Economia

Governo Conte: sesto mese (pagelle)

I problemi di Matteo Salvini
Matteo Salvini

Riccardo Fraccaro (6 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Democrazia diretta. 

  • “Il Governo del cambiamento ha a cuore l’informazione libera, che deve necessariamente basarsi sull’autonomia dei mass media dal potere politico ed economico. Per questo, la legge contro il conflitto di interessi degli editori è una nostra priorità e sarà al più presto sottoposta all’esame del Parlamento”. Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta.

Giuseppe Conte (6), presindente del Consiglio dei ministri.

  • Il 4 marzo è stato una rivoluzione elettorale. Ma un esecutivo rivoluzionario sarebbe stato l’ennesima follia italiana. Dunque, «governo del cambiamento». Più nelle intenzioni che nei fatti, ma cento giorni non sono tanti e almeno fino alle elezioni europee c’è tempo per lasciare il segno. Di sicuro è cambiata, e parecchio, la narrazione e la realtà della politica al tempo del governo giallo-verde che, per la prima volta nella recente storia italiana, sta vantando l’89,50 di ministri nuovi. Ossia mai andati al potere prima di questa volta. Un susseguirsi di stop and go (no all’obbligo vaccinale a scuola, e invece sì), di fedeltà alle promesse elettorali ma in modica quantità (reddito di cittadinanza e flax tax hanno perso punti, ma resistono) e di svolte impreviste (dal «Me ne frego» della Ue di Salvini al «Sono rispettoso dei vincoli europei e non voglio sfidare Bruxelles»), di sforzo per capire i margini e le compatibilità («tempesta finanziara d’autunno» paventata da Giorgetti arriverà davvero? e il «cigno nero»? e Mattarella e i suoi ministri aiuteranno o freneranno?) e di show popolari o populisti come la rottamazione virtuale dell’Air Force Renzi da parte di Di Maio. Molto qualificante l’inizio della riscrittura della politica estera con l’aiuto di Trump (l’incontro con il presidente americano è stato il massimo punto di visibilità del premier Conte) e con la lotta all’asse franco-tedesco, fino all’avvicinamento salvinista ai Paesi di Visegrad sotto l’occhio benevolo di Putin.
  • Il CdM, su proposta dei Ministri competenti, ha deliberato l’attribuzione del titolo di Viceministro ai seguenti Sottosegretari: on. Dario Galli allo sviluppo economico; on. Edoardo Rixi alle infrastrutture e trasporti; on. prof. Lorenzo Fioramonti all’istruzione, università e ricerca.  Il CdM, su proposta del Ministro Salvini, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), in considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali, ha deliberato la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Borgetto (provincia di Palermo) e del Consiglio comunale di Canolo (provincia di Reggio Calabria).
  • La Camera approva, con voto di fiducia, il Decreto Milleproroghe 2018 con 329 sì, 220 no e 4 astenuti.  Dai vaccini allo slittamento della riforma del credito cooperativo e di quella delle intercettazioni telefoniche. Sono tanti i temi affrontati dal primo decreto Milleproroghe 2018, a cui ne dovrebbe seguire un altro a fine anno. Il decreto MIlleproroghe è legge dello Stato. Il Senato ha infatti approvato definitivamente il contestatissimo provvedimento con 151 voti a favori, 93 contrarti e 2 astenuti. Un via libera arrivato fra altre polemiche e contestazioni in aula e fuori. Ad accendere ancor più gli animi è arrivata anche la dichiarazione di voto finale di Matteo Renzi che ha attaccato duramente governo e maggioranza. “Anche sui vaccini il tempo sarà galantuomo e spero che ognuno di voi senta la responsabilità di votare contro i propri figli. Vi auguriamo che non vi accorgiate tra qualche anno di aver fatto del male ai nostri e vostri figli”, ha detto l’ex premier.

Giovanni Tria (6), ministro dell’Economia.

