Centrodestra

Salvini, via alla nuova Lega: sovranista per statuto e senza Alberto da Giussano

Salvini vara la nuova Lega: via dal simbolo Alberto da Giussano
Lega per Salvini Premier

I soci fondatori, oltre a Matteo Salvini, sono il ministro Lorenzo Fontana, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, il tesoriere Giulio Centemero e Roberto Calderoli. Sono loro che hanno costituito la Lega per Salvini premier, il partito destinato a sostituire in tutto e per tutto la vecchia Lega Nord per l’Indipendenza della Padania fondata da Umberto Bossi. E sono loro che rappresenteranno in tutto e per tutto il consiglio federale, l’organo massimo della nuova Lega, in attesa che i congressi ne eleggano i nuovi rappresentanti.

L’avvio del nuovo partito, il cui Statuto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 14 dicembre dell’anno scorso, è ormai imminente. In Lega si riteneva che Matteo Salvini ne avrebbe cominciato a parlare al consiglio federale convocato per oggi, a prescindere dalla formulazione dell’ordine del giorno che — quella sì — non cambia mai: «Comunicazioni del segretario federale». In realtà, il leader leghista pare che per oggi preferisca limitarsi a fare il punto politico della situazione all’indomani delle elezioni per la Lega vittoriose in Trentino e in Alto Adige. Quella che un tempo si chiamava «l’analisi del voto»: «Sono tre mesi che non ci vediamo tutti insieme— avrebbe spiegato — e dunque era venuto il momento».

Però, appunto, è ormai questione se non di giorni, al massimo, di settimane. Poi, appunto, la parola Nord scomparirà per sempre dall’orizzonte del nuovo partito, che peraltro nazionale lo è ormai da un pezzo. L’articolo 1 dello Statuto non parla più dell’indipendenza della Padania: la «Lega per Salvini premier è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità la trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale attraverso metodi democratici ed elettorali». In compenso, nella carta fondante del partito salviniano entra in modo esplicito il sovranismo: sempre all’art.1 si sancisce che la Lega «promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo».

La struttura della «Lega per Salvini premier» per qualcuno curiosamente ricorda addirittura «quella del Partito democratico, con un partito holding a cui poi si agganceranno le associazioni territoriali a livello regionale». In realtà, non soltanto quelle: l’idea è che alla confederazione leghista possano legarsi anche realtà di tipo partitico o forze politiche locali. Per esempio, resta da capire se il Partito sardo d’azione entrerà formalmente nella Lega. Di certo, i gruppi parlamentari hanno già assunto la nuova denominazione. Mentre il simbolo — da non confondere con il contrassegno elettorale — è destinato a cambiare: il guerriero di Legnano (quello comunemente chiamato l’Alberto da Giussano) esce di scena. Sostituito da un semplice rettangolo «di colore blu in cui campeggia la scritta «Lega per Salvini premier» in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco». Cosa diversa è il contrassegno elettorale in cui «l’Albertino» potrebbe continuare ad apparire.

Tutti i militanti si iscriveranno al nuovo partito, in modo tale che la vecchia Lega risulterà, semplicemente, svuotata. Di anzianità, dunque, sarà impossibile parlare. I militanti del sud, che nella vecchia Lega sarebbero «giovanissimi», avranno la stessa età d’iscrizione di chi è leghista da 25 anni. Resterà, però, l’attuale divisione tra «soci sostenitori» e «soci ordinari militanti». In cui i primi sono in una sorta di periodo di prova, prima di diventare militanti a tutti gli effetti con «diritto di intervento, di voto e di elettorato attivo e passivo». Resta il divieto di iscrizione a segrete, «occulte o massoniche». Formalmente, in capo alla vecchia Lega resta anche la rateazione dei 49 milioni per i fondi che sarebbero stati percepiti illecitamente dal partito tra il 2008 e il 2010 e per cui è stato condannato Umberto Bossi.

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