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Dl Motovedette è legge

Dl Motovedette è legge

Dl Motovedette è legge

La Camera approva in via definitiva il Decreto Motovedette con 382 sì, 11 no ed un astenuto. Il provvedimento, ora diventato legge, consente anche l’utilizzo di due droni, da parte della Guardia costiera italiana, utilizzati in via sperimentale innanzitutto per le operazioni di ricerca e soccorso in mare e che potranno essere utili ad individuare eventuali barconi in difficoltà. Inizialmente dovrebbero essere dislocati a bordo delle due navi che la Guardia costiera impiega per il pattugliamento del Mediterraneo centrale, la Diciotti e la Dattilo, ma in futuro potranno anche essere utilizzati per tutte le funzioni istituzionali del Corpo, dai compiti di polizia marittima al controllo delle coste.

Il Pd, che aveva votato sì al Senato, ha accentuato i toni critici nei confronti del governo. E al momento del voto è uscito dell’aula. A motivare la scelta è stato Piero Fassino, vicepresidente della commissione Esteri: “Equipaggiare la Guardia Costiera libica di motovedette per accrescere il controllo delle coste e contrastare i mercanti di migranti è scelta ovviamente condivisibile. Ma ogni atto va valutato anche guardando al contesto in cui si colloca. E le scelte operate in questi mesi dal governo italiano configurano uno scenario radicalmente diverso che espone l’Italia a molti rischi e non può vedere il nostro consenso”.

In realtà una differenza di linea – tra deputati e senatori dem – era emersa già nelle ultime ore nel dibattito interno, con Orfini e Delrio alfieri della linea critica. Differenza che si è confermata oggi, complice anche l’atteggiamento della maggioranza gialloverde che ha respinto in aula tutti gli emendamenti presentati dal Pd. Ma tutta la giornata è stata costellata da scontri e tensioni. Prima c’è stato un parapiglia quando Eugenio Zoffili, leghista e relatore del provvedimento, ha attaccato Gennaro Migliore del Pd (che diceva  “abbiamo chiesto l’invio delle motovedette alla Libia collegandolo strettamente alla verifica del rispetto dei diritti umani e alla supervisione Onu) rivolgendogli la frase “che c… vuoi” e aggiungendo “vieni qui” (accompagnato da un gesto della mano)… È scoppiata la bagarre nell’emiciclo. Fino alle scuse di Zoffili.

Poi, durante le dichiarazioni di voto, l’intervento della deputata 5Stelle Sabrina De Carlo – che ha attaccato a testa bassa il Pd – ha provocato la scelta dei dem di ricorrere all’ostruzionismo. E tutti i deputati del gruppo si sono iscritti a parlare.

In realtà in mattinata il partito democratico aveva respinto la pregiudiziale di costituzionalità presentata dal deputato di +Europa Riccardo Magi. Ma ha poi progressivamento innalzato le critiche negli interventi. Con Maurizio Martina che a un certo punto ha twittato: “Alla Camera il governo, la Lega e i Cinque Stelle svelano il loro vero volto. Respinti tutti i nostri emendamenti sul potenziamento immediato delle attività di rispetto dei diritti umani in #Libia”.

Mentre Matteo Orfini attaccava in particolare il Movimento 5 Stelle:  “I grillini in Aula bocciano i nostri emendamenti che sulla cessione di motovedette alla Libia che chiedono come condizione il rispetto dei diritti umani in quel paese. Ancora una volta dimostrano di essere esattamente come i leghisti. Anzi no, una differenza c’è: sono più ipocriti”.

In aula è intervenuto anche l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti: “La Guardia Costiera italiana deve tornare ad occuparsi del Mediterraneo centrale”, ha detto.”L’Unhcr ha selezionato già mille persone che hanno diritto alla protezione internazionale, noi abbiamo fatto i corridoi: continuate con i corridoi umanitari, non chiudeteli”.

Se il Pd è uscito dall’aula, a votare no è stato invece Liberi e Uguali. “Non possiamo fare finta di non sapere cosa accade in Libia – ha detto Erasmo Palazzotto – e cosa subiscono le persone che vengono riportate in quell’inferno. Fornire mezzi a una sedicente Guardia costiera significa essere corresponsabili di violazioni sistemiche dei diritti umani. Questa legge cancella lo stato di diritto”.

Sul fronte opposto Fratelli d’Italia, che attacca Lega e Forza Italia per il mancato blocco navale: “Tutti voi avete cambiato idea sul blocco navale. Noi no. Solo noi di Fratelli d’Italia rimaniamo convinti della sua necessità”, ha detto il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti.

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