  • “In manovra ci aspettiamo 10 miliardi per il reddito di cittadinanza o chiederemo le dimissioni del ministro Tria“. È quanto dicono fonti qualificate del M5s all’Ansa, commentando il dibattito interno al governo in vista della legge di bilancio. Il tema tiene banco tra i parlamentari pentastellati, che sottolineano l’importanza della misura, bandiera M5s. “Se vogliamo tutelare prima gli italiani – dichiara il vicepresidente della commissione Lavoro Davide Tripiedi – la prima cosa da fare è il reddito di cittadinanza”. Giovanni Tria finisce nuovamente sotto accusa. Il Movimento 5 Stelle è irritato per la decisione del ministro dell’Economia di procedere a una nomina molto importante senza consultarsi con i partiti di maggioranza.
  • “In manovra ci aspettiamo 10 miliardi per il reddito di cittadinanza o chiederemo le dimissioni del ministro Tria“. È quanto dicono fonti qualificate del M5s all’Ansa, commentando il dibattito interno al governo in vista della legge di bilancio. Il tema tiene banco tra i parlamentari pentastellati, che sottolineano l’importanza della misura, bandiera M5s. “Se vogliamo tutelare prima gli italiani – dichiara il vicepresidente della commissione Lavoro Davide Tripiedi – la prima cosa da fare è il reddito di cittadinanza”. Giovanni Tria finisce nuovamente sotto accusa. Il Movimento 5 Stelle è irritato per la decisione del ministro dell’Economia di procedere a una nomina molto importante senza consultarsi con i partiti di maggioranza.
  • Giovanni Tria ha indicato Domenico Fanizza per l’executive board del Fondo Monetario Internazionale, al posto di Alessandro Leipold. Quest’ultimo era stato nominato dal Governo di Paolo Gentiloni a settembre del 2017, al posto di Carlo Cottarelli. In passato anche Pier Carlo Padoan ha ricoperto quell’incarico.
  • Il CdM, su proposta del Ministro Tria, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che dà attuazione all’articolo 1, comma 4, della legge 23 giugno 2014, n. 89, che consente al Governo di apportare, mediante uno o più decreti legislativi, le necessarie modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, relativo al completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato.
  • L’attesa bocciatura alla fine è arrivata: la Commissione Ue ha deciso di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano e di chiederne uno nuovo, che dovrà essere inviato entro tre settimane a Bruxelles. Lo ha stabilito il collegio dei commissari: dall’esecutivo europeo è giunta la richiesta “di sottomettere di nuovo il Documento programmatico di bilancio”. Il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, insieme al commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, in conferenza stampa ha ufficializzato il passo: “E’ con molto dispiacere che sono qui oggi, per la prima volta la Commissione è costretta a richiedere ad uno Stato di rivedere il suo Documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternative. Sfortunatamente i chiarimenti ricevuti ieri – con la lettera del ministro Tria – non erano convincenti”. Un passo che secondo il ministero dell’Economia “era ampiamente previsto” e al quale “risponderemo nei tempi previsti”.
  • Continua il singolare e grottesco botta e risposta a distanza tra Lega e M5S sul condono previsto dal decreto fiscale, e che domani sarà rivisto nel Consiglio dei ministri convocato dal premier Giuseppe Conte per sciogliere il nodo dell’articolo 9. Da un lato il leader della Lega dal Trentino, dove è impegnato per la campagna elettorale, si è detto disponibile a rivedere al norma contestata che consente, oltre a una “pacificazione” fiscale per le piccole somme non versate al Fisco anche lo scudo penale e il rientro di capitali dall’estero. Ma al tempo stesso ha ricordato che “Conte leggeva e Di Maio scriveva” quello che era il frutto dell’accordo politico. Accordo sul condono fra Lega e 5 stelle sul decreto fiscale dopo lo scontro degli ultimi giorni. L’intesa filtra dal Consiglio dei ministri prima che il premier Giuseppe Conte e i due vice Matteo Salvini Luigi Di Maio si presentino in conferenza stampa a Palazzo Chigi. L’accordo prevede lo stralcio del cosiddetto «scudo penale» e della questione dei capitali e beni all’estero, i provvedimento che avevano fatto gridare i grillini al condono.
  • Per far tornare i conti della manovra servono fino a 13 miliardi di euro, tra nuove entrate o tagli alla spesa. Lega e Movimento 5 Stelle riflettono sulla possibilità di un taglio lineare delle detrazioni fiscali per trovare i fondi per reddito di cittadinanza e flat tax. “Come fanno tante famiglie italiane – ha detto Di Maio – abbiamo chiesto un prestito che restituiremo quando le risorse dei tagli che faremo, ma che andranno a regime nell’anno, rientrano nelle casse dello Stato. Stiamo prendendo un po’ di soldi anche per finanziare due programmi elettorali e per soddisfare due elettorati”. Diverse detrazioni sanitarie sono invisibili per molti italiani, mentre permetterebbero di risparmiare sulle tasse. Ma un altro problema potrebbe probabilmente arrivare ovvero il taglio di numerose detrazioni che interessano tutti, non solo quelle sanitarie.
  • Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha provato a spegnerle anche ieri, giorno in cui per inciso partiva la rottamazione ter delle cartelle, Equitalia uno dei nove condoni fiscali della manovra. «Laddove siano stati costruiti in aree con vincoli idrogeologici o altri vincoli, non ci sarà regolarizzazione e gli immobili andranno immediatamente abbattuti»: nell’isola non ci sarà nessun condono selvaggio, ha assicurato il premier. Anche se l’articolo 25 del decreto Genova è molto generoso. Le istanze di condono già presentate devono essere definite in base ai criteri della prima sanatoria del 1985. Quella con la quale si poteva regolarizzare tutto: case abusive in riva al mare, in aree franose, a rischio sismico, vincolate, demaniali, dentro ai Parchi. Se non si fa così a Ischia, piena di vincoli idrogeologici e sismici, non si potrebbe sanare o ricostruire nulla. 
    La maggioranza è stata bocciata su un emendamento all’articolo 25 del decreto Genova che disciplina le pratiche di condono a Ischia e che si sta discutendo in commissione al Senato. Dopo la sorpresa di ieri, il governo ci mette una toppa e fa votare e approvare dall’Aula di palazzo Madama un emendamento che reintroduce il condono nel decreto per Genova. Il decreto per Genova è legge. Il provvedimento, che contiene anche disposizioni su altre emergenze, è stato approvato a tre mesi dal crollo del ponte Morandi, che ha causato la morte di 43 persone. Il testo è stato approvato dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna.
  • Il giorno del verdetto Ue sulla manovra economica dell’Italia è arrivato e con esso la bocciatura da parte di Bruxelles. La Commissione Ue rileva che la manovra finanziaria 2019 vede un “non rispetto particolarmente grave” delle regole di bilancio, in particolare della raccomandazione dell’Ecofin dello scorso 13 luglio. È con “rammarico”, quindi, che “conferma” la sua precedente valutazione della bozza del bilancio dell’Italia. Adesso, prima di avviare la procedura, “entro due settimane spetta agli Stati membri” presentare la loro valutazione “sulla relazione” della Commissione. “Se saranno d’accordo, allora la Commissione lavorerà alla procedura per deficit eccessivo e manderà una nuova raccomandazione all’Italia”.
  • Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte partecipa al Consiglio Europeo a Bruxelles. I due temi più importanti riguardano la Brexit con la ratifica di un accordo tra Regno Unito e Unione Europea e l’apertura di un dialogo tra Italia e Unione Europea con l’incontro tra Giuseppe Conte e il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker sulla manovra economica per la legge di bilancio.

