Guerra

Nucleare Iran, Trump annuncia: Usa fuori da accordo. Le reazioni.

Nucleare Iran, Trump annuncia: Usa fuori da accordo. Le reazioni.

Donald Trump

Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione si ritira dall’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 con l’Iran e con i Paesi del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania. Ma di più: Trump ha anche chiarito che la sua amministrazione farà partire al più presto nuove sanzioni molto dure contro l’Iran per scongiurare che “il regime che sostiene il terrorismo in tutto il Medio Oriente possa arrivare alla bomba nucleare”. Teheran “non abbandonerà l’accordo sul nucleare”, un’intesa che gli Usa “non hanno mai rispettato”, ha replicato a stretto giro il presidente iraniano Hassan Rouhani in diretta tv. Rouhani ha aggiunto che Teheran continuerà ad andare avanti sull’intesa con gli altri firmatari.

Quello di Trump è stato un attacco frontale all’Iran, come da anni non se ne ascoltavano da parte della leadership americana: “Il Paese che ripete lo slogan Death to America (“Morte all’America”, ndr) è il primo sponsor del terrorismo in tutto il Medio Oriente”, ha detto Trump dalla Casa Bianca: “Negli anni ha sostenuto terroristi come Hezbollah, Hamas, i Taleban e Al Qaeda, ha rapito, torturato, ucciso prigionieri americani. Ma nessuna operazione intrapresa dal regime iraniano è stata più pericolosa del tentativo di ottenere le armi nucleari”.

Nel suo discorso in diretta tv, così come ha fatto durante tutta la campagna elettorale e nel suo primo anno di presidenza, Trump ha ridicolizzato l’accordo (“Il peggior accordo della storia”, lo aveva più volte definito) che era stato firmato dall’amministrazione Obama: “Questo accordo Jcpoa (Joint Comprehensive Plan of Action) avrebbe dovuto proteggergli Usa e i suoi alleati dai tentativi del regime iraniano; ma i tentativi dell’Iran di ottenere la bomba atomica sono continuati”. E l’amministrazione Obama, ha accusato Trump, “ha restituito milioni di dollari a questo regime del terrore che ha usato quei fondi per costruire missili capaci di trasportare l’arma nucleare”.

Per giustificare e rafforzare la decisione di stracciare l’accordo, Trump ha sostenuto di “avere le prove definitive che quelle iraniane erano bugie. Gli israeliani hanno reso pubbliche le prove definitive” delle loro bugie. Trump si è riferito al discorso pubblico fatto lunedì 30 aprile dal primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu in cui sono stati mostrati documenti e Cd che il Mossad ha sottratto di recente a Teheran. In quei documenti secondo Netanyahu c’erano le prove del programma per il nucleare militare degli iraniani, anche se nessun osservatore internazionale ha individuato nel materiale prodotto da Israele nessuna violazione dell’accordo Jcpoa.

“Se non facciamo nulla sappiamo esattamente cosa accadrà”, ha detto ancora Trump, sostenendo che in breve tempo l’Iran sarebbe in grado di acquisire armi nucleari. “L’America non sarà ostaggio di un ricatto nucleare che consente all’Iran di continuare ad arricchire l’uranio, un accordo orribile che non avrebbe mai dovuto essere firmato”. L’accordo è stato “negoziato così male che anche se l’Iran facesse tutto quello che gli viene chiesto, il regime rimarrebbe vicino al break-out nucleare. E’ solo una questione di tempo”.

Nel suo discorso oltre a sbeffeggiare l’amministrazione Obama, Trump ha elogiato se stesso e il comportamento del suo governo: “Questo provvedimento manda un messaggio fondamentale, cioè che gli Usa non fanno più minacce vuote, ma quando faccio promesse le mantengo”. E per questo il presidente non ha trascurato di fare un riferimento all’altro Paese con cui sta negoziando un accordo sul nucleare, la Corea del Nord. Durante l’annuncio Trump ha anche rivelato che il segretario di Stato Usa Mike Pompeo “sta andando in Corea del Nord per preparare il mio incontro con Kim. Magari ci sarà un accordo, anche con l’aiuto della Cina, per un futuro di pace per tutti”.

