Economia

Governo Conte: quarto mese

Danilo Toninelli

Il 4 marzo è stato una rivoluzione elettorale. Ma un esecutivo rivoluzionario sarebbe stato l’ennesima follia italiana. Dunque, «governo del cambiamento». Più nelle intenzioni che nei fatti, ma cento giorni non sono tanti e almeno fino alle elezioni europee c’è tempo per lasciare il segno. Di sicuro è cambiata, e parecchio, la narrazione e la realtà della politica al tempo del governo giallo-verde che, per la prima volta nella recente storia italiana, sta vantando l’89,50 di ministri nuovi. Ossia mai andati al potere prima di questa volta. Un susseguirsi di stop and go (no all’obbligo vaccinale a scuola, e invece sì), di fedeltà alle promesse elettorali ma in modica quantità (reddito di cittadinanza e flax tax hanno perso punti, ma resistono) e di svolte impreviste (dal «Me ne frego» della Ue di Salvini al «Sono rispettoso dei vincoli europei e non voglio sfidare Bruxelles»), di sforzo per capire i margini e le compatibilità («tempesta finanziara d’autunno» paventata da Giorgetti arriverà davvero? e il «cigno nero»? e Mattarella e i suoi ministri aiuteranno o freneranno?) e di show popolari o populisti come la rottamazione virtuale dell’Air Force Renzi da parte di Di Maio. Molto qualificante l’inizio della riscrittura della politica estera con l’aiuto di Trump (l’incontro con il presidente americano è stato il massimo punto di visibilità del premier Conte) e con la lotta all’asse franco-tedesco, fino all’avvicinamento salvinista ai Paesi di Visegrad sotto l’occhio benevolo di Putin.

Il CdM, su proposta del Presidente Conte e del Ministro Salvini, ha approvato un decreto-legge (denominato Decreto Sicurezza e Immigrazione o Decreto Salvini) che introduce disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, di sicurezza pubblica e misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nonché in materia di giustizia sportiva e di regolare svolgimento delle competizioni sportive.

Il Pd supera la prova della piazza. «Siamo 70mila», esultano gli organizzatori della manifestazione in piazza del Popolo, a Roma. Dal palco il segretario Maurizio Martina ringrazia e i sostenitori rispondono in coro con un appello ai dem verso il congresso ma ancora divisi: «Unità, unità», grida la folla. Tra i manifestanti si muovono i big, da Renzi a Gentiloni a Zingaretti «Oggi chi già teneva le bottiglie di champagne, perché loro brindano a champagne, per brindare al fallimento del Pd rimetta le bottiglie a posto e si prepari perché il partito combatterà dalla Val D’Aosta alla Sicilia per salvare l’Italia», commenta il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd. «In Italia c’è un governo che sfrutta i problemi delle persone ma non li risolve – ha aggiunto – anzi li aggrava perché sono politiche che non guardano al lavoro, alla formazione, alla scuola e all’università ma creano altri debiti che i giovani dovranno pagare. Quindi siamo qua per dire che i democratici saranno in prima fila per ricostruire una alternativa a chi ha preso i voti raccontando i problemi ma non li risolve».

Una piazza rossa contro l’intolleranza a Milano. Oltre 25mila persone hanno risposto all’appello di Anpi, Aned e Sentinelli che hanno indetto un pomeriggio di protesta contro le politiche del governo. Una distesa di magliette rosse e di fazzoletti partigiani che ha presidiato la piazza fino al tramonto, fra le bandiere di Emergency, degli ecologisti e dei movimenti Lgbt, gli striscioni dei rifugiati ospiti degli Sprar e quelli delle comunità d’accoglienza, arrivate a Milano con i pullman da Liguria e Piemonte.