Alfonso Bonafede (5 1/2), ministro della Giustizia.

  • Il CdM, su proposta del Ministro Bonafede, ha approvato un disegno di legge (denominato Decreto Spazza-Corrotti). Il Daspo per i corrotti e la possibilità di utilizzare anche per i reati contro la pubblica amministrazione l’agente sotto copertura. Sono i due punti principali introdotti dal disegno di legge contenente misure per il contrasto alla corruzione, battezzato come “Spazza corrotti”.
  • David Ermini, 59 anni, deputato del Pd per due legislature e avvocato penalista, é il nuovo vicepresidente del Csm. È stato eletto dal plenum di Palazzo dei Marescialli, presieduto dal capo dello Stato. Ma il Movimento cinque stelle va all’attacco: ‘”È incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio superiore della magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile”, scrive il vicepremier Luigi Di Maio in un post su Facebook, commentando così l’elezione di David Ermini a vicepresidente del Csm e conclude: “Il Sistema è vivo e lotta contro di noi“.
  • “Per evitare ogni forma di strumentalizzazione o illazione – scrive il ministro Bonafede – vi comunico che fra le persone per cui ho firmato l’autorizzazione a procedere, per presunte offese al capo dello Stato, ci sono: il ‘padre fondatore’ e garante del MoVimento, Beppe Grillo, il mio collega e amico, Carlo Sibilia, il padre del mio amico fraterno Alessandro Di Battista e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato invece di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Ovviamente non ho fatto alcuna distinzione e ho firmato tutte le richieste; mi chiedo come mai fossero state lasciate lì a prendere polvere oppure, come ho potuto constatare, lasciate a dormire in segreteria dopo che era stato negato il consenso. Il cambiamento passa anche da qui”.
  • Il senatore del Movimento 5 stelle Nicola Morra è stato eletto presidente della Commissione parlamentare antimafia, riunita a Palazzo San Macuto, con 30 voti a favore su 50.  «Dobbiamo sconfiggere la mafia. Dovrà essere combattuta ogni illegalità, ogni silenzio, in quanto ciò è terreno fertile per quella pianta schifosa che vogliamo estirpare con tutte le nostre forze» ha detto nel discorso di investitura. Affida alla sua pagina Facebook, invece, le ultime parole di Paolo Borsellino, proferite il 23 giugno 1992, poco prima della strage di Capaci: «Dobbiamo far trionfare definitivamente quel “fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”». 
  • La Camera approva il progetto di legge Anticorruzione e lo trasmette al Senato. Dove grillini e leghisti hanno un accordo per cancellare la norma sul peculato, sospettata di favorire alcuni dirigenti leghisti sotto processo per questo reato. Una modifica introdotta a scrutinio segreto contro il parere del governo e del relatore di maggioranza.

Giulia Bongiorno (5 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione.

  • Il CdM, su proposta del Ministro Bongiorno, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge (Riforma Concretezza) che introduce interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo.  Le novità introdotte sono numerose ma nel testo del disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione spicca soprattutto la nuova stretta contro gli statali assenteisti. Partono i controlli biometrici e i dipendenti pubblici potranno essere identificati tramite impronte digitali o dall’iride.

Giancarlo Giorgetti (5 1/2), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport.

  • « Il Coni ha ufficializzato che la candidatura italiana per i giochi olimpici invernali 2026 sarà quella di Milano-Cortina»: lo ha annunciato durante la riunione della Giunta regionale il presidente della Lombardia Attilio Fontana. «Il Governo ha esaminato il dossier della candidatura italiana ai Giochi invernali del 2026 con spirito olimpico, cercando di creare il necessario entusiasmo rispetto a un progetto così importante e affascinante. Abbiamo cercato di non dividere il paese, promuovendo una candidatura condivisa con alla base sostenibilità ambientale e contenimento dei costi. Questo non è stato possibile, e in questo momento non abbiamo una proposta a due punte visto che ho ascoltato finora solo intendimenti». Lo ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’interrogazione a risposta immediata su questioni in materia di sport svolta questa mattina presso la Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera. «Torino forse rilancia da sola, Milano e Cortina dicono di volersi proporre assieme – ha aggiunto Giorgetti rispondendo all’interrogazione del deputato di Forza Italia, Marco Marin -. L’atteggiamento del Governo, che ho ribadito a tutti gli interessati e anche al Coni, è che questo tipo di proposte avranno il sostegno del Governo, ma non dal punto di vista economico. Dovranno dimostrare di poter sopperire da soli a tutte le esigenze organizzative e infrastrutturali. Noi ovviamente vediamo con favore l’organizzazione dei Giochi però a questo punto visto che non c’è stata una candidatura italiana, ciascuno dovrà dimostrare di essere in grado di farvi fronte. A quel punto il sostegno del Governo chiaramente non mancherà»

Enzo Moavero Milanesi (5 1/2), ministro degli Esteri.

