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Famiglie arcobaleno, Fraccaro: “Non è possibile annullare la registrazione all’anagrafe dei figli di coppie gay”

Riccardo Fraccaro

“Il prefetto non può annullare la registrazione all’anagrafe dei figli di coppie gay”. Così Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha risposto, durante il question time alla Camera, a un’interrogazione con cui Fratelli d’Italia chiedeva al Governo se intendesse “assumere ogni iniziativa di competenza volta ad annullare tutti i provvedimenti di registrazione di nascita in Italia di bambino quale figlio di coppia dello stesso sesso”. Fraccaro è intervenuto a nome del ministero dell’Interno che, sul tema, ha consultato l’avvocatura di Stato.

In altri termini, non si torna indietro: l’iscrizione all’anagrafe di bambini nati in famiglie omogenitoriali rimarrano valide. La svolta storica è da attribuire al comune di Torino, seguito poi da Milano a inizio giugno. Il 23 aprile 2018 la sindaca Chiara Appendino ha infatti trascritto all’anagrafe l’atto di nascita di un bambino nato in Italia come figlio di due donne, ma concepito all’estero con procreazione assistita. Secondo Fratelli d’Italia, che nell’interrogazione cita il precedente torinese, Appendino e “i primi cittadini che successivamente hanno assunto la stessa iniziativa sono intervenuti su una materia che è competenza esclusiva dello Stato”. Una materia di competenza dello Stato su cui da anni persiste un enorme vuoto normativo. Sulla questione si è espressa più volte la Corte di Cassazione pronunciandosi a favore della registrazione privilegiando l’interesse del minore senza distinguere tra coppie etero e omogenitoriali. Secondo il partito di Giorgia Meloni, in casi come quello torinese, i genitori si dichiarano “falsamente, genitore naturale del bambino, esercitando un’opzione non prevista dall’ordinamento”.

“Va osservato”, ha spiegato Fraccaro in aula, “che secondo un recente orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato il prefetto, pur dotato di poteri di vigilanza, non può annullare l’atto dell’ufficiale di stato civile in assenza di una espressa previsione di legge che conferisca tale potere”. L’impedimento è prettamente burocatico.

Il chiarimento del ministero dell’Interno – di cui Fraccaro ha riportato la valutazione – arriva in un periodo caldo sul tema dell’omogenitorialità. Solo qualche settimane fa, il neoministro alla Famiglia Lorenzo Fontana, appena insediato, aveva dichiarato che le famiglie formate da coppie di donne o uomini “per la legge in questo momento non esistono”. Per ora, le parole del collega del suo stesso governo sembrano smentirlo.

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