Giustizia

Processo Raggi: assoluzione sindaco “perché il fatto non costituisce reato”

Processo Raggi: assoluzione sindaco "perché il fatto non costituisce reato"
Processo Raggi: assoluzione sindaco “perché il fatto non costituisce reato”

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, è stata assolta dall’accusa di falso, “perché il fatto non costituisce reato”, ha stabilito il giudice Roberto Ranazzi. “Questa sentenza spazza via due anni di fango. Andiamo avanti a testa alta per Roma, la mia amata città, e per tutti i cittadini”. Così Virginia Raggi commentando la sentenza di assoluzione. Il sindaco ha poi aggiunto: “Ho fatto tutto con correttezza e trasparenza nell’interesse di Roma. Umanamente è stata una prova durissima ma non ho mai mollato. Credo in quel che faccio, nel lavoro, nell’impegno costante, nel progetto che nel 2016 mi ha portata alla guida della città che amo. Un progetto che può andare con maggiore determinazione”. “Ho agito sempre nell’interesse dei cittadini e della mia città. Credo che la sentenza di oggi debba mettere fine a questo clima di odio.

Subito dopo la sentenza ho sentito i vertici del Movimento, ricevuto un sms da Matteo Salvini e una telefonata da Matteo Renzi”. Così in serata Raggi, intervistata dal Tg1, che sottolinea: “I media spesso si parlano addosso, dovrebbero occuparsi dei problemi dei cittadini”. I difensori questa mattina in aula avevano chiesto l’assoluzione “con la formula piena perché il fatto non sussiste”. La Procura ieri aveva chiesto la condanna della Raggi a 10 mesi La Procura di Roma aveva chiesto ieri una condanna a 10 mesi per falso nella nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele, a capo del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. In aula erano presenti i consiglieri capitolini del M5S Angelo Sturni, Annalisa Bernabei, il presidente del Municipio XIV Alfredo Campagna e il deputato del M5S Francesco Silvestri. Per la stessa vicenda Raffaele Marra risponde di abuso di ufficio in un processo a parte. Il rinvio a giudizio per la Raggi è arrivato poco più di un anno fa, il 28 settembre del 2017. 

Pm: “Faremo appello dopo aver letto motivazioni sentenza” “La procura di Roma farà ricorso in appello soltanto dopo la lettura delle motivazioni”. Lo ha detto il pm Francesco Dall’Olio dopo la sentenza di assoluzione pronunciata dal tribunale”.  Di Maio: “Ho sempre creduto in te”  “Virginia Raggi è stata assolta.Due anni di attacchi alla Sindaca più massacrata di Italia”. Così il vicepremier Luigi Di Maio, commenta l’assoluzione della sindaca di Roma. “Forza Virginia – aggiunge – Contento di averti sempre difesa e di aver sempre creduto in te”. E poi: “Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti”. Così il vicepremier in un post su Facebook,  parlando di “pagine e pagine di fakenews, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi”.

Salvini: buona notizia, giudizio a cittadini “Una buona notizia”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato l’assoluzione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, al suo arrivo all’Eicma in corso alla Fiera di Rho. “E’ giusto – ha aggiunto Salvini – che i cittadini giudichino un’amministrazione non in base alle indagini che finiscono in nulla come in questo caso ma in base alla qualità della vita. Quindi i romani giudicheranno l’amministrazione dei 5 Stelle in base a come è messa Roma. E’ giusto che non siano le sentenze e i magistrati a decidere chi governa e chi va a casa”.

Marcucci: “Reazione M5S rischio per democrazia”  “Quando il primo partito del Paese definisce in coro i giornalisti infimi sciacalli e puttane, significa che la democrazia e la libertà di informazione sono a rischio. A Roma il M5S può gioire sguaiatamente per l’assoluzione della sindaca Raggi, non può sperare che i media cancellino lo stato di abbandono in cui versa la Capitale”. Lo dichiara il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.

Gelmini: “Inspiegabile attacco Di Maio ai media, vuole Minculpop?” “Virginia Raggi assolta e Luigi Di Maio attacca inspiegabilmente giornalisti ed editori. Il M5s vuole ricostituire il MinCulPop, la dittatura del pensiero unico. Chi critica viene messo alla gogna e attaccato. Le minacce non piegheranno la libera stampa”. Così su Twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. 

Pizzarotti: bene assoluzione, gravi minacce Di Maio a stampa “Sono sinceramente soddisfatto per l’assoluzione della sindaca Raggi. Come pochi giorni fa avevo espresso solidarietà ad Appendino per le minacce di morte subite, oggi mi sento di esprimere vicinanza al sindaco di Roma, nonostante ci dividano le idee politiche”. Questo il primo commento di Federico Pizzarotti, presidente di ‘Italia in Comune’ e sindaco di Parma, alla notizia dell’assoluzione di Virginia Raggi. “Leggo che il capo politico del Movimento e ministro della Repubblica, Di Maio, in un giorno così importante per il suo sindaco minaccia la stampa. Parole folli che non dovrebbero mai uscire dalla bocca di un ministro della Repubblica. Per quanto mi riguarda, resto sempre dalla parte della libera stampa. Fino al terzo grado di giudizio resto dalla parte delle istituzioni e dei sindaci, di qualsiasi colore politico siano”, conclude il presidente di Italia in Comune.

Fnsi: minacce non impediranno a giornalisti di fare loro lavoro “Nel giorno dell’assoluzione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, il vicepremier Luigi Di Maio insulta i cronisti e annuncia una sua legge sull’editoria. Eppure molti di quei cronisti oggi insultati hanno denunciato in anticipo Mafia Capitale e non hanno risparmiato nulla neppure al precedente sindaco, Ignazio Marino. Ieri andavano bene e oggi no? Di Maio e chi, come lui fra i 5 Stelle, sogna un’informazione al guinzaglio deve farsene una ragione: non saranno le minacce e neppure gli insulti a impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana “Le sue frasi – proseguono i vertici della Fnsi – sono la spia del malessere di chi vede vacillare un consenso elettorale costruito su annunci e promesse irrealizzabili. Quanto agli “infami” e agli “sciacalli” è sicuro, il vicepremier, di non parlare anche di se stesso, considerato che il suo nome continua a figurare fra quelli degli iscritti all’Ordine dei giornalisti?”

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