Economia

Presentata la prima manovra gialloverde

Presentata la prima manovra gialloverde
Presentata la prima manovra gialloverde

A fine giornata la borsa di Milano perde 22 miliardi di capitalizzazione. È il primo effetto concreto della legge di bilancio di cui ieri si è definita la cornice. Ma il governo fa spallucce. A partire da Giuseppe Conte. “I mercati non conoscono i dettagli della manovra” si è difeso il presidente del Consiglio. Sia la Lega sia il Movimento 5 stelle tirano dritto. L’euforia di aver sfondato il vallo di Tria e essersi riversati fino ad ottenere il 2,4% del rapporto deficit/Pil ha rinsaldato l’alleanza gialloverde.

Da entrambi gli schieramenti arrivano segnali di una rinnovata fiducia nella tenuta dell’esecutivo. Spazzate via come d’incanto le tensioni su migranti, Genova, sicurezza. In entrambi i quartieri generali il ragionamento è semplice: i margini ottenuti per la prossima manovra sono ampiamente sufficienti per dare seguito a una buona parte delle promesse fatte in campagna elettorale. Gli effetti si vedranno già nei primi mesi del 2019, in tempo per capitalizzare il consenso nelle urne delle prossime europee.

C’è tuttavia un pezzo della compagine che vive nella stanza dei bottoni molto più fredda nel giudicare le ultime 48 ore. È quella leghista che passa per l’asse dei governatori del nord, e ha come riferimento nei palazzi romani in Giancarlo Giorgetti. Il sottosegretario è il collettore di una serie di malumori e di preoccupazioni che si possono riassumere in una parola: “incoscienza”. Perché l’ala più prudente delle camicie verdi considera lo svenarsi per il reddito di cittadinanza, misura considerata di puro assistenzialismo e lontana da qualsiasi logica sviluppista, una follia. Sono molti tra i colonnelli in camicia verde ad aver ironizzato sul claim di Luigi Di Maio “noi aboliremo la povertà”. Giorgetti, lui stesso tra i più cauti, sta provando a spargere acqua sul fuoco. Ma sta anche predicando calma: il sentiero intrapreso è stretto, e va gestito con sapienza e limando al millimetro le trattative con l’Europa. Sapendo, tra l’altro, che di fronte alle istituzioni comunitarie chi sarà chiamato a difenderla sarà chi più l’ha osteggiata, vale a dire il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

In pubblico gli accenti sono diversi. Il Carroccio mostra i muscoli. “Se l’Europa ci boccia la manovra noi andremo avanti”, ha tuonato Matteo Salvini. Più prudente, come di consueto quando si parla di temi comunitari, la posizione di Di Maio: “Ora parte l’interlocuzione con l’Ue e con i grandi investitori privati e non abbiamo intenzione di andare allo scontro”.

Nonostante le diverse sfumature di toni, il capo politico del Movimento 5 stelle è estremamente determinato. “Dopo che abbiamo forzato la mano e vinto la nostra battaglia non possiamo arretrare di un millimetro”, il ragionamento fatto con il suo cerchio più stretto. Il vicepremier sa di aver stressato la battaglia politica: la foto festante della compagine di ministri sul balcone di Palazzo Chigi (solo Giovanni Spadolini vi si affacciò, nel 1982: festeggiava la vittoria del mondiale di calcio) è un punto di non ritorno. Di Maio è corroborato dall’onda dell’entusiasmo che ha avvolto tutti i suoi. A partire dai colleghi di governo, fino all’intero gruppo parlamentare, che si è riversato in piazza alzando cori da stadio nei confronti del leader. E sono pochissime le voci critiche che si levano nel Movimento. Una di queste, di un certo peso, si confida a patto di rimanere anonima: “Mi sembra che Luigi non si renda bene conto di dove potrebbe portarci la strada che abbiamo intrapreso. Perché va bene fare il reddito, ma dobbiamo stare attentissimi a non passare per quelli che hanno mandato a gambe all’aria il paese”.

L’intenzione del ministro del Lavoro è quella di giocarsi fino in fondo la partita sul piano negoziale. Perché non vuole scossoni che pregiudichino la messa in campo della misura sulla quale il M5s ha fondato la sua storia politica. E vuole evitare a tutti i costi un frontale con Bruxelles. Lunedì, all’Ecofin, si avrà un primo assaggio di quel che saranno le prossime settimane. Ma al volante ci sarà Tria.

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