  • Il Ministro Moavero Milanesi si reca in Libia per incontrare il generale Khalifa Haftar. Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, e il maresciallo Khalifa Haftar hanno avuto oggi a Bengasi un lungo e cordiale colloquio che ha rilanciato lo stretto rapporto con l’Italia, in un clima di consolidata fiducia. Lo fa sapere la Farnesina, che spiega che fra i due vi è stata ampia convergenza per un’intensa cooperazione e sul comune impegno per una Libia unita e stabile. “Decidere liberamente proprio destino” “L’Italia – ha sottolineato Moavero – attribuisce grande importanza al mantenimento di un attivo dialogo con tutti coloro che guardano al futuro della Libia con leale amicizia, nello schietto interesse del suo popolo e della sua piena autodeterminazione.

Giulia Grillo (5), ministro della Salute.

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  • Il Movimento 5 stelle ha uno statuto chiaro, ma la ministra della Salute Giulia Grillo intervistata dal Corriere della Seraspera che non si debba arrivare all’espulsione dei deputati e senatori che hanno votato in contrasto con il gruppo. “Mi è dispiaciuto che alcuni parlamentari non si siano attenuti agli impegni del Movimento e al contratto di governo. Condivido la posizione di D’Uva: dibattito interno, ma poi compattezza nei voti sia in Aula sia nelle Commissioni”. Ma se votano ancora contro vanno cacciati? “Esiste uno statuto, interverranno i probiviri per valutare la situazione. Ma spero non ce ne sarà bisogno”.

Danilo Toninelli (5), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti.

  • E fu così che lo chiamarono Toni Nulla. Non è casuale se dopo due mesi e mezzo dall’insediamento del Governo Conte il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli sia il più bersagliato dai comici e nei social. Diciamo che il giovane di Crema ci mette molto del “suo”. Nei giorni scorsi su Instagram ha pubblicato una foto in cui appare felice e spensierato sulla poltrona dei suo coiffeur con la scritta “Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere”. Una triste ironia che fa subito pensare alla tragedia del ponte Morandi, una questione sulla quale il ministro dice di voler revocare la concessione ad Autostrade. Intervenuto a margine di una cerimonia pubblica, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha commesso un altro grosso errore riguardo la tragedia del ponte Morandi. Nel descrivere lo scenario futuro del ponte, il ministro si è lanciato in una descrizione fin troppo ottimistica: “L’obiettivo non è solo quello di rifare bene il ponte Morandi  ma di renderlo un luogo vivibile. Un luogo d’incontro in cui le persone possono vivere, possono giocare, possono mangiare. Dobbiamo portare avanti questo, penso sia un risultato doveroso per i genovesi e per l’Italia tutta
  • Il CdM, su proposta del Presidente Conte, ha approvato un decreto-legge (denominato Decreto Genova o Decreto Emergenze) che introduce disposizioni urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture.
  • Il Senato approva in via definitiva con 261 si, un’astensione e nessun voto contrario la nuova normativa sui seggiolini per neonati. Una legge che rappresenta un importante passo avanti per la sicurezza stradale dei bambini. L’Aula del Senato ha approvato definitivamente, con 261 voti a favore, un’astensione e nessun voto contrario il disegno di legge per prevenire l’abbandono in auto dei bambini piccoli, fino a quattro anni. Il testo, già licenziato dalla Camera, non avendo subito modifiche al Senato, è divenuto legge dello Stato. La nuova normativa  Dal primo luglio del 2019 le auto che trasportano bambini di età fino a 4 anni dovranno essere equipaggiate con un dispositivo elettronico che avvisa della  presenza dei passeggeri più piccoli. Il provvedimento si compone di quattro articoli e modifica l’articolo 172 del Codice della Strada. In particolare inserisce tra le fattispecie sanzionate per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini, anche l’assenza di un congegno di allarme.

Sergio Costa (5), ministro dell’Ambiente.

  • L’opinione pubblica è giustamente allarmata dai recenti e numerosi incendi in impianti di gestione dei rifiuti, che stanno colpendo ormai l’Italia da Nord a Sud. Il Governo ha provato a correre ai ripari con la firma del protocollo sulla Terra dei Fuochi siglato nel vertice di Caserta. Ma il documento, che coinvolge il Premier, i due Vicepremier e cinque Ministri e che registra un sì a metà anche dalla Regione Campania, è più un patto che divide, invece che unire. Contiene alcune cose da fare ragionevoli, senza centrare però il tema degli impianti e di come si chiude il ciclo dei rifiuti.