“In manovra ci aspettiamo 10 miliardi per il reddito di cittadinanza o chiederemo le dimissioni del ministro Tria“. È quanto dicono fonti qualificate del M5s all’Ansa, commentando il dibattito interno al governo in vista della legge di bilancio. Il tema tiene banco tra i parlamentari pentastellati, che sottolineano l’importanza della misura, bandiera M5s. “Se vogliamo tutelare prima gli italiani – dichiara il vicepresidente della commissione Lavoro Davide Tripiedi – la prima cosa da fare è il reddito di cittadinanza”. Giovanni Tria finisce nuovamente sotto accusa. Il Movimento 5 Stelle è irritato per la decisione del ministro dell’Economia di procedere a una nomina molto importante senza consultarsi con i partiti di maggioranza.

Giovanni Tria ha indicato Domenico Fanizza per l’executive board del Fondo Monetario Internazionale, al posto di Alessandro Leipold. Quest’ultimo era stato nominato dal Governo di Paolo Gentiloni a settembre del 2017, al posto di Carlo Cottarelli. In passato anche Pier Carlo Padoan ha ricoperto quell’incarico.

Il CdM, su proposta dei Ministri competenti, ha deliberato l’attribuzione del titolo di Viceministro ai seguenti Sottosegretari: on. Dario Galli allo sviluppo economico; on. Edoardo Rixi alle infrastrutture e trasporti; on. prof. Lorenzo Fioramonti all’istruzione, università e ricerca.  Il CdM, su proposta del Ministro Salvini, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), in considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali, ha deliberato la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Borgetto (provincia di Palermo) e del Consiglio comunale di Canolo (provincia di Reggio Calabria). Il CdM, su proposta del Ministro Salvini, ha deliberato la proroga dello scioglimento dei Consigli comunali di Laureana Di Borrello (provincia di Reggio Calabria), Bova Marina (provincia di Reggio Calabria), San Felice a Cancello (provincia di Caserta), Parabita (provincia di Lecce).

E fu così che lo chiamarono Toni Nulla. Non è casuale se dopo due mesi e mezzo dall’insediamento del Governo Conte il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli sia il più bersagliato dai comici e nei social. Diciamo che il giovane di Crema ci mette molto del “suo”. Nei giorni scorsi su Instagram ha pubblicato una foto in cui appare felice e spensierato sulla poltrona dei suo coiffeur con la scritta “Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere”. Una triste ironia che fa subito pensare alla tragedia del ponte Morandi, una questione sulla quale il ministro dice di voler revocare la concessione ad Autostrade. Intervenuto a margine di una cerimonia pubblica, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha commesso un altro grosso errore riguardo la tragedia del ponte Morandi. Nel descrivere lo scenario futuro del ponte, il ministro si è lanciato in una descrizione fin troppo ottimistica: “L’obiettivo non è solo quello di rifare bene il ponte Morandi  ma di renderlo un luogo vivibile. Un luogo d’incontro in cui le persone possono vivere, possono giocare, possono mangiare. Dobbiamo portare avanti questo, penso sia un risultato doveroso per i genovesi e per l’Italia tutta“.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani, ha esaminato nove leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Marche n. 22 del 28/06/2018, recante “Modifica alla legge regionale 12 ottobre 2009, n. 24 “Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, in quanto alcune norme eccedono dalle competenze regionali e si pongono in contrasto con la competenza esclusiva statale in materia ambientale (art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione), cui fa capo la disciplina dei rifiuti, che, per costante giurisprudenza costituzionale, riserva allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniformi sull’intero territorio nazionale la legge della Regione Puglia n. 28 del 29/06/2018, recante “Norme in materia di prevenzione, contenimento ed indennizzo dei danni da fauna selvatica. Disposizioni in materia di smaltimento degli animali da allevamento oggetto di predazione e di tutela dell’incolumità pubblica”, in quanto alcune disposizioni in materia di controllo della fauna selvatica si pongono in contrasto con quanto stabilito in proposito dalle norme statali di riferimento, invadendo in tal modo la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione

Il CdM, su proposta del Ministro Bonafede, ha approvato un disegno di legge (denominato Decreto Spazza-Corrotti). Il Daspo per i corrotti e la possibilità di utilizzare anche per i reati contro la pubblica amministrazione l’agente sotto copertura. Sono i due punti principali introdotti dal disegno di legge contenente misure per il contrasto alla corruzione, battezzato come “Spazza corrotti”.

