Giustizia

Marcello Pittella arrestato. Il presidente della Regione Basilicata ai domiciliari per un’inchiesta sulla sanità

Marcello Pittella arrestato. Il presidente della Regione Basilicata ai domiciliari per un'inchiesta sulla sanità

Marcello Pittella

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella del Pd, è agli arresti domiciliari. Il provvedimento gli è stato notificato dalla Guardia di Finanza che ha eseguito altre 29 misure restrittive nell’ambito di un’inchiesta sul sistema sanitario lucano, che vede episodi di manipolazioni di concorsi e raccomandazioni. Persone coinvolte “a vario titolo in fatti riconducibili a reati contro la Pubblica amministrazione”. L’attività “vede impegnati, allo stato, circa cento tra uomini e donne delle Fiamme Gialle”. Le indagini sono cominciate circa un anno e mezzo fa in seguito all’esposto di un dipendente di una ditta fornitrice di servizi che non aveva ricevuto la sua quota di Tfr.

Pittella è agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria, in provincia di Potenza. La conferma dell’arresto è giunta all’agenzia di stampa Ansa da persone vicine al governatore che hanno definito la sua posizione nella vicenda “surreale”. Le accuse a suo carico sono di falso e abuso d’ufficio.

Il “deus ex machina” della “distorsione istituzionale” che si è verificata nella sanità lucana è il presidente della regione Marcello Pittella. Lo scrive il Gip di Matera Angela Rosa Nettis nell’ordinanza d’arresto per il governatore della Basilicata sottolineando che Pittella “non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza” della sanità regionale, “ma influenza anche le scelte gestionali” delle Asl “interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali” tutti da lui nominati.

L’indagine della Guardia di Finanza, sostiene il giudice, ha portato alla luce “un sistema di corruzione e asservimento della funzione pubblica a interessi di parte di singoli malversatori” su richiesta di una “moltitudine di questuanti” che sono l’espressione di “pubblici poteri apicali”. Questuanti che si “interfacciano tra loro in uno scambio reciproco di richieste illegittime e promesse o dazioni indebite”.

La ratio che muove ed è al centro di questo sistema, scrive ancora il giudice, è “sempre la stessa”: vale a dire “la politica nella sua sempre più fraintesa accezione negativa e distorta, non più a servizio della realizzazione del bene collettivo ma a soddisfacimento dei propri bisogni di locupletazione e di sciacallaggio di potere e condizionamento sociale”. È la politica infatti “che condiziona pesantemente” la gestione delle Asl lucane “ed in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità”. E questo “non solo al fine di ampliare il consenso elettorale ma anche allo scopo di ‘scambiare’ favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania”. E se questo è il quadro, conclude il Gip, il “deus ex machina di questa distorsione istituzionale” è proprio il governatore Marcello Pittella.

Sono due le persone in carcere e 20 quelle poste ai domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione sul sistema sanitario lucano. Inoltre per altre otto il gip di Matera Angela Rosa Nettis ha disposto l’obbligo di dimora.

La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta per Pietro Quinto e Maria Benedetto, commissario e direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Matera. Sono invece ai domiciliari il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), Agostino Meale, Vito Montanaro, Maddalena Berardi (direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza), Anna Rita Di Taranto, Davide Falasca, Vito D’Alessandro, Alessandra D’Anzieri, Luigi Fruscio, Giovanni Chiarelli (commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Potenza), Gianvito Amendola, Carmine Capobianco, Grazia Maria Ciannella, Gennaro Larotonda, Domenico Petrone, Lorenzo Santandrea, Rosanna Grieco, Carmela Lascaro, Roberto Lascaro e Claudio Lascaro.

L’obbligo di dimora riguarda Graziantonio Lascaro, Cristoforo Di Cuia, Gaetano Appio, Michele Morelli, Francesco Mannarella, Roberta Fiorentino, Angela Capuano e Ferdinando Vaccaro.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.