Erika Stefani (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie

  • Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha esaminato nove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Marche n. 22 del 28/06/2018, recante “Modifica alla legge regionale 12 ottobre 2009, n. 24 “Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, in quanto alcune norme eccedono dalle competenze regionali e si pongono in contrasto con la competenza esclusiva statale in materia ambientale (art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione), cui fa capo la disciplina dei rifiuti, che, per costante giurisprudenza costituzionale, riserva allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniformi sull’intero territorio nazionale la legge della Regione Puglia n. 28 del 29/06/2018, recante “Norme in materia di prevenzione, contenimento ed indennizzo dei danni da fauna selvatica. Disposizioni in materia di smaltimento degli animali da allevamento oggetto di predazione e di tutela dell’incolumità pubblica”, in quanto alcune disposizioni in materia di controllo della fauna selvatica si pongono in contrasto con quanto stabilito in proposito dalle norme statali di riferimento, invadendo in tal modo la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione

Alberto Bonisoli (4 1/2), ministro dei Beni Culturali.

  • Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha detto che il prossimo anno le giornate gratuite nei musei aumenteranno e saranno 20: «Si passerà a 20 giornate gratuite e saranno distribuite in modo diverso rispetto al passato, perché voglio introdurre dei criteri di gestione nei musei e non di propaganda politica. Criteri di gestione significa che alcune giornate verranno decise a livello nazionale, ad esempio la settimana che si chiude il 10 marzo in tutti i musei statali sarà gratuita, dal martedì alla domenica».

Gian Marco Centinaio (4 1/2), ministro dell’Agricoltura e turismo.

  • Il ministro delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, sen. Gian Marco Centinaio da’ il via al tanto atteso Piano straordinario di lotta alla Xylella fastidiosa per il 2018 e annuncia la messa in campo di altri 70 milioni di euro per il 2019. “Mantengo ogni promessa. Non ho lasciato soli gli agricoltori e rispondo con i fatti – si legge in una nota – Voglio ringraziare il Ministro Lezzi che attraverso il suo Ministero ha ufficializzato il trasferimento di 30 milioni di euro dal fondo sviluppo e coesione all’agricoltura. Queste risorse vanno ad aggiungersi a quelle erogate negli anni precedenti e con le quali è possibile finalmente dare il via al tanto atteso Piano straordinario di lotta alla Xylella fastidiosa per il 2018. Per il 2019 metteremo altri 70 milioni di euro”. 

Marco Bussetti (4 1/2), ministro dell’Istruzione.

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  • Il ministro Marco Bussetti ha manifestato la sua idea di scuola: ”Quella del docente la considero non una professione ma una missione; i genitori oggi svolgono un ruolo non facile e la scuola è l’unica vera agenzia educativa”. Dall’analisi della proposizione emergono:L’errata scelta di campo: la scuola è collocata nella sfera etica. I docenti missionari, che possiedono la verità, operano per svelare i misteri della realtà: gli studenti devono adeguarvisi.

Luigi Di Maio (4 1/2), vice-premier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

