburgo. Le testimonianze “Ho sentito i colpi, sei o sette, e ho visto due donne a terra colpite e una che urlava, mi sono allontanato per mettermi al sicuro. Abbiamo cercato riparo in un cortile e siamo stati poi accolti in una casa. La polizia ha evacuato la zona”., ha raccontato l’eurodeputato dei Verdi, Marco Affronte, uno dei tanti politici italiani rimasti bloccati nei ristoranti e nei pub durante quei minuti di terrore. L’Europarlamento, impegnato nella sessione plenaria, è stato sigillato, così come tutto il centro della città.   Esclusi collegamenti attentatore con Italia  Sono al momento esclusi collegamenti con l’Italia dell’attentatore di Strasburgo. E’ quanto emerso, si apprende, al termine della riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) che si è tenuta al Viminale.

L’esclusione di eventuali collegamenti è stata possibile grazie all’analisi delle informazioni provenienti dalle autorità francesi alle quali comunque l’Italia ha assicurato il massimo supporto.  Trovato esplosivo nella casa del killer Le autorità francesi hanno trovato del materiale esplosivo nell’abitazione dell’attentatore: lo ha reso noto Stephane Morisse, membro del sindacato di polizia FGP.  La scoperta è stata fatta durante una perquisizione dell’abitazione poche ore prima dell’attacco. Le forze dell’ordine, ha detto Morisse senza fornire ulteriori dettagli, erano andate nella casa per arrestare l’uomo. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso “la solidarietà di tutta la nazione a Strasburgo, alle vittime e alle loro famiglie”. Il ministro Castaner, inviato immediatamente a Strasburgo per seguire da vicino gli eventi, ha annunciato di aver elevato il livello di allerta, ha spiegato che sono stati rafforzati i controlli alle frontiere e ai mercatini di Natale di tutto il Paese. E’ stato Castaner a definire il killer un “criminale comune” con precedenti penali, che aveva già scontato alcuni periodi di detenzione sia in Francia che in Germania.

Sull’attacco indaga la procura generale antiterrorismo. Il premier Philippe ha anche attivato la cellula interministeriale di crisi.  Strasburgo già nel mirino Il mercatino di Strasburgo è finito più di una volta nel mirino dei terroristi. L’ultima nel novembre 2016, quando sette persone vennero fermate dalle forze speciali francesi prima che mettessero a segno un attentato. Nel maggio 2014, nella città venne smantellata una rete jihadista: si trattava anche in questo caso di sette persone che, si scoprì, erano state in Siria tra il dicembre 2013 e l’aprile 2014, e che vennero poi condannate a pene comprese tra i 6 e i 9 anni di carcere. Tra loro anche Karim Mohamed-Aggad, il cui fratello Foued venne successivamente identificato come uno dei kamikaze del Bataclan. Il mercato di Natale era già stato individuato come bersaglio di un progetto di attentato nel 2000: quattro algerini, poi condannati a pene tra i dieci e i dodici anni dal tribunale di Francoforte, avevano progettato di piazzare una bomba alla vigilia del Capodanno 2001 davanti alla Cattedrale, ma la strage fu evitata grazie alle informazioni fornite dai servizi segreti tedeschi. Nel ‘covo’ furono trovati armi ed esplosivi ed un video del mercato nel quale si dichiarava che vi si recavano nemici di Dio che sarebbero stati spediti all’Inferno. Le Pen: espellere stranieri schedati  Secondo la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen, il governo parigino “a monte, non prende le misure necessarie” per lottare in modo efficace contro il fondamentalismo islamico. All’indomani del nuovo attacco a Strasburgo, per cui viene valutata, per ora senza conferme, la pista terroristica, la presidente di Rassemblement  National, è tornata a chiedere l’espulsione dei “fiché S” stranieri, i segnalati alle forze dell’ordine come elementi potenzialmente pericolosi. “Non si fa tutto nella lotta al fondamentalismo islamico poiché il terrorismo in realtà non è che il braccio armato di tale ideologia”, ha detto Le Pen a France 2, sottolineando che “tale ideologia mortifera, mortale, ha fatto 250 morti in dieci anni”.  “Negli schedati ‘S’ ci   sono stranieri e francesi. Se almeno espellessimo gli stranieri,   avremmo a disposizione mezzi supplementari per sorvegliare quanti hanno nazionalità francese!”, ha dichiarato su France2. 

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