Economia

Italia e Ue cercano un’intesa sulla manovra.

Italia e Ue cercano un'intesa sulla manovra.
Jean Claude Juncker e Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte partecipa al Consiglio Europeo a Bruxelles. I due temi più importanti riguardano la Brexit con la ratifica di un accordo tra Regno Unito e Unione Europea e l’apertura di un dialogo tra Italia e Unione Europea con l’incontro tra Giuseppe Conte e il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker sulla manovra economica per la legge di bilancio.

L’elevato debito pubblico e il confronto in corso con l’Unione europea sulla legge di stabilità per il 2019 potrebbero avvicinare l’Italia alla Grecia all’inizio della crisi economica che ha colpito il paese dal 2008. Tuttavia, sostiene il quotidiano tedesco “Die Tageszeitung”, l’Italia “non è la Grecia” e, qualora il paese fosse colpito da una crisi della propria economia, le conseguenze potrebbero essere ben più gravi, soprattutto per gli italiani. Secondo “Die Tageszeitung”, è “sempre più chiaro” come intransigenza del governo italiano nel confronto con la Commissione europea sulla legge di bilancio sia “fondata sul ricatto”. Il crollo dell’Italia, terza economia dell’Eurozona, “metterebbe in ginocchio l’intera Europa”, in quanto il paese è la terza economia dell’Eurozona. Lega e Movimento 5 Stelle, al governo in Italia, ritengono quindi che “prima o poi” Bruxelles cederà alla posizioni di Roma al fine di impedire che la crisi italiana contagi l’intero apparato economico e finanziario europeo”. Tuttavia, sostiene Mario Seminerio, esperto di economia intervistato da “Die Tageszeitung”, “non vi è niente di più illusorio della strategia del ricatto” attuata dal governo italiano nei confronti della Commissione europa, poiché “non vi è alcun pericolo di contagio in quanto l’Europa ha steso da anni una rate di sicurezza intorno all’Italia”. La strategia del ricatto di Lega e Movimento 5 Stelle sarà, quindi, “inefficace e avrà le conseguenze più serie a livello nazionale”. Uno sviluppo già evidente nell’aumento del differenziale di reddito tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi che, “mettendo a rischio l’economia dell’Italia, potrebbe portare il governo a cedere” nel confronto con la Commissione europea.

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