  • Di Maio l’onnipotente: “Aboliremo la povertà” ha comunicato in televisione. Non una televisione qualsiasi, la Rai, Bruno Vespa, Porta a Porta. Di Maio il misericordioso: “Aboliremo la povertà”. Da marzo 2019 o giù di lì la povertà comincerà ad essere abolita. E, come ha detto Manlio Di Stefano sottosegretario anche lui in missione al governo per conto del popolo,  “gli ultimi saranno i primi”. A Di Stefano deve averla detta così Di Maio il profeta. Altrimenti, l’avesse letta altrove, questa degli ultimi e dei primi Di Stefano non l’avrebbe diffusa, non senza il preventivo visto si dica di Rocco Casalino.  A fine giornata la borsa di Milano perde 22 miliardi di capitalizzazione. È il primo effetto concreto della legge di bilancio di cui ieri si è definita la cornice. Ma il governo fa spallucce. A partire da Giuseppe Conte. “I mercati non conoscono i dettagli della manovra” si è difeso il presidente del Consiglio. Sia la Lega sia il Movimento 5 stelle tirano dritto. L’euforia di aver sfondato il vallo di Tria e essersi riversati fino ad ottenere il 2,4% del rapporto deficit/Pil ha rinsaldato l’alleanza gialloverde.
  • Ci ha dovuto pensare la direttrice Eva degl’Innocenti, a ricordare al ministro e vicepremier Luigi Di Maio dell’esistenza del Mar.Ta, lo splendido Museo archeologico nazionale di Taranto, da pochi anni oggetto di un eccellente riallestimento e in tempi ancor più recenti inserito dall’ex ministro Franceschini nella lista dei cosiddetti supermusei del Mibac(t). Il vicepremier pentastellato, infatti, mentre ancora la rete s’interrogava sull’incredibile gaffe (o presunta tale, secondo qualcuno) in merito agli sforzi della Puglia per la città di Matera (in Basilicata), e mentre ancora i più fantasiosi utenti del web producevano spassosi meme su umani iperidratati con un 90% d’acqua nel proprio corpo, ha infelicemente dichiarato che “Taranto non ha musei degni della Magna Grecia“, scatenando reazioni di ogni sorta, da quella dell’ex premier Matteo Renzi (che ha twittato un caustico “Salvate il soldato Di Maio”) a quello della direttrice, appunto, che lo ha elegantemente invitato per una visita. Al di là dello scivolone, viene davvero da chiedersi come abbia fatto, Di Maio, a non notare un gioiello come il Mar.Ta: non certo un oscuro sito di frontiera per soli addetti ai lavori, ma un vero e proprio scrigno di bellezze nel cuore di una città che per il ministro del Lavoro dovrebbe aver avuto nelle scorse settimane un posto speciale in agenda.
  • Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. La commissione parlamentare di Vigilanza ha dato parere favorevole alla nomina del vicedirettore del Giornale. I voti favorevoli sono stati 273 i contrari, una scheda nulla e una bianca (che come da prassi è del presidente della commissione Alberto Barachini di Forza Italia). Hanno votato 32 componenti della bicamerale su 40, perché il gruppo del Pd non ha partecipato per protesta. Alla maggioranza qualificata sono mancati 3 voti, ma è stato raggiunto lo stesso il quorum di due terzi previsto dalla legge per rendere efficace la nomina indicata dal consiglio d’amministrazione di viale Mazzini. A favore hanno votato LegaMovimento Cinque StelleForza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari i parlamentari di Liberi e Uguali. Il nome di Foa era stato bocciato in un primo tempo, il primo d’agosto: in quel caso era stato decisivo proprio il no di Forza Italia che aveva lamentato soprattutto il metodo “impositivo” del nome di Foa. Ora la posizione degli azzurri è cambiata. 
  • Il Ministro Di Maio firma l’adesione dell’Italia alla Blockchain Partnership Initiative europea per lo sviluppo economico del settore del blockchain. L’Italia punta sulle tecnologie emergenti ed in Europa porteremo la nostra visione assicurando il mantenimento del carattere decentralizzato della Blockchain e le eccellenze italiane che operano con questa tecnologia in vari ambiti dai servizi pubblici alla tutela del Made in Italy. Il futuro inizia ora!”. Così il vicepremier Luigi Di Maio a Bruxelles. “Lo scopo principale della collaborazione tra gli Stati membri – aggiunge il vicepremier – sarà lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo, soprattutto al fine di promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, aiutare a creare nuove opportunità di business e stabilire nuove aree di leadership dell’Ue a beneficio dei cittadini, dei servizi pubblici e delle aziende. A livello regolamentare si tenderà alla creazione di un ambiente flessibile, che rispetti le leggi dell’Unione Europea attraverso chiari modelli amministrativi”.
  • Quota 100 partirà a febbraio, la pensione di cittadinanza in primavera; circa 1 miliardo di euro poi dovrebbe essere recuperato dal taglio delle pensioni d’oro, mentre per le lavoratrici è stata confermata la proroga di Opzione Donna. È questo quanto previsto in tema di pensioni dalla Legge di Bilancio 2019approvata dal Consiglio dei Ministri; la manovra adesso verrà presentata in UE, mentre l’inizio dell’iter parlamentare è previsto per i primi di novembre con l’approvazione definitiva del testo che arriverà per la fine di dicembre. L’agenzia Moody’s taglia il rating dell’Italia a Baa3, ultimo gradino prima del livello “spazzatura”, da Baa2 con outlook stabile. La decisione di Moody’s di tagliare il rating dell’Italia è legata a un “cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato “rispetto alle attese”. Fonti di Palazzo Chigi: “Tutto come previsto”.
  • Le penali in caso di sospensione del Tap ci sono, e sono molto elevate. Lo assicura Luigi Di Maio che interviene nella polemica tra il governo e tre parlamentari M5s che avevano accusato Conte sostenendo che stesse sbagliando e che non ci fosse alcuna sanzione di pagare nel caso in cui il governo avesse decido di non proseguire i lavori per il gasdotto che dovrebbe approdare in Salento. “Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte del Tap per tre mesi. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo. Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. Immediata la risposta del suo predecessore, Carlo Calenda, che precisa: “Di Maio si sta comportando da imbroglione, come su Ilva. Non esiste una penale perché non c’è un contratto (fra lo Stato e l’azienda Tap ndr) ma, in caso, una eventuale richiesta di risarcimento danni” da parte dell’impresa “visto che sono stati fatti investimenti a fronte di un’ autorizzazione legale”. 
  • Accordo raggiunto tra Movimento 5 stelle e Lega sulle nomine Rai. Si tratta di Giuseppe Carboni al Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2, Giuseppina Parteniti al Tg3, Luca Mazzà alla Radio e Alessandro Casarin al Tgr. Ufficializzate le nomine dei direttori delle reti Rai. Il consiglio di amministrazione Rai ha dato il via libera alle nomine di Teresa De Santisa direttore di Rai1 e di Carlo Freccero a direttore di Rai2. Il cda ha inoltre approvato la nomina di Auro Bulbarelli alla guida di Raisport e di Antonio Preziosi alla direzione di Rai Parlamento. A Rai 3 confermato Stefano Coletta.
  • E’ scontro a distanza tra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. A scatenare le scintille tra i due è stata la netta presa di posizione del primo cittadino di Milano sul tema dei negozi chiusi la domenica, una battaglia che al capo politico dei Movimento 5 stelle sta molto a cuore. Le chiusure domenicali? “Le facciano ad Avellino se vogliono ma a Milano è contro il senso comune. Pensassero alle grandi questioni politiche e non a rompere le palle a noi che abbiamo un modello che funziona e 9 milioni di turisti”, ha detto Sala senza giri di parole interpellato sulla questione nel corso di un forum sul lavoro delle donne, organizzato dal settimanale Elle. Avellino è la città dove è nato il vicepremier pentastellato che, poco dopo, ha replicato con un post su Instagram: “Per il sindaco di Milano Sala i diritti delle persone sono una rottura di palle – ha scritto -. Nessuno vuole chiudere nulla a Milano né da nessuna altra parte, ma chi lavora ha il diritto a non essere più sfruttato. Questo rompe la palle a un sindaco fighetto del Pd? E chi se frega!”.
  • Casi di lavoro nero nella ditta del padre del ministro del Lavoro. Emerge tutto in un servizio de Le Iene andato in onda durante la trasmissione di domenica. Parte tutto dalla denuncia di Salvatore Pizzo, di Pomigliano d’Arco, ex dipendente della ditta edile della famiglia di Luigi Di Maio. Che denuncia di aver lavorato in nero per due anni, tra il 2009 e il 2010 e che a pagarlo era Antonio Di Maio. Non solo. Pizzo racconta anche di un suo infortunio sul lavoro “coperto” dal padre del vicepremier. Che gli avrebbe consigliato di non denunciare l’accaduto per non incorrere in sanzioni.
  • Quattro piccoli manufatti, realizzati senza permesso, sono stati accertati nel fondo di cui è comproprietario Antonio Di Maio, padre del vicepremier Luigi. Lo ha confermato il sindaco di Mariglianella, Felice Di Maiolo, all’esito degli accertamenti effettuati dai vigili urbani. Si tratta di piccole opere di pertinenza di una vecchia masseria come un box con la copertura in lamiera. La polizia municipale di Mariglianella ha sequestrato alcune aree del terreno di proprietà del padre del vicepremier Luigi Di Maio.

