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Bonisoli contrario al bonus da 500 euro ai 18enni. Pd attacca.

Bonisoli contrario al bonus da 500 euro ai 18enni. Pd attacca.

Alberto Bonisoli

La frase che ha fatto insorgere il Partito Democratico è questa. “La 18 App? Vale 200 milioni. Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”. A pronunciarla qualche giorno fa è stato il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, che ha così preannunciato l’intenzione di eliminare il bonus da 500 euro per i 18enni. Di questi tempi, con l’esigenza di reperire risorse un po’ ovunque, è un taglio che il Mibact accetterà.

“Un ministro della cultura, come Bonisoli, che vuole iniziare il suo mandato con un taglio, comincia molto male. 18app aiuta a diffondere la cultura tra i giovanissimi. 18appnonsitocca” twitta il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. E la deputata democratica Anna Ascani dice che “il ministro persevera in un atteggiamento irresponsabile e svilente nei confronti di 18app, ma soprattutto dei nostri giovani. È delirante arrivare a dire che sarebbe più educativa per un ragazzo la rinuncia a un paio di scarpe per permettersi i consumi di cultura che avere 18app. Come se tutti i ragazzi in questo Paese potessero permettersi i consumi culturali, come se non fosse responsabilità pubblica educare alla cultura. Il sospetto – tuona Ascani – è che il ministro Bonisoli cerchi goffamente un motivo qualsiasi per tagliare i fondi a 18app, visto che il suo partito ha promesso ingenti tagli delle tasse fortemente classisti”.

Il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, fa chiarezza sul futuro della 18App, ovvero il Bonus Cultura da 500 euro per i giovani (200 milioni di euro l’anno), strumento da lui aspramente criticato nella recente intervista al Corriere della Sera. Il Bonus resta ma una commissione individuerà quei punti che, per il neoministro, sono molto deboli. Ha spiegato ieri Bonisoli: «I fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono, verranno riattivati e verranno erogati ai nati nel 2000 e nel 2001. Nel farlo, abbiamo pensato di introdurre in modo graduale alcuni correttivi, per rimediare agli errori fatti in passato e preparare un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che assocerà progetti di diffusione culturale nelle scuole con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi culturali, a partire dal 2020». Quali correttivi e quando? «Lo chiederemo a una commissione di esperti che si metterà subito al lavoro, per individuare i punti deboli del sistema partendo dall’analisi di come i fondi sono stati utilizzati».

Il ministro non ha risparmiato toni polemici: «Oggi il Bonus non ha nulla di strutturale che possa dare il segnale di inversione di tendenza ed essere la radice sulla quale far crescere l’interesse dei nostri ragazzi verso letteratura, teatro, cinema, musica, danza, arte, storia e archeologia. Non è un caso se in diverse situazioni i soldi del bonus siano stati spesi per feste a base di alcol o usi simili». Il Bonus Cultura è comunque diventato un caso politico.

L’ex premier Matteo Renzi ha lanciato un appello per «firmare la petizione su Change.org che chiede di non tagliare la App18. La prima proposta di questo governo è stata tagliare sulla cultura». Dopo il chiarimento di Bonisoli, Filippo Sensi del Pd ha commentato: «Nonostante le argomentazioni confuse alla fine il ministro fa dietrofront e si impegna a mantenere il bonus cultura 18app: una vittoria per la mobilitazione dei 18enni e del Pd». Controreplica del sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca: «Gli unici confusi sembrano gli esponenti pd che, dopo aver rischiato di compromettere il bonus 18app per quest’anno, a causa di grossolani errori del precedente governo, cercano di nascondere la loro incompetenza con accuse insensate». Il riferimento è al Consiglio di Stato che lunedì ha chiesto «una norma legittimante di rango primario», una legge, per estendere il Bonus a chi compirà 18 anni nel 2018 e 2019.

Significativa la posizione di Andrea Cancellato, presidente di Federculture: «Siamo stati, fin dall’inizio, fra i pochi sostenitori del Bonus cultura, contestato dalla maggioranza degli osservatori e del mondo della cultura, e anche oggi ribadiamo la necessità di forme di incentivo del consumo culturale, soprattutto dei giovani. Si tratta di valutare se l’App 18, e l’investimento pari a oltre 200 milioni di euro, abbia raggiunto l’obiettivo e, insieme, se altre operazioni, con pari impegno economico, non possano raggiungere risultati migliori e più incisivi».

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