Economia

Governo Gentiloni: diciottesimo mese (pagelle definitive)

Governo Gentiloni: nominati i sottosegretari

Paolo Gentiloni

Beatrice Lorenzin (8), ministro della Salute.

  • Ottimo ministro; ha fatto dell’innalzamento del numero dei vaccini obbligatori un suo cavallo di battaglia e i dati le danno ragione.
  • Dopo mesi di polemiche, proteste e ricerche di certificati sepolti negli anni da parte delle famiglie italiane arriva il primo bilancio dopo le nuove prescrizioni sui vaccini per chi frequenta nidi, materne e scuole dell’obbligo. E’ un bilancio in parte positivo come emerge dai dati presentati al ministero della Salute. Migliora in tutta Italia la copertura, sia per i vaccini obbligatori come la polio e il morbillo che per quelli non obbligatori come quello contro il meningococco. Ma è anche vero che ci sono ancora 10 regioni italiane dove si è al di sotto della soglia del 95% di immunizzazione dei nuovi nati con vaccino esavalente. E’ il motivo per cui la copertura a livello nazionale è leggermente al di sotto di questa soglia, (è il 94,5%): a trainare verso il basso sono aree tradizionalmente ’scettiche’ come Bolzano, ma anche Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sicilia. Il ministro Lorenzin, nel suo intervento, ha anche fatto il punto sulle priorità che lascia in consegna al suo successore, titolare della Salute. In particolare, ha detto, dovrà lavorare su riduzione delle liste d’attesa, resistenza agli antibiotici e investimenti nella ricerca e prevenzione. «È necessario potenziare la medicina del territorio e risolvere le criticità delle liste d’attesa, che creano ingiustizie sociali ed economiche enormi – ha spiegato il ministro -. Abbiamo poi bisogno di nuovi antibiotici. Antibiotici e vaccini sono i farmaci di cui abbiamo più bisogno dal punto di vista dell’innovazione, e su questo è possibile un intervento pubblico-privato». «Al mio successore terza cosa che direi è: investi su ricerca e innovazione, trovando nuovi modelli organizzativi». La «terza grande sfida – ha concluso – è l’applicazione dell’innovazione alla sanità, dai nuovi dispositivi ai nuovi farmaci, ma sempre facendola convivere con un rapporto umano tra medico e paziente».

Pier Carlo Padoan (7 1/2), ministro dell’Economia.

  • E’ riuscito a risanare l’economia italiana e a far tornare gli indici in positivo.
  • Il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha dettagliato in conferenza stampa che la crescita per il 2017 si è attestata all’1,5% e che tale livello è confermato per il 2018: “Questo riflette un atteggiamento prudenziale di quello che l’economia italiana può produrre, ed in linea con le previsioni da ultimo rilasciate dal Fmi che ha aumentato la stima appunto all’1,5%”. Sollevando ancora lo sguardo, nel 2019 la crescita del Pil è stimata al 1,4%, nel 2020 all’1,3%.  Scenario possibile? “Non è un numero contenuto nel Def, ma è un numero che io personalmente propongo alla riflessione”, ha spiegato Padoan, sottolineando che il Tesoro ha assunto “un atteggiamento prudente sulla valutazione quantitativa”. C’è però un grande pericolo che potrebbe intralciare la crescita italiana e il pericolo arriva dagli Stati Uniti. A rivelarlo è un passaggio della bozza del Def, dove si avverte: uno shock protezionistico costerebbe all’Italia in termini di Pil lo 0,3% nel 2018 che salirebbe allo 0,7% nel 2019 per arrivare allo 0,8%, quasi un punto di Pil, nel 2020.

Paolo Gentiloni (7 1/2), presindente del Consiglio dei ministri.

  • Ottima prova da premier, dopo un inizio in sordina. La sua fortuna è stata la sostituzione della Mogherini, mandata in Europa. Da li è nata la sua fortuna e il rendersi essenziale ha fatto il resto.
  • Il presidente del Consiglio è andato al Quirinale e ha dato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, che le ha accettate, pregandolo di restare in carica per il disbrigo degli affari correnti. Paolo Gentiloni è poi andato al Senato per comunicare alla neopresidente Casellati l’esito del suo incontro con Mattarella. E successivamente alla Camera da Fico. Gentiloni ha affidato il suo saluto da premier a Twitter: “Eletti i presidenti delle Camere (auguri!) – scrive Gentiloni – il governo ha dato le dimissioni e si occupa solo di ‘affari correnti’. Voglio ringraziare ministre e ministri, tutto il governo. Sono orgoglioso di questa squadra, e onorato di aver servito l’Italia insieme”.
  • Le grandi manovre siriane, in attesa dell’attacco, confermano che l’Europa si muove in ordine sparso, senza una linea comune che non sia la condanna dell’uso di armi chimiche e l’esigenza di un disarmo di Damasco. Italia e Germania da una parte, Francia e Gran Bretagna dall’altra. Roma con Berlino si sfila da iniziative militari, Parigi con Londra prepara l’azione. Macron fa il duro, Merkel si sfila, Gentiloni la segue, May si mobilita.
  • Con la situazione politica in stallo, il Governo di Paolo Gentiloni proroga alcune importanti cariche dello Stato. Il Consiglio dei ministri ha deciso la proroga dell’incarico del capo della Polizia Franco Gabrielli, il cui mandato biennale sarebbe scaduto il 19 maggio. Decisa anche la proroga di un anno dell’incarico del Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco, che era in scadenza.

