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Per Cristina Parodi la vittoria di Salvini deriva da ignoranza e paura

Matteo Salvini e Cristina Parodi

Ha creato non poche polemiche l’intervista rilasciata da Cristina Parodi a Rai Radio 2 la mattina di ieri. La conduttrice di casa Rai ha attaccato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, o meglio, i suoi elettori, e di conseguenza la Lega si è sentita tirata in ballo, chiedendo che la stessa si dimetta dalla Rai. La notizia ha fatto in breve tempo il giro del web, e sui social è una delle più discusse. Le reazioni sono quasi perfettamente divise a metà: da una parte chi attacca la Parodi, difendendo il carroccio, dall’altra chi si scaglia contro la Lega, la cui reazione sarebbe stata eccessiva. Questo ad esempio il pensiero su Twitter di Fabrizio: «La moglie di un politico del #PD non può abbandonarsi a giudizi sugli avversari del marito mentre ricopre un incarico pubblico pagato da tutti. Deve essere super partes». Così invece Maria, che difende la giornalista: «Quindi una giornalista,in un Paese ancora libero e democratico,non può esprimere la propria opinione, sul governo in carica. Siamo già alle epurazioni stile Erdogan? Poi erano gli altri a portarci deriva autoritaria. La lega ha perso un’altra buona occasione per zittire». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

Salvini ha chiuso la querelle, ma la polemica resta su tutti e due i fronti: i leghisti che, dopo le continue puntate di Fazio e Berlinguer contro il Governo spingono per un cambio radicale dei programmi Rai, e ora si inalberano per le parole della Parodi, dall’altro il Pd e tutte le opposizioni di sinistra che difendono la giornalista ex Domenica In (nonché moglie di Giorgio Gori, sindaco dem) perorano la causa anche (e soprattutto) per dimostrare che la Lega salviniana è più vicina ad Orban di quanto si creda. In realtà proprio l’intervento di Salvini ha smentito qualsiasi “cacciata” o “epurazione” in stile staliniano o Stasi: ma dietro agli attacchi del Pd (come avvenuto in tanti altri casi nel passato anche per altre formazioni politiche) resta sempre una domanda che ogni cronista serio dovrebbe porre semplicemente. Se un esponente della tv pubblica avesse detto che il successo di Renzi, Gentiloni, Martina (ma anche Berlusconi, Di Maio, D’Alema, Meloni ecc ecc) deriva da ignoranza e paura della gente, quale sarebbe stata la reazione? Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo la polemica si rinnova di ora in ora, ovviamente, sui social. (agg, di Niccolò Magnani)

Come vi abbiamo raccontato, la Lega ha chiesto le dimissioni dalla Rai della conduttrice Cristina Parodi, rea “di aver offeso Matteo Salvini” nel corso di un’intervista. Ma è lo stesso segretario federale del Carroccio a frenare sull’eventualità: “Non siamo gli Anzaldi di turno, nessuno intende cacciare la Parodi dalla tv. Stia tranquilla, ringrazio i parlamentari della Lega per la difesa. Noi cercheremo di migliorare il servizio pubblico, ma non lo faremo utilizzando dei metodi che appartengono a qualcuno che ci ha preceduto”. Il ministro dell’Interno ha sottolineato di voler chiamare i parlamentare e dirgli “di lasciare che siano gli altri a fare polemiche”. Al fianco dell’ex conduttrice di Domenica In si è schierata Anna Rita Leonardi, esponente del Pd: “Cristina #Parodi è giornalista e conduttrice tv. Giorni fa ha rilasciato un’intervista in cui diceva di non apprezzare Salvini. Oggi esponenti della Lega Nord chiedono, per questo motivo, le sue dimissioni dalla Rai. Zittire i dissidenti: prove tecniche di regime fascioleghista”. 

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