Il CdM, su proposta del Ministro Tria, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che dà attuazione all’articolo 1, comma 4, della legge 23 giugno 2014, n. 89, che consente al Governo di apportare, mediante uno o più decreti legislativi, le necessarie modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, relativo al completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato.

Di Maio l’onnipotente: “Aboliremo la povertà” ha comunicato in televisione. Non una televisione qualsiasi, la Rai, Bruno Vespa, Porta a Porta. Di Maio il misericordioso: “Aboliremo la povertà”. Da marzo 2019 o giù di lì la povertà comincerà ad essere abolita. E, come ha detto Manlio Di Stefano sottosegretario anche lui in missione al governo per conto del popolo,  “gli ultimi saranno i primi”. A Di Stefano deve averla detta così Di Maio il profeta. Altrimenti, l’avesse letta altrove, questa degli ultimi e dei primi Di Stefano non l’avrebbe diffusa, non senza il preventivo visto si dica di Rocco Casalino.  A fine giornata la borsa di Milano perde 22 miliardi di capitalizzazione. È il primo effetto concreto della legge di bilancio di cui ieri si è definita la cornice. Ma il governo fa spallucce. A partire da Giuseppe Conte. “I mercati non conoscono i dettagli della manovra” si è difeso il presidente del Consiglio. Sia la Lega sia il Movimento 5 stelle tirano dritto. L’euforia di aver sfondato il vallo di Tria e essersi riversati fino ad ottenere il 2,4% del rapporto deficit/Pil ha rinsaldato l’alleanza gialloverde.

Il Ministro Moavero Milanesi si reca in Libia per incontrare il generale Khalifa Haftar. Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, e il maresciallo Khalifa Haftar hanno avuto oggi a Bengasi un lungo e cordiale colloquio che ha rilanciato lo stretto rapporto con l’Italia, in un clima di consolidata fiducia. Lo fa sapere la Farnesina, che spiega che fra i due vi è stata ampia convergenza per un’intensa cooperazione e sul comune impegno per una Libia unita e stabile. “Decidere liberamente proprio destino” “L’Italia – ha sottolineato Moavero – attribuisce grande importanza al mantenimento di un attivo dialogo con tutti coloro che guardano al futuro della Libia con leale amicizia, nello schietto interesse del suo popolo e della sua piena autodeterminazione.

Ci ha dovuto pensare la direttrice Eva degl’Innocenti, a ricordare al ministro e vicepremier Luigi Di Maio dell’esistenza del Mar.Ta, lo splendido Museo archeologico nazionale di Taranto, da pochi anni oggetto di un eccellente riallestimento e in tempi ancor più recenti inserito dall’ex ministro Franceschini nella lista dei cosiddetti supermusei del Mibac(t). Il vicepremier pentastellato, infatti, mentre ancora la rete s’interrogava sull’incredibile gaffe (o presunta tale, secondo qualcuno) in merito agli sforzi della Puglia per la città di Matera (in Basilicata), e mentre ancora i più fantasiosi utenti del web producevano spassosi meme su umani iperidratati con un 90% d’acqua nel proprio corpo, ha infelicemente dichiarato che “Taranto non ha musei degni della Magna Grecia“, scatenando reazioni di ogni sorta, da quella dell’ex premier Matteo Renzi (che ha twittato un caustico “Salvate il soldato Di Maio”) a quello della direttrice, appunto, che lo ha elegantemente invitato per una visita. Al di là dello scivolone, viene davvero da chiedersi come abbia fatto, Di Maio, a non notare un gioiello come il Mar.Ta: non certo un oscuro sito di frontiera per soli addetti ai lavori, ma un vero e proprio scrigno di bellezze nel cuore di una città che per il ministro del Lavoro dovrebbe aver avuto nelle scorse settimane un posto speciale in agenda.

