Centrosinistra

Pd: Martina segretario, congresso prima delle europee

Pd: Martina segretario, congresso prima delle europee

Pd: Martina segretario, congresso prima delle europee

L’elezione di Maurizio Martina segretario, l’avvio da subito della fase congressuale, inclusi i congressi regionali, e primarie nel 2019, prima delle elezioni europee.  Sono questi i punti principali, a quanto si apprende, del documento che è in fase di elaborazione e che dovrebbe essere messo ai voti oggi nell’assemblea nazionale del Pd. Il testo traduce i punti di un’intesa raggiunta ieri sera tardi al Nazareno e che al momento sembra avere il consenso della maggioranza delle aree del partito. È questo il punto cruciale dell’ordine del giorno unitario che l’Assemblea del Pd dovrebbe votare dopo la mediazione trovata ieri in una lunga riunione dei dirigenti al Nazareno. L’Odg dovrebbe anche specificare che i congressi regionali si terranno entro dicembre.

A prendere per primo la parola all’assemblea nazionale è il segretario uscente, Matteo Renzi, che alla fine del suo discorso sferza la platea dicendo: “Smettiamola di considerare nemici quelli accanto a noi. Ci rivedremo al congresso, riperderete il congresso e il giorno dopo tornerete ad attaccare chi ha vinto”. Una replica ad alcuni esponenti della minoranza che lo attaccano. “Adoro stare sui contenuti e ragionare, per chi è in grado di ragionare mica per tutti…”, insiste. E poi ai suoi: “Vi suggerisco di non cadere nelle provocazioni”.

Il discorso di Renzi. L’assemblea si apre con l’inno di Mameli. Subito dopo inizia l’intervento del segretario uscente Matteo Renzi. Il “senatore” – così lo introduce Matteo Orfini – viene accolto da un caldo applauso, soprattutto di una parte della platea. “Forse perché non ho ancora parlato…”, scherza Renzi.

Quanto allo svolgimento dell’assemblea, è il presidente Matteo Orfini a spiegare le procedure: “Riprendiamo da dove avevamo interrotto all’ultima assemblea. Questa assemblea serve ad assumere una decisione importante: se eleggere il segretario o aprire le procedure congressuali. Ora c’è un’ora di tempo per raccogliere le firme per eventuali candidature alla segreteria”.

“È necessaria un’analisi di quello che è successo – afferma Renzi -, ma è superficiale il giudizio di chi dice che le abbiamo perse tutte”. Il segretario uscente aggiunge: “Vorrei scusarmi per non aver preso la parola la volta scorsa, so che ha amareggiato alcuni. Mi limiterò a dire in che condizioni siamo, come ci siamo arrivati – le cause della sconfitta – e che tipo di contributo personale intendo dare nei prossimi anni”.

Renzi spiega: Nessun partito ha avuto il potere di quello che abbiamo avuto noi. Siamo stati establishment. Noi abbiamo perso alle elezioni ma per quattro anni siamo stati argine del populismo in Italia”. E aggiunge: “Chi in questi quattro anni ha cercato di demolire il Pd ha distrutto la possibilità di una alternativa al populismo, ha picchiato dentro l’argine, dentro il partito con delle divisioni assurde. L’alternativa al Pd non erano i compagni di Leu ma la destra che è una tra le più pericolose in Europa. La ripartenza non può essere ricostruire un simil-Ds”.

“L’obiettivo di questo governo non è il cambiamento ma l’egemonia – continua -. Ora abbassiamo i toni delle tifoserie e facciamo una riflessione. In politica paga uno per tutti, io mi assumo le responsabilità. Ci siamo fatti imporre l’agenda da altri”.

L’ex premier aggiunge: “Ho combattuto come un leone per evitare un accordo coi Cinque stelle: la prima ragione è che chi vince le elezioni deve governare; la seconda è che provo rispetto verso chi dice che il Movimento cinque stelle è la nuova sinistra, ma io penso il contrario: per come sono organizzati, per ciò che dicono, per come manganellano sul web io trovo che il M5s non sia la nuova sinistra, è la vecchia destra, su questo non ho dubbi. Sono una corrente della Lega”.

L’elezione di Maurizio Martina segretario, l’avvio da subito della fase congressuale, inclusi i congressi regionali, e primarie nel 2019, prima delle elezioni europee. Sono questi i punti principali del documento che è in fase di elaborazione e che dovrebbe essere messo ai voti oggi nell’assemblea nazionale del Pd. Il testo traduce i punti di un’intesa raggiunta ieri sera tardi al Nazareno e che al momento sembra avere il consenso della maggioranza delle aree del partito.

 

 

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