Carlo Calenda (7 1/2), ministro dello Sviluppo Economico

  • Il questa legislatura è partito come sottosegretario; diventato poi ministro in questo governo. Ha ottenuto molti risultati nel suo ministero e grazie all’accoppiata con la Bellanova ed è diventato una degli esponenti maggiori del centrosinistra italiano.

Dario Franceschini (7), ministro dei Beni Culturali.

  • Come ministro fa fatto una bella prova. Con lui non si è più parlato di cultura per i crolli di Pompei; ma per le nomine di validi direttori di musei e per il ritorno alla cultura come industria e come risorsa. Cosa dirigente di partito penso tutt’altro.

Andrea Orlando (7), ministro della Giustizia.

  • Ha lottato per cambiare la giustizia italiana e velocizzare i processi. Lascia in dote una riforma del sistema carcerario non approvata e che non sa nemmeno presa in considerazione dal prossimo governo.
  • Il Consiglio dei ministri ha approvato una riforma del sistema carcerario che permetterà ai giudici di assegnare con più facilità misure alternative al carcere, e che punta a migliorare la tutela dei detenuti e i loro diritti. All’uscita dalla riunione il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha detto che l’obiettivo della riforma è «abbattere la recidiva», aiutando le persone condannate a reinserirsi con più facilità all’interno della società e migliorando le condizioni di vita di chi si trova già in carcere. In concreto la riforma è contenuta in un decreto legislativo, previsto da una legge delega approvata dal parlamento. Di solito la legge fissa i punti generali di una materia e demanda, tramite appunto un decreto legislativo, la definizione dei dettagli pratici e tecnici al ministero competente. Il decreto era già stato approvato lo scorso 22 dicembre ed era stato trasmesso alle commissioni Giustizia di Camera e Senato per riceverne il parere non vincolante. Le commissioni avevano fatto una serie di osservazioni nei confronti della norma e il governo ha quindi deciso di esaminare nuovamente il decreto, apportare alcune modifiche e, visto che non tutte le osservazioni sono state accolte, inviarlo nuovamente al Parlamento.

Maurizio Martina (7), ministro dell’Agricoltura.

  • I suoi grandi successi sono la lotta al caporalato e la gestione dell’Expo. Anche la sua ascesa è stata esponenziale. Prima la fortuna che Napolitano bloccasse la nomina di Gratteri come ministro della giustizia del governo Renzi e che Orlando venisse dirottato al posto di ques’ultimo; lasciando libera per lui la casella dell’agricoltura. Poi, l’accoppiamento con Renzi alla segreteria Pd e infine dopo le dimissioni di quest’ultimo, la reggenza del Pd stesso.
  • l segretario reggente del Pd, Maurizio Martina a Porta a Porta annuncia le sue dimissioni per dedicarsi al ruolo di guida del Pd. “Credo di si, ci sarà un interim del premier”, aggiunge. “Non ci auguriamo il peggio per l’Italia. I programmi su cui hanno fatto la campagna elettorale Lega e Cinque Stelle sono dannosi e non ho paura del confronto di merito con le forze che hanno vinto, sui contenuti. Ma domenica 4 marzo, noi abbiamo perso e loro hanno vinto, quindi il dovere di indicare una strada spetta a loro senza infingimenti”. Lo ha detto il segretario reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina, a Porta a Porta. “Un governo diverso da Lega-M5s? Non posso fare ipotesi generali al momento”, ha aggiunto Martina. Gentiloni assume il dicastero dell’agricoltura ad interim.

Marco Minniti (7), ministro degli Interni. 

  • Anche lui da peso piuma a peso massimo del Pd in una legislatura. Merito della sua visione della gestione dell’immigrazione.
  • Il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato un accordo con l’Unhcr secondo il quale 16.500 richiedenti asilo verranno redistribuiti nei prossimi cinque anni da Israele in direzione di altri paesi. E, tra i destinatari, ha identificato oltre al Canada e alla Germania, anche l’Italia. Ma dal Viminale arriva una secca smentita. Fonti del ministero dell’Interno spiegano il dettaglio dell’operazione: “Tel Aviv ha raggiunto un accordo con l’Alto commissariato Onu. Sarà quest’ultimo a lanciare una call a tutti i paesi che vi vorranno aderire per quello che tecnicamente viene chiamato resettlement, una redistribuzione. Ma nessuno è obbligato a farsene carico”. Quindi un accordo c’è, ma con le Nazioni Unite. E al momento non include il nostro paese. Né sembra che lo interesserà nel prossimo futuro. Perché gli uomini di Marco Minniti fanno notare che l’Italia è già in prima linea per l’accoglienza, attraverso i canali umanitari attivati e gli sbarchi che quotidianamente arrivano sulle nostre coste. E indicano nella Libia e nel Niger eventuali paesi indicati per un eventuale resettlement in direzione dell’Italia, preannunciando un “no grazie” qualora arrivasse la telefonata da Ginevra. A prescindere da un governo in carica per il disbrigo degli affari correnti, quindi, il quadro non sembra includere la necessità di una decisione imminente.

