Economia

Governo Conte: quinto mese

Lega: Salvini sconfigge Bossi e diventa nuovo segretario
Matteo Salvini

La Guardia di Finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto é stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. Al suo fianco si era schierato pubblicamente lo scrittore Roberto Saviano, mentre contro si era più volte pronunciato il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Andrò a visitare le città in Calabria che fanno gli interessi degli italiani e non il business dell’immigrazione. A Riace andrò, magari con un altro sindaco” aveva detto il vice premier leghista. Poche ore dopo la manifestazione in cui migliaia di persone hanno portato la loro solidarietà a Mimmo Lucano – il sindaco del Comune in provincia di Reggio Calabria diventato modello di accoglienza diffusa, ora agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – Matteo Salvini ha pubblicato sui social un video con il quale sembrava voler dimostrare che la ‘favola’ dell’integrazione a Riace in realtà non esistesse. 

Carfagna vs. Salvini. Lo scontro va in scena alla Camera, durante il question time. Il ministro dell’Interno risponde all’interrogazione sul caso della nave Diciotti e sulla questione migranti. Carfagna è il presidente di turno e bacchetta Salvini che si era lamentato per l’assenza tra i banchi dell’opposizione: “Ministro, non deve attaccare il Parlamento. Le sembrerà strano ma le regole valgono anche per lei…”. “Ci sono le commissioni in corso, convocate in contemporanea con la seduta dell’Aula – spiega Carfagna – la invito a non fare polemiche, anche i banchi della maggioranza sono vuoti, perché ci sono le commissioni in corso…”. Salvini replica: “La prego di lasciarmi parlare…”. Pronta la controreplica della Carfagna: “Libero di parlare, ma non di attaccare il Parlamento…”. Salvini si scusa: “Non era mia intenzione turbare il sonno della nutrita pattuglia del Pd in Aula… chiedo scusa a chi ci segue in tv”.

“Per evitare ogni forma di strumentalizzazione o illazione – scrive il ministro Bonafede – vi comunico che fra le persone per cui ho firmato l’autorizzazione a procedere, per presunte offese al capo dello Stato, ci sono: il ‘padre fondatore’ e garante del MoVimento, Beppe Grillo, il mio collega e amico, Carlo Sibilia, il padre del mio amico fraterno Alessandro Di Battista e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato invece di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Ovviamente non ho fatto alcuna distinzione e ho firmato tutte le richieste; mi chiedo come mai fossero state lasciate lì a prendere polvere oppure, come ho potuto constatare, lasciate a dormire in segreteria dopo che era stato negato il consenso. Il cambiamento passa anche da qui”.

Ha creato non poche polemiche l’intervista rilasciata da Cristina Parodi a Rai Radio 2. La conduttrice di casa Rai ha attaccato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, o meglio, i suoi elettori, e di conseguenza la Lega si è sentita tirata in ballo, chiedendo che la stessa si dimetta dalla Rai. La notizia ha fatto in breve tempo il giro del web, e sui social è una delle più discusse.

Quota 100 partirà a febbraio, la pensione di cittadinanza in primavera; circa 1 miliardo di euro poi dovrebbe essere recuperato dal taglio delle pensioni d’oro, mentre per le lavoratrici è stata confermata la proroga di Opzione Donna. È questo quanto previsto in tema di pensioni dalla Legge di Bilancio 2019 approvata dal Consiglio dei Ministri; la manovra adesso verrà presentata in UE, mentre l’inizio dell’iter parlamentare è previsto per i primi di novembre con l’approvazione definitiva del testo che arriverà per la fine di dicembre. L’agenzia Moody’s taglia il rating dell’Italia a Baa3, ultimo gradino prima del livello “spazzatura”, da Baa2 con outlook stabile. La decisione di Moody’s di tagliare il rating dell’Italia è legata a un “cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato “rispetto alle attese”. Fonti di Palazzo Chigi: “Tutto come previsto”.

L’attesa bocciatura alla fine è arrivata: la Commissione Ue ha deciso di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano e di chiederne uno nuovo, che dovrà essere inviato entro tre settimane a Bruxelles. Lo ha stabilito il collegio dei commissari: dall’esecutivo europeo è giunta la richiesta “di sottomettere di nuovo il Documento programmatico di bilancio”. Il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, insieme al commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, in conferenza stampa ha ufficializzato il passo: “E’ con molto dispiacere che sono qui oggi, per la prima volta la Commissione è costretta a richiedere ad uno Stato di rivedere il suo Documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternative. Sfortunatamente i chiarimenti ricevuti ieri – con la lettera del ministro Tria – non erano convincenti”. Un passo che secondo il ministero dell’Economia “era ampiamente previsto” e al quale “risponderemo nei tempi previsti”.

Salvini non vuole passare per fesso, Di Maio non vuole passare per bugiardo. Continua il singolare e grottesco botta e risposta a distanza tra Lega e M5S sul condono previsto dal decreto fiscale, e che domani sarà rivisto nel Consiglio dei ministri convocato dal premier Giuseppe Conte per sciogliere il nodo dell’articolo 9. Da un lato il leader della Lega dal Trentino, dove è impegnato per la campagna elettorale, si è detto disponibile a rivedere al norma contestata che consente, oltre a una “pacificazione” fiscale per le piccole somme non versate al Fisco anche lo scudo penale e il rientro di capitali dall’estero. Ma al tempo stesso ha ricordato che “Conte leggeva e Di Maio scriveva” quello che era il frutto dell’accordo politico. Accordo sul condono fra Lega e 5 stelle sul decreto fiscale dopo lo scontro degli ultimi giorni. L’intesa filtra dal Consiglio dei ministri prima che il premier Giuseppe Conte e i due vice Matteo Salvini Luigi Di Maio si presentino in conferenza stampa a Palazzo Chigi. L’accordo prevede lo stralcio del cosiddetto «scudo penale» e della questione dei capitali e beni all’estero, i provvedimento che avevano fatto gridare i grillini al condono.

Le penali in caso di sospensione del Tap ci sono, e sono molto elevate. Lo assicura Luigi Di Maio che interviene nella polemica tra il governo e tre parlamentari M5s che avevano accusato Conte sostenendo che stesse sbagliando e che non ci fosse alcuna sanzione di pagare nel caso in cui il governo avesse decido di non proseguire i lavori per il gasdotto che dovrebbe approdare in Salento. “Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte del Tap per tre mesi. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo. Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. Immediata la risposta del suo predecessore, Carlo Calenda, che precisa: “Di Maio si sta comportando da imbroglione, come su Ilva. Non esiste una penale perché non c’è un contratto (fra lo Stato e l’azienda Tap ndr) ma, in caso, una eventuale richiesta di risarcimento danni” da parte dell’impresa “visto che sono stati fatti investimenti a fronte di un’ autorizzazione legale”. 

Accordo raggiunto tra Movimento 5 stelle e Lega sulle nomine Rai. Si tratta di Giuseppe Carboni al Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2, Giuseppina Parteniti al Tg3, Luca Mazzà alla Radio e Alessandro Casarin al Tgr.

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