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Giulia Grillo: “Garantire le coperture vaccinali senza il rischio dell’esclusione sociale”

Giulia Grillo: “Garantire le coperture vaccinali senza il rischio dell’esclusione sociale”

Giulia Grillo

Garantire le coperture vaccinali ma senza mettere a rischio di esclusione sociale i bambini in età scolare e prescolare; rendere più trasparente il sistema di prenotazioni delle prestazioni sanitarie per evitare «distorsioni» nella gestione delle liste d’attesa; invertire il passo del gambero dell’investimento pubblico in sanità. C’è questo e molto alto nelle linee programmatiche del Governo in sanità esposte oggi alla Camera dal Ministro della salute, Giulia Grillo.

Sui vaccini si confermano i lavori in corso su un disegno di legge della maggioranza «che supererà la legge Lorenzin». Come il Ministro lo ha già annunciato in altra sede: applicando l’obbligatorietà in modo flessibile, regione, per regione, sospendendola dove si è raggiunta la soglia di sicurezza della copertura vaccinale. Non senza rinunciare nel frattempo «ad affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale». Problema del quale si occuperà un tavolo di esperti ha annunciato il Ministro. Parole pronunciate mentre i suoi colleghi pentastellati del Lazio presentano una proposta di legge «free-vax», dove si prevedono persino periodi di quarantena tra le 4 e le 6 settimane nelle scuole per i bambini vaccinati, fino alla proposta di una prevenzione basata sulla «nutrizione preventiva».

Posizioni rispetto alle quali quelle della Grillo, pur con tutti i distinguo sull’obbligo, appaiono decisamente più «pro-vax». Ma novità sono in arrivo anche sui criteri di nomina dei manager Asl, che come l’ultimo scandalo in Basilicata conferma, sembrano rispondere ancora a logiche di controllo politico della gestione sanitaria. E «il provvedimento che ha portato alla formazione dell’elenco degli idonei all’incarico di direttore generale delle Asl – ha detto la Grillo- non è stato in grado di rispondere ai problemi di ingerenza politica nelle scelte dei manager della sanità». Del resto, sostiene il ministro, basta vedere i numeri: i potenziali manager in possesso dei requisiti richiesti erano stimati essere più di 12mila, mentre nell’Albo ne sono finiti 800, sempre più o meno gli stessi. Anche per le nomine è al lavoro un gruppo di esperti che dovranno trovare soluzioni per rendere «formazione e strumenti di valutazione omogenei e trasparenti».

Intanto al Ministero sono arrivati i primi dati sulle liste d’attesa richiesti dalla Titolare alle Regioni. «Da una prima valutazione -rivela la Grillo- si denota mediamente un forte sotto utilizzo dei processi di informatizzazione delle prenotazioni. Tradotto significa che ancora troppo spesso, ed in particolare nei ricoveri in elezione (ndr. programmati e quindi non di urgenza), la gestione delle prenotazioni avviene per via cartacea, creando i presupposti e i rischi di forti distorsioni». I provvedimenti per aggiustare il tiro arriveranno appena sarà completo il quadro delle informazioni regionali, e si nutriranno anche delle buone pratiche maturate in questi anni, ha annunciato il Ministro. Che qualche settimana fa aveva espresso apprezzamento per il modello tosco-emiliano, che vieta la libera professione ai medici in presenza di liste d’attesa troppo lunghe.

Infine, ma non da ultimo, l’impegno sui finanziamenti. Per la Grillo è necessario «invertire la tendenza che, come ha appena sottolineato la Corte dei conti, ha visto negli anni tra il 2009 e il 2016 la riduzione delle risorse destinate alla sanità di circa tre decimi di punto all’anno al contrario di altri Paesi europei, mi riferisco a Francia e Germania, che hanno, viceversa, ampliato i loro investimenti in sanità. Anche nel nostro Paese sarà necessario tornare ad effettuare investimenti in questo senso, garantendo una sostenibilità economica effettiva ai livelli essenziali di assistenza attraverso il rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorre lo Stato. Ci vorrà del tempo, nessuno ha la bacchetta magica, ma l’intento dell’Esecutivo è tracciato». Parole che dovranno ora trovare orecchie attente all’ascolto nel Palazzo dell’Economia.

Categorie:Governo, Sanità

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