Barbara Lezzi (3 1/2), ministro del Sud

  • “Oggi comincia un percorso che può diventare davvero fondamentale per il rilancio di Taranto: il governo, attraverso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, ha espresso parere favorevole rispetto alla candidatura della città per ospitare i Giochi del Mediterraneo nel 2025. Al di là dell’evento sportivo, già di per sé molto importante, questo appuntamento può diventare l’occasione per promuovere interventi migliorativi e di crescita nella città, che si possono innestare all’interno del processo di riconversione al quale questo governo sta lavorando, principalmente attraverso il lavoro del ministro Di Maio”. Così il ministro per il Sud Barbara Lezzi al termine dell’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Chigi al quale hanno partecipato anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il Direttore generale di Asset, Elio Sannicandro, e i deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Vianello e Paolo Lattanzio.”Per prima cosa oggi è stato stabilito che verrà costituito un comitato promotore per Taranto 2025 al quale parteciperanno tutti gli attori che possono apportare un contributo. In particolare, l’intenzione è quella di mettere a sistema tutte le risorse che possono essere destinate a questo progetto, compresa una parte di quelle previste all’interno del Cis Taranto. Tutti abbiamo la volontà di investire su questa candidatura che può davvero rappresentare l’occasione giusta per il rilancio e lo sviluppo di una città e di un territorio che ne hanno estremo bisogno – conclude Lezzi -. Parliamo anche di una occasione di fondamentale importanza nella ridefinizione dell’identità culturale della città, che vanta una storia, un patrimonio ambientale e artistico la cui conoscenza deve essere incentivata e promossa, sia nel resto del Paese che in Europa”.

Elisabetta Trenta (3 1/2), ministro della Difesa.

  • Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta riapre il dossier sull’uranio impoverito a partire dalle conclusioni della commissione parlamentare di inchiesta e dalle prendenze giudiziarie in corso. Trenta annuncia che sara’ avviato anche un tavolo tecnico. “Oggi ho ricevuto al ministero Domenico Leggiero, responsabile dell’Osservatorio militare che dal 1999 si occupa di uranio impoverito- dice il ministro- e gli ho comunicato di aver chiesto all’Avvocatura Generale dello Stato un resoconto complessivo su tutte le pendenze giudiziarie in corso. Voglio approfondire ogni singolo caso separatamente, perche’ ogni caso ha le sue specificita’. 

Lorenzo Fontana (3), ministro della Famiglia e della Disabilità

  • Il collettivo Transfemminista Queer organizza per lunedì 3 dicembre un presidio davanti al teatro Sociale. ” Fontana è colui che nega l’esistenza delle famiglie arcobaleno, che da anni attacca la legge 194, che dipinge la Russia di Putin come un faro di civiltà e che ha proposto l’abrogazione della legge Mancino sull’apologia di fascismo”

Matteo Salvini (3), vice-premier e ministro degli Interni. 