“C’è poco tempo per iniziare i negoziati per mantenere in piedi l’accordo sul nucleare” con gli altri partner senza gli Usa, ha annunciato il presidente iraniano Hassan Rouhani in diretta tv. Se i negoziati fallissero, “ho dato disposizione all’Agenzia per l’energia atomica iraniana di essere pronta a riprendere l’arricchimento dell’uranio come mai prima, già nelle prossime settimane”.

“Francia Germania e Gran Bretagna si rammaricano per la decisione americana di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano”, ha affermato via Twitter il presidente francese Emmanuel Macron. “In gioco – ha detto ancora Macron – c’è il regime internazionale di lotta contro il nucleare”. Macron ha aggiunto che “lavoreremo insieme per un nuovo accordo più ampio con l’Iran”.

A Trump ha risposto immediatamente anche Federica Mogherini, “ministro” degli esteri dell’Unione europea e uno dei leader che nel 2015 negoziò l’accordo con gli iraniani. “L’accordo nucleare appartiene all’intera comunità internazionale e la Ue è determinata a preservarlo, al popolo iraniano dico: fate in modo che nessuno lo smantelli, è uno dei più grandi obiettivi mai raggiunti dalla comunità internazionale”, ha detto in una dichiarazione. Anche il presidente della Ue Donald Tusk ha aggiunto che l’Europa rimarrà unita nel rispettare il Jcpoa “Sull’accordo con l’Iran (…) l’approccio europeo sarà unito”.

Immediatamente dopo la Mogherini, hanno diramato un comunicato i 3 Paesi europei che hanno lavorato al negoziato, Francia, Germania e Gran Bretagna. I 3 europei criticano la decisione americana, ma il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che “lavoreremo insieme per un nuovo accordo più ampio con l’Iran”.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Gutierres ha lanciato un appello chiedendo agli altri Paesi firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano di restare e di rispettare pienamente gli impegni assunti”. Guterres ha chiesto anche a tutti gli altri Stati membri di “sostenere questo accordo”.

“Apprezziamo molto la decisione del presidente Trump”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu, definendo la decisione “coraggiosa e corretta”. “Se fosse rimasto in vigore – ha proseguito – entro alcuni anni Iran avrebbe avuto bombe atomiche”.

L’Arabia Saudita, con un comunicato ufficiale pubblicato da Al Arabiya, “riafferma il proprio sostegno alla strategia annunciata dal presidente Usa sull’Iran”. Il Regno “auspica che la comunità internazionale adotti una posizione decisa e unita nei confronti di Teheran e le sue attività ostili e destabilizzanti contro la stabilità della regione e di sostegno ai gruppi terroristici come Hezbollah e Houthi”.

A Mosca “non credono che l’accordo” sul nucleare iraniano “cesserà di esistere immediatamente”: lo ha detto il rappresentante della Russia presso l’Aiea Mikhail Ulianov in un’intervista all’agenzia di stampa iraniana Irna, ripresa da Interfax. “Avremo un po’ di tempo per gli sforzi diplomatici – ha aggiunto Ulianov – e la Russia farà tutto il possibile per minimizzare le conseguenze negative della decisione americana”. Secondo Ulianov, uscendo dall’accordo sul nucleare iraniano, gli Usa arrecherebbero “un danno reale al regime internazionale della non proliferazione delle armi nucleari, e non per mesi ma per anni”.

La decisione di Donald Trump rischia di aprire la strada a “nuovi conflitti”, ha avvertito la Turchia, che ha un ruolo centrale in Medio Oriente. “Il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nucleare è una decisione che causerà instabilità e nuovi conflitti”, ha scritto su Twitter il portavoce del presidente turco Ibrahim Kalin.

“L’accordo con l’Iran è nell’interesse dell’America e sta funzionando”, ha affermato l’ex presidente Barack Obama che in un post si facebook ha definito la decisone del suo successore “sbagliata”. Una decisione con cui “ha voltato le spalle all’Europa”. “L’accordo – ha aggiunto Obama – ha significativamente ridimensionato il programma nucleare uraniano”.

Senza l’accordo, gli Usa rischiano di dover scegliere “tra un Iran armato di nucleare o un’altra guerra in Medio Oriente”. Obama ha dunque contestato le argomentazioni di Trump che ha accusato Teheran di averne segretamente violato i termini continuando ad arricchire uranio. Il Jcpoa “non è fondato sulla fiducia – ha dichiarato Obama – ma è basato sulle più approfondite ispezioni e verifiche mai negoziate dal regime in un accordo sul controllo delle armi”.

