Parlamento

Commissioni parlamentari di garanzia: accordo fatto

Commissioni parlamentari di garanzia: accordo fatto

Maurizio Gasparri, Lorenzo Guerini e Alberto Barachini

Al termine del lungo pranzo con Arcore Fedele Confalonieri, il via libera è arrivato a tutti i titolari della “grande trattativa”, il tradizionale rito che, anche in pieno governo di cambiamento, si perpetua con i rituali di sempre. E consente di chiudere l’accordo sulle commissioni di “garanzia”. Il candidato per la Vigilanza Rai è Alberto Barachini, ex giornalista Mediaset e stretto collaboratore di Silvio Berlusconi.

Dunque, il Cavaliere ha rinunciato a Maurizio Gasparri, figura complicata da digerire per i Cinque Stelle (e di conseguenza per tutta la maggioranza gialloverde), perché troppo associabile agli anni del berlusconismo di governo, e padre di una legge tra le più divisive, che ai tempi fu rimandata dal capo dello Stato alle Camere. Dire che l’ex premier si è stracciato le vesti di fronte a questo insormontabile veto non sarebbe esatto, perché in fondo Barachini – sempre del partito Mediaset di tratta – dà le stesse garanzie e, al tempo stesso, favorisce anche quel rinnovamento interno, di volti e ruoli che ha investito tutte le principali cariche di Forza Italia. L’ex ministro invece, sacrificato sul dossier televisivo, andrà alla Giunta delle elezioni del Senato, che spetta sempre alle opposizioni.

Era il punto di più delicato di questa complicata trattativa, come è sempre delicato ciò che investe il tema televisivo quando c’è di mezzo Berlusconi. Punto foriero di una grande tensione all’interno di Forza Italia e con la Lega che, fino all’ultimo, ha tenuto aperto il negoziato. Non a caso, solo alla fine il Carroccio ha comunicato i nomi dei suoi componenti in Vigilanza, tenendo aperta la possibilità di un rinvio della votazione. Perché non sono poche le caselle su cui chiudere l’accordo. Al Copasir, ormai è un dato acquisito, sarà eletto Lorenzo Guerini, il renziano mite, già portavoce della segreteria di Renzi, detto “il Forlani di Matteo” per la sua arte della mediazione. A Fratelli d’Italia spetterà invece la giunta per le elezioni della Camera.

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