Marianna Madia ( 6 1/2), ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione.

  • Ha riformato la pubblica amministrazione e ha dato un’accellerazione alle procedure per il licenziamento dei dipendenti pubblici assenteisti. Il Jobs act per la p.a. non è stata attuato a fondo.

Giuliano Poletti (5 1/2), ministro del Lavoro.

  • E’ il padre del jobs act. Così tanto foriero di polemiche; eppure i risultati positivi sono arrivati.

Angelino Alfano (5 1/2), ministro degli Esteri.

  • All’inizio della scorsa legislatura il suo ruolo era inanzitutto politico. Poi, con il deflagrarsi della sua area politica si è ritagliato un ruolo istituzionale di buon ministro degli esteri. Promosso al governo; bocciato come leader politico.
  • L’Italia protesta contro la decisione dell’Austria di aprire i propri consolati anche ai sudtirolesi. «Il progetto di legge austriaco sulla protezione consolare per gli altoatesini di lingua tedesca e ladina si configura come assolutamente non conforme alle norme Ue in materia di cittadinanza europea e in materia consolare e del tutto contrario al diritto internazionale. L’Austria apre i suoi consolati ai sudtirolesi di lingua tedesca e ladina. In caso di necessità all’estero, potranno rivolgersi a un consolato austriaco, anche se nel paese in cui si trovano esiste una rappresentanza italiana. Lo prevede un disegno di legge che il governo Kurz ha trasmesso al Parlamento per adeguarsi alle normative Ue. Come già avvenuto nel dibattito sul doppio passaporto, Vienna fa esplicitamente riferimento al gruppo linguistico tedesco e ladino, perché cadono sotto la «funzione tutrice» dell’Austria. Per tale ragione abbiamo dato mandato all’ambasciatore d’Italia a Vienna di presentare una formale protesta al governo austriaco – basata su puntuali elementi di diritto – sul suddetto disegno di legge», ha annunciato il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Nella dichiarazione diffusa dalla Farnesina, il ministro Alfano sottolinea anche che «il progetto di legge austriaco sulla protezione consolare per gli altoatesini di lingua tedesca e ladina è assolutamente non in linea con la collaborazione che dovrebbe esistere tra Paesi europei» Alla fine l’Austria ritira il disegno di legge affermando che “E’ ancora una bozza ed è stato trasmesso per errore al parlamento, per questo lo abbiamo ritirato”.

Maria Elena Boschi (5), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e delle Pari Opportunità.

  • E’ stata una brava direttrice di orchestra ed ha imparato e remare anche sott’acqua, ora che non è più una figura acchiappa-voti.

Luca Lotti (5), ministro dello Sport con delega all’editoria. 

  • Ha lavorato molto nei settori di competenza; ma niente che passerà alla storia.

Graziano Delrio (5), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti.

  • Un pò sottotono come ministro. Le grandi opere si sono bloccate alla fine del governo Renzi.

Claudio De Vincenti (4 1/2), ministro alla Coesione sociale e del mezzogiorno.

  • Mi sono sempre chiesto cosa faccia un ministro del sud e nemmeno De Vincenti me lo ha chiarito.

Roberta Pinotti (4 1/2), ministro della Difesa.

  • Anche con questo governo non si sono fermate le missioni di guerra. Promosse solo quelle missioni atte a contrastare l’immigrazione clandestina in Italia (ad esempio in Niger).

Gianluca Galletti (4 1/2), ministro dell’Ambiente.

  • Ministro incolore.
  • I clienti dei supermarket possono portarsi da casa i sacchetti per l’ortofrutta e non sono obbligati a prendere quelli forniti a pagamento dal negozio. I sacchetti dei consumatori devono però avere le stesse caratteristiche di quelli dei supermarket: monouso, nuovi, adatti per gli alimenti e compostabili (cioè biodegradabili in 3 mesi). Lo prevede una circolare del Ministero della Salute diffusa oggi, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 21 marzo scorso che aveva dato l’ok ai sacchetti da casa. Il nostro Paese aveva deciso, dal 1° gennaio 2018, di far pagare ai clienti i sacchetti sotto i 15 micron, che vengono usati per contenere frutta, verdura e farmaci. Fino ad allora il costo veniva pagato dai distributori che lo scaricavano sui clienti incorporandolo nel prezzo degli alimenti.

Valeria Fedeli (3 1/2), ministro dell’Istruzione.

  • Era stata chiamata per correggere la gestione della Giannini rispetto alla Buona Scuola. Di lei si ricordano solo le diatribe per l’uso del femminile.

Anna Finocchiaro (3 1/2), ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento. 

  • Deve il posto di ministro solo grazie all’ottimo lavoro fatto con la Boschi per la riforma istituzionale (poi bocciata il 4 dicembre 2016). Ma come ministro non ha dimostrato molto.

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