Governo

Di Maio e la trattativa coi riders: “Puntiamo a primo contratto nazionale della Gig economy”

Il M5S apre sulle riforme.

Luigi Di Maio

La risposta alle richieste dei riders e alle pretese delle piattaforme digitali è un tavolo di contrattazione. Il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, ha proposto infatti di avviare un dialogo tra le parti per trovare un punto di incontro. «Chissà che non si arrivi al primo contratto nazionale della Gig economy», ha detto il ministro. Al tavolo saranno invitati anche i sindacati confederali, ma è difficile che avallino una eventuale intesa.

Il ministro ha incontrato per circa un’ora al ministero del Lavoro le piattaforme Deliveroo, JustEat, Foodora, Domino’s Pizza e Glovo, prima di correre allo Sviluppo economico per la trattativa sull’Ilva.  «Mi è stato detto che sono disponibili», ha aggiunto il ministro, precisando che «se poi il tavolo non dovesse andare bene interverremo con la norma che avevamo progettato».

Dunque la parte del «decreto dignità» dedicata ai riders resta per ora congelata in attesa di capire se verrà trovato un (difficile) accordo tra i rappresentanti dei riders e le aziende.

«C’è stato molto dialogo, molta trasparenza, il ministro è stato molto positivo e anche noi penso, tutti quanti. Siamo partiti col piede giusto», ha detto il ceo di Foodora, Gianluca Cocco, il quale aveva spiegato che nel caso in cui fosse entrato in vigore il decreto l’azienda avrebbe lasciato l’Italia.

«Ci rivedremo, anche se non c’è ancora una data», ha aggiunto: è possibile però che già in settimana arrivi la convocazione per gli incontri. «L’obiettivo del governo è garantire tutele a chi lavora, soprattutto ai più giovani che non devono essere alla mercé di un lavoro qualsiasi – ha aggiunto Di Maio – Siamo in un Paese in cui molto spesso i ragazzi chiedono di lavorare anche senza retribuzione. Noi vogliamo garantire tutele minime. Tutele che devono essere il minimo che una persona deve avere».

Dunque secondo il ministro ci sono due strade: «Una che il governo fa una norma e dice che queste persone come i rider devono avere un’assicurazione ed un salario minimo, l’altra è aprire un tavolo di contrattazione tra i rider e la Gig economy e costruire insieme un nuovo modello di tutele e di contratto. Ho proposto questo e mi è stato detto che sono disponibili per arrivare all’obiettivo di garantire le tutele e di permettere al loro modello di business di andare avanti».

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