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Per Salvini “inutili 10 vaccini”. Giulia Grillo reagisce

Per Salvini "inutili 10 vaccini". Giulia Grillo reagisce

Matteo Salvini e Giulia Grillo

Dopo le frizioni sugli immigrati le scintille sui vaccini. A sparigliare le carte è ancora lui, Matteo Salvini, che via radio prima dice che dieci vaccinazioni sono inutili se non dannosi. Poi ribadisce «l’impegno preso in campagna elettorale», ossia «che i bambini non vengano espulsi dalle classi anche se non vaccinati». E come se non bastasse ringrazia «per il loro coraggio» i coniugi Montanari, due medici che da tempo sostengono la presenza di pericolose nanoparticelle nei vaccini, attirandosi le critiche di mezzo mondo scientifico.

Ma il ministro della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, non ci sta. «Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica» replica prendendo le distanze e mettendo i puntini sulle “i”, mandando a dire al vicepremier leghista che quello dei vaccini «è un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute». Pronto a emanare un provvedimento che con ogni probabilità farà slittare la prossima scadenza del 10 luglio, termine entro il quale le famiglie che non lo abbiano ancora fatto dovrebbero presentare la documentazione vaccinale al momento di iscrivere i propri figli ad asilo e materna. Un primo passo verso la cancellazione dell’obbligo che per Grillo, compete, in questo caso sì, alla politica decidere. Tanto che, come ribadito nella nota ministeriale, la revisione del decreto Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie sarà al centro del dibattito parlamentare.

Insomma, se sulla cancellazione dell’obbligo Lega e Cinque Stelle non sembrano così distanti, le posizioni no vax di Salvini hanno fatto storcere il naso anche al leader del Movimento Luigi Di Maio, pronto a ribadire che nel contratto di governo si parla di revisione del decreto Lorenzin sull’obbligo ma continuando ad assicurare la tutela vaccinale. Una tensione salita a tal punto da spingere Salvini ad alzare il telefono per chiarire a Grillo che la competenza sui vaccini resta la sua e che il governo si atterrà alle sue decisioni.

Di ben altro toni i commenti di medici, scienziati e istituzioni scientifiche, tutti durissimi con Salvini, ma anche con l’ipotesi di cancellare l’obbligo. «È una bugia pericolosissima, dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi, ma proteggono anche lei, i suoi figli e i suoi elettori» twitta l’immunologo Roberto Burioni, subito rilanciato da Matteo Renzi. L’Istituto superiore di sanità affida invece la sua replica a un video dell’Oms, dove si ribadiscono la sicurezza e l’utilità dei vaccini, «senza i quali comparirebbero in poco tempo malattie diventate poco frequenti come difterite, pertosse, parotite e morbillo». Sulla stessa lunghezza d’onda l’Ordine dei medici, mentre il board del Calendario vaccinale, composto da società mediche e scientifiche, difende la legge Lorenzin, «grazie alla quale l’Italia è un Paese più sicuro che ci auguriamo non rientri più nella lista dei Paesi a rischio infettivologico stilata dall’Oms». In passato eravamo infatti finiti in compagnia di Paesi come l’Afghanistan, il Pakistan, la Nigeria e la Romania.

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