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Eurofestival 2018: il mio editoriale

Eurofestival 2018 il mio editoriale

Netta Barzilai

“Non ci avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro non ce l’ha fatta. Diciassettesimo posto per le giurie, terzo per il televoto europeo; alla fine si piazza al quinto posto. Anche se il regolamento dell’Eurofestival prevede che il risultato finale derivi al 50% dal voto del televoto e al 50% da quello delle giurie; quello del televoto è stato predominante perchè è stato più deciso; mentre quello delle giurie piazzava un sacco di statoi ai primi posti a pochi punti l’uno dall’altro. Della canzone di Meta & Moro quello che più colpiva era il testo. Anche perchè, senza sapere l’italiano, può sembrare che sul palco ci siano semplicemente due persone incazzate. Bellissima l’idea, quindi di far comparire sullo schermo, mentre i due cantanti si esibivano le parole del testo in tutte le lingue europee; in modo da far capire il senso della canzone a chiunque la ascoltasse in giro per l’Europa.

Durante la trasmissione della prima semifinale sulla rete televisiva Hunan TV, sono state censurate le esibizioni dell’Albania e dell’Irlanda, sia per quanto riguarda l’esibizione sia per quanto riguarda il recap del televoto. La censura dell’esibizione albanese è dovuta al divieto di trasmettere sulla televisione nazionale i tatuaggi del cantante Eugent Bushpepa, mentre per quanto riguarda l’Irlanda è dovuta alla presenza di riferimenti lgbt nella coreografia che accompagna l’esibizione di Ryan O’Shaughnessy. Ulteriori censure, seppur minori, sono state operate durante l’esibizione della Svizzera per oscurare le bandiere arcobaleno presenti nella platea. A seguito di ciò, il 9 maggio 2018, l’EBU ha vietato al Paese la trasmissione della seconda semifinale e della serata finale affermando che: «Tutto ciò non è in linea con i valori di universalità e inclusività dell’UER e della nostra orgogliosa tradizione di celebrare la diversità attraverso la musica». Presenza lgbt con i cantanti di Irlanda e Israele. Invasione di palco all’Eurovision Song Contest a Lisbona. Durante l’esibizione di SuRie, cantante inglese, un uomo è riuscito a salire sul palco, strappare il microfono alla performer e urlare in inglese parole come “Nazismo” e “libertà”. Dopo una breve colluttazione con la sicurezza, il microfono è stato restituito a SuRie, che con grande professionalità è riuscita a riprendere a cantare la sua “Storm”.

Ha vinto Netta Barzilai per Israele con la canzone “Toy”, un brano cantato sia in inglese, che in ebraico. Quarta vittoria per Israele. Tra l’altro la canzone vincitrice è la prima che la cantante ha inciso. Barzilai, infatti, si è presentata as fine 2017 alle audizioni di HaKokhav HaBa, il processo di selezione israeliano per l’Eurovision Song Contest, cantando Rude Boy di Rihanna e ottenendo l’approvazione da parte dell’82% del pubblico, nonché di tutti e quattro i giudici, qualificandosi per gli stadi successivi del programma. Dopo averlo vinto, garantendosi la qualificazione all’Eurofestival di quest’anno, le è stata confezionata su musura la canzone, scelta da una giuria di esperti selezionata dal nuovo ente televisivo israeliano Ipbc.

Dicevamo che a differenza dell’anno scorso le classifiche del televoto e della giuria erano molto divergenti. Facciamo degli esempi. Israele è arrivata prima (1° televoto, 3° giuria); Cipro seconda (2° televoto, 5° giuria); terza Austria (13° televoto, 1° giuria); quarta Germania (6° televoto, 4° giuria); quinta Italia (3° televoto, 17° giuria); sesta Rep. Ceca (4° televoto, 15° giuria); settima Svezia (23° televoto, 2° giuria); ottava Estonia (9° televoto, 6° giuria); nona Danimarca (5° televoto, 20° giuria); decima Moldavia (8° trelevoto, 10° giuria). E così via …

Le canzoni che mi sono piaciute oltre ai nostri Meta & Moro. Cipro di Eleni Foureira con “Fuego”; la Svezia di Benjamin Ingrosso con “Dance you off”; l’Estonia di Elina Netšajeva con “La forza” canzone cantata totalmente in italiano e interamente di stile operistico; la Moldavia dei Doresos con “My luchy day”; la Norvegia di Alexander Rybak, che ha vinto nel 2009 con “That’s How You Write a Song”; l’Irlanda di Ryan O’Shaughnessy con “Together”; la Croazia di Franka Batelic con “Crazy”.

Record. Miglior prestazione per Cipro (2°), Repubblica Ceca (6°). Peggior prestazione per l’Australia (20°), Azerbaigian (11° sf, per la prima volta non qualificato alla serata finale), Armenia (15° sf), Russia (15° sf), Croazia (17° sf), Macedonia (18° sf), Georgia (18° sf), Islanda (19° sf). Il Portogallo è la seconda nazione che arriva all’ultimo posto dopo aver vinto nell’anno precedente e quindi nella manifestazione di casa (dopo l’Austria del 2015).

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