La Camera approva, con voto di fiducia, il Decreto Milleproroghe 2018 con 329 sì, 220 no e 4 astenuti.  Dai vaccini allo slittamento della riforma del credito cooperativo e di quella delle intercettazioni telefoniche. Sono tanti i temi affrontati dal primo decreto Milleproroghe 2018, a cui ne dovrebbe seguire un altro a fine anno. Il decreto MIlleproroghe è legge dello Stato. Il Senato ha infatti approvato definitivamente il contestatissimo provvedimento con 151 voti a favori, 93 contrarti e 2 astenuti. Un via libera arrivato fra altre polemiche e contestazioni in aula e fuori. Ad accendere ancor più gli animi è arrivata anche la dichiarazione di voto finale di Matteo Renzi che ha attaccato duramente governo e maggioranza. “Anche sui vaccini il tempo sarà galantuomo e spero che ognuno di voi senta la responsabilità di votare contro i propri figli. Vi auguriamo che non vi accorgiate tra qualche anno di aver fatto del male ai nostri e vostri figli”, ha detto l’ex premier.

Il CdM, su proposta del Presidente Conte, ha approvato un decreto-legge (denominato Decreto Genova o Decreto Emergenze) che introduce disposizioni urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture.

La procura di Genova ha accolto la richiesta della Lega per la restituzione dei 49 milioni di euro rubati agli italiani in oltre ottant’anni di rate da 600 mila euro all’anno. Stando alla media sull’aspettativa di vita, Salvini morirà prima di aver restituito i soldi degli italiani che ha già indebitamente speso.
Confermandoci che la legge non è uguale per tutti, il cittadino non potrà dire di aver giá speso i soldi che avrebbe dovuto versare in tasse per chiedere che siano gli eredi ad occuparsene. Curioso è come i calcoli forniti dai leghisti paiano presumere che la rateizzazione pressoché secolare non comporterà alcun interesse sulla somma dovuta mentre ai cittadini lo stato riserva trattamenti vicini all’usura.

Il CdM, su proposta del Ministro Bongiorno, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge (Riforma Concretezza) che introduce interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo.  Le novità introdotte sono numerose ma nel testo del disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione spicca soprattutto la nuova stretta contro gli statali assenteisti. Partono i controlli biometrici e i dipendenti pubblici potranno essere identificati tramite impronte digitali o dall’iride.

Il Senato approva in via definitiva con 261 si, un’astensione e nessun voto contrario la nuova normativa sui seggiolini per neonati. Una legge che rappresenta un importante passo avanti per la sicurezza stradale dei bambini. L’Aula del Senato ha approvato definitivamente, con 261 voti a favore, un’astensione e nessun voto contrario il disegno di legge per prevenire l’abbandono in auto dei bambini piccoli, fino a quattro anni. Il testo, già licenziato dalla Camera, non avendo subito modifiche al Senato, è divenuto legge dello Stato. La nuova normativa  Dal primo luglio del 2019 le auto che trasportano bambini di età fino a 4 anni dovranno essere equipaggiate con un dispositivo elettronico che avvisa della  presenza dei passeggeri più piccoli. Il provvedimento si compone di quattro articoli e modifica l’articolo 172 del Codice della Strada. In particolare inserisce tra le fattispecie sanzionate per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini, anche l’assenza di un congegno di allarme.

Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. La commissione parlamentare di Vigilanza ha dato parere favorevole alla nomina del vicedirettore del Giornale. I voti favorevoli sono stati 273 i contrari, una scheda nulla e una bianca (che come da prassi è del presidente della commissione Alberto Barachini di Forza Italia). Hanno votato 32 componenti della bicamerale su 40, perché il gruppo del Pd non ha partecipato per protesta. Alla maggioranza qualificata sono mancati 3 voti, ma è stato raggiunto lo stesso il quorum di due terzi previsto dalla legge per rendere efficace la nomina indicata dal consiglio d’amministrazione di viale Mazzini. A favore hanno votato LegaMovimento Cinque StelleForza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari i parlamentari di Liberi e Uguali. Il nome di Foa era stato bocciato in un primo tempo, il primo d’agosto: in quel caso era stato decisivo proprio il no di Forza Italia che aveva lamentato soprattutto il metodo “impositivo” del nome di Foa. Ora la posizione degli azzurri è cambiata. 

David Ermini, 59 anni, deputato del Pd per due legislature e avvocato penalista, é il nuovo vicepresidente del Csm. È stato eletto dal plenum di Palazzo dei Marescialli, presieduto dal capo dello Stato. Ma il Movimento cinque stelle va all’attacco: ‘”È incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio superiore della magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile”, scrive il vicepremier Luigi Di Maio in un post su Facebook, commentando così l’elezione di David Ermini a vicepresidente del Csm e conclude: “Il Sistema è vivo e lotta contro di noi“.

Il Ministro Di Maio firma l’adesione dell’Italia alla Blockchain Partnership Initiative europea per lo sviluppo economico del settore del blockchain. L’Italia punta sulle tecnologie emergenti ed in Europa porteremo la nostra visione assicurando il mantenimento del carattere decentralizzato della Blockchain e le eccellenze italiane che operano con questa tecnologia in vari ambiti dai servizi pubblici alla tutela del Made in Italy. Il futuro inizia ora!”. Così il vicepremier Luigi Di Maio a Bruxelles. “Lo scopo principale della collaborazione tra gli Stati membri – aggiunge il vicepremier – sarà lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo, soprattutto al fine di promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, aiutare a creare nuove opportunità di business e stabilire nuove aree di leadership dell’Ue a beneficio dei cittadini, dei servizi pubblici e delle aziende. A livello regolamentare si tenderà alla creazione di un ambiente flessibile, che rispetti le leggi dell’Unione Europea attraverso chiari modelli amministrativi”.

« Il Coni ha ufficializzato che la candidatura italiana per i giochi olimpici invernali 2026 sarà quella di Milano-Cortina»: lo ha annunciato durante la riunione della Giunta regionale il presidente della Lombardia Attilio Fontana. «Il Governo ha esaminato il dossier della candidatura italiana ai Giochi invernali del 2026 con spirito olimpico, cercando di creare il necessario entusiasmo rispetto a un progetto così importante e affascinante. Abbiamo cercato di non dividere il paese, promuovendo una candidatura condivisa con alla base sostenibilità ambientale e contenimento dei costi. Questo non è stato possibile, e in questo momento non abbiamo una proposta a due punte visto che ho ascoltato finora solo intendimenti». Lo ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’interrogazione a risposta immediata su questioni in materia di sport svolta questa mattina presso la Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera. «Torino forse rilancia da sola, Milano e Cortina dicono di volersi proporre assieme – ha aggiunto Giorgetti rispondendo all’interrogazione del deputato di Forza Italia, Marco Marin -. L’atteggiamento del Governo, che ho ribadito a tutti gli interessati e anche al Coni, è che questo tipo di proposte avranno il sostegno del Governo, ma non dal punto di vista economico. Dovranno dimostrare di poter sopperire da soli a tutte le esigenze organizzative e infrastrutturali. Noi ovviamente vediamo con favore l’organizzazione dei Giochi però a questo punto visto che non c’è stata una candidatura italiana, ciascuno dovrà dimostrare di essere in grado di farvi fronte. A quel punto il sostegno del Governo chiaramente non mancherà»

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