Europa

Elezioni Svezia: vincono i socialdemocratici perdendo voti. Exploit per l’estrema destra.

Elezioni Svezia: vincono i socialdemocratici perdendo voti. Exploit per l’estrema destra.

Non è uscito fuori nessun vincitore dalle elezioni in Svezia di domenica 9 settembre, con il voto nel paese scandinavo che è stato l’ultima consultazione di un paese dell’Unione prima delle elezioni europee del maggio 2019.

C’era grande attenzione per la situazione in Svezia anche alla luce degli ultimi sondaggi che davano in forte crescita il partito di destra dei Democratici Svedesi. I risultati però parlano di una situazione di sostanziale impasse.

Questi sono i risultati ufficiali delle elezioni in Svezia del 9 settembre 2018, spoglio di 6004 distretti su 6004 per un’affluenza del 84,4%, con tanto dei seggi che sarebbero stati assegnati a ciascun partito.

  • Partito Socialdemocratico – 28,4% (101 seggi)
  • Partito Moderato – 19,8% (70 seggi)
  • Democratici Svedesi – 17,6% (62 seggi)
  • Partito di Centro – 8,6% (31 seggi)
  • Partito della Sinistra – 7,9% (28 seggi)
  • Cristiano Democratici – 6,4% (23 seggi)
  • Liberali – 5,5% (19 seggi)
  • Verdi – 4,3% (15 seggi)

Visti i risultati e considerando che al Riksdag vengono eletti 349 parlamentariL’Alleanza dei quattro partiti di centrodestra (Moderati, Partito di Centro, Cristiano Democratici e Liberali) con 143 seggi sarebbe davanti al duo Socialdemocratici-Verdi che non vanno oltre i 126 seggi.

Buono il risultato dei Democratici Svedesi, non facenti però parte de L’Alleanza, che si migliorano rispetto a quattro anni fa senza comunque sfondare come ipotizzato alla vigilia. Bene infine anche il Partito della Sinistra, che però non dovrebbe fare squadra post poto con i Socialdemocratici e i Verdi.

Visto che la soglia della maggioranza è di 175 parlamentari, nessun partito o coalizione ha i numeri per formare un nuovo governo. Visto lo stallo, i Socialdemocratici avrebbero lanciato un appello ai centristi per unirsi contro i “nazisti” dei Democratici Svedesi.

In Svezia sostanzialmente ha sempre governato fin dagli albori del ‘900 il Partito Socialdemocratico, con il primo ministro Stefan Löfven che guida attualmente il paese assieme ai Verdi.

Nel paese vige una monarchia costituzionale parlamentare, con il sistema elettorale che è di tipo proporzionale con liste di partito sia a livello nazionale che regionale. In totale sono 349 i parlamentari che verranno eletti al Riksdag.

Difficile quindi che un partito possa riuscire a ottenere da solo la maggioranza assoluta al Riksdag, con le alleanze post voto che sono ormai una prassi consolidata come in quasi tutti i sistemi proporzionali.

Anche il 9 settembre è stato Stefan Löfven a rappresentare il Partito Socialdemocratico, mentre gli alleati di governo dei Verdi si sono presentati con la loro lista guidati da Gustav Fridolin e Isabella Lövin.

Chi invece non è entrato nella scorsa maggioranza è il Partito della Sinistra che ha come leader Jonas Sjöstedt, una forza politica questa quindi che è stata di opposizione rispetto al governo Löfven.

Tutti i vari partiti di centrodestra fanno parte poi della cosiddetta Alleanza: Partito Moderato, Partito di Centro, Liberali e Cristiano Democratici, correranno tutti da soli pronti poi a coalizzarsi dopo il voto.

Essendo il Partito Moderato la forza politica di maggior peso, in caso di vittoria elettorale il primo ministro potrebbe essere la loro leader Anna Kinberg Batra.

Infine ci sono i Democratici Svedesi guidati da Jimmie Åkesson, un partito di destra in grande ascesa che nonostante la sua collocazione all’opposizione ha scelto di non fare parte dell’Alleanza.

Alle elezioni del 2014 il Partito Socialdemocratico prese il 31,3% dei voti, i Moderati il 23,2%, i Democratici Svedesi il 12,9% e i Verdi il 6,8%. Un risultato che permise al candidato dei socialdemocratici Löfven di dar vita a un governo rosso-verde.

Adesso però il Partito Socialdemocratico, fiaccato anche dalla crescita del Partito della Sinistra, nonostante l’alleanza con i Verdi è finito dietro ai quattro partiti di centrodestra. A prescindere, l’exploit dei Democratici Svedesi sarà un fattore del quale il prossimo governo dovrà tenere conto.

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