  • Il CdM, su proposta del Presidente Conte e del Ministro Salvini, ha approvato un decreto-legge (denominato Decreto Sicurezza e Immigrazione o Decreto Salvini) che introduce disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, di sicurezza pubblica e misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nonché in materia di giustizia sportiva e di regolare svolgimento delle competizioni sportive. L’aula della camera ha votato la fiducia posta dal governo sul dl sicurezza. Il voto finale sul provvedimento, già approvato dal senato e non modificato da montecitorio, è atteso tra stasera e domani. A votare per la fiducia al governo sul decreto sicurezza sono stati i deputati M5s e Lega, più 3 del gruppo Misto (Maie) (Salvatore Caiata, Antonio Tasso e Catello Vitiello), come risulta dai tabulati della Camera. A Montecitorio la maggioranza può contare su 346 voti.
  • La mia assenza al momento della votazione è stata interpretata come una presa di distanza dal provvedimento? Beh, avete interpretato bene» ha detto Fico a proposito dell’assenza nel corso della votazione sul decreto sicurezza. «Sì, è stata interpretata bene», ha risposto Fico alla domanda se la sua assenza al momento del voto sul decreto sicurezza poteva essere interpretata come una presa di distanza dal provvedimento, e ha proseguito: «Perché io sono il presidente della Camera e rispetto il mio ruolo fino in fondo, diritti di maggioranza e di opposizione, mando avanti i provvedimenti che arrivano in Aula con la collaborazione di tutti i capigruppo e rimango fedele al mio ruolo istituzionale. Se poi parliamo del decreto nel merito, dopo che è passato, questo è un altro discorso», ha concluso. 
  • La procura di Genova ha accolto la richiesta della Lega per la restituzione dei 49 milioni di euro rubati agli italiani in oltre ottant’anni di rate da 600 mila euro all’anno. Stando alla media sull’aspettativa di vita, Salvini morirà prima di aver restituito i soldi degli italiani che ha già indebitamente speso.
    Confermandoci che la legge non è uguale per tutti, il cittadino non potrà dire di aver giá speso i soldi che avrebbe dovuto versare in tasse per chiedere che siano gli eredi ad occuparsene. Curioso è come i calcoli forniti dai leghisti paiano presumere che la rateizzazione pressoché secolare non comporterà alcun interesse sulla somma dovuta mentre ai cittadini lo stato riserva trattamenti vicini all’usura.
  • La Guardia di Finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto é stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. Al suo fianco si era schierato pubblicamente lo scrittore Roberto Saviano, mentre contro si era più volte pronunciato il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Andrò a visitare le città in Calabria che fanno gli interessi degli italiani e non il business dell’immigrazione. A Riace andrò, magari con un altro sindaco” aveva detto il vice premier leghista. Poche ore dopo la manifestazione in cui migliaia di persone hanno portato la loro solidarietà a Mimmo Lucano – il sindaco del Comune in provincia di Reggio Calabria diventato modello di accoglienza diffusa, ora agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – Matteo Salvini ha pubblicato sui social un video con il quale sembrava voler dimostrare che la ‘favola’ dell’integrazione a Riace in realtà non esistesse. 
  • Carfagna vs. Salvini. Lo scontro va in scena alla Camera, durante il question time. Il ministro dell’Interno risponde all’interrogazione sul caso della nave Diciotti e sulla questione migranti. Carfagna è il presidente di turno e bacchetta Salvini che si era lamentato per l’assenza tra i banchi dell’opposizione: “Ministro, non deve attaccare il Parlamento. Le sembrerà strano ma le regole valgono anche per lei…”. “Ci sono le commissioni in corso, convocate in contemporanea con la seduta dell’Aula – spiega Carfagna – la invito a non fare polemiche, anche i banchi della maggioranza sono vuoti, perché ci sono le commissioni in corso…”. Salvini replica: “La prego di lasciarmi parlare…”. Pronta la controreplica della Carfagna: “Libero di parlare, ma non di attaccare il Parlamento…”. Salvini si scusa: “Non era mia intenzione turbare il sonno della nutrita pattuglia del Pd in Aula… chiedo scusa a chi ci segue in tv”.
  • Ha creato non poche polemiche l’intervista rilasciata da Cristina Parodi a Rai Radio 2. La conduttrice di casa Rai ha attaccato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, o meglio, i suoi elettori, e di conseguenza la Lega si è sentita tirata in ballo, chiedendo che la stessa si dimetta dalla Rai. La notizia ha fatto in breve tempo il giro del web, e sui social è una delle più discusse.
  • A Milano, Roma, Napoli si è tenuto il corteo “No Salvini day” organizzato dagli studenti in aperta contestazione con il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La manifestazione del 16 novembre 2018 a Milano è partita da largo Cairoli e da piazza Oberdan intorno alle 9,30. I temi della protesta sono “le diseguaglianze e l’alternanza scuola lavoro, la legge di bilancio, l’edilizia scolastica e gli investimenti, il numero chiuso universitario e le scuole sicure”.

Paolo Savona (2), ministro degli Affari Europei

  • Della vigilia le indiscrezioni sulla resa di Paolo Savona, il ministro per gli Affari Europei secondo il quale, stando a rumors di stampa, la manovra è interamente da rifare e questo governo è arrivato al capolinea. Un cambio di linea impressionante, quello del teorico del cigno nero e della guerriglia senza quartiere a questa Europa. Indiscrezioni pesantissime alle quali oggi, se possibile, se ne aggiungono altre ancor più gravose. Le voci viaggiano sul Corriere della Sera, dove si parla esplicitamente dell’ipotesi che Savona possa dimettersi. Già: come detto, il ministro dell’Economia “in pectore” che Matteo Salvini avrebbe voluto ma che fu rifiutato da Sergio Mattarella, pensa che questo governo sia finito, “siamo al capolinea”. Dunque, l’idea delle dimissioni. E chi lo ha ricordato a Salvini in persona ha incassato una risposta gelida: “Lo so, ci ho parlato“. Insomma, anche il leader della Lega sarebbe stato informato da Savona della sua volontà: quella di lasciare.

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