“L’accordo con l’Iran è un modello per quello che la diplomazia può riuscire a fare: le sue ispezioni e il programma di verifiche è esattamente quello che gli Stati Uniti dovrebbero mettere in piedi con la Corea del Nord”, ha scritto ancora Obama. “In un momento in cui facciamo tutti il tifo per un successo della diplomazia con la Corea del Nord”, ha aggiunto l’ex presidente, “uscire dall’accordo con l’Iran mette a rischio il raggiungimento dei risultati che cerchiamo con la Corea del Nord”. Secondo Obama “la trasgressione degli accordi di cui il nostro Paese è parte rischia di erodere la credibilità dell’America e di metterci in contrasto con le maggiori potenze mondiali”. “L’uscita dall’accordo rende il mondo meno sicuro”, ha sottolineato l’ex presidente Usa.

Il Tesoro americano inizierà a reintrodurre le sanzioni all’Iran in 90 e 180 giorni, concedendo di fatto alle aziende dai tre ai sei mesi per chiudere le loro attività in Iran. Lo afferma il Dipartimento guidato da Steven Mnuchin illustrando le tappe del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano. Dopo 90 giorni saranno infatti reintrodotte le sanzioni sull’acquisto di dollari americani dall’Iran e quelle sui metalli e il settore dell’auto. Dopo 90 giorni sarà revocata l’autorizzazione per l’export all’Iran di aerei, componenti e servizi. Le sanzioni legate al petrolio saranno reintrodotte dopo 180 giorni.

Il presidente “è stato coerente e chiaro sul fatto che questa amministrezione intende affrontare la totalità delle attività destabilizzanti dell’Iran. Continueremo a lavorare con i nostri alleati per costruire un accordo che sia davvero nel miglior interesse della sicurezza nazionale”, ha detto Mnuchin segnalando l’intenzione di tagliare i fondi alle Guardie rivoluzionarie iraniane accusate di essere “il più grande sponsor del terrorismo”, di aver usato missili balistici contro gli alleati dell’America, di sostenere il “brutale regime” di Bashar al-Assad in Siria, di violazione dei diritti umani contro la propria gente e di violazione delle regole finanziarie internazionali.

“A coloro che fanno affari con l’Iran sarà dato un pò di tempo per fermare le operazioni” nel Paese o ogni affare che coinvolge Teheran”, ha reso noto la Casa Bianca avvertendo che alla fine di questo periodo, chi non si sarà adeguato, dovrà fronteggiare “severe conseguenze”, ha ammonito Trump.

Una telefonata fra il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo iraniano Hassan Rouhani nel pomeriggio. Un vertice dei ministri degli Esteri francese, britannico e tedesco con la controparte iraniana convocato in tutta fretta per lunedì. Ambasciatori e governi che si affrettano a sottolineare che l’accordo non è morto, ma bisogna trovare la strada per farlo andare avanti. La cancelliera tedesca Angela Merkel che parla di “decisione grave”. Il giorno dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump sul ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall’amministrazione Obama, Francia, Cina, Germania, Gran Bretagna e Russia con l’Iran, la diplomazia mondiale tenta di correre ai ripari.

Ma un primo risultato, quello da cui tutti i maggiori esperti avevano messo in guardia, il “no” di Trump lo ha già ottenuto. Ed è quello di rafforzare i falchi all’interno della politica iraniana, quelli che a questo accordo non avevano mai creduto e che vedono ora la possibilità di indebolire un presidente, come Rouhani, che aveva promesso moderate aperture. E che soprattutto aveva bisogno dei benefici economici promessi dall’accordo per far decollare il suo programma elettorale.

Stamane nel Parlamento di Teheran è tornato a risuonare lo slogan “Morte all’America” e un deputato ha bruciato una bandiera Usa di carta. Il presidente del Parlamento Ali Larijani ha definito “bullismo” la scelta americana e sottolineato che il Paese riceverà dall’Iran una risposta che rimpiangerà. “L’Ue e altri partner dell’accordo nucleare sono ora responsabili di salvare l’accordo”, ha sottolineato.

Ancora più duri i toni usati dalla guida suprema della Repubblica islamica. Per Ali Khamenei il discorso del capo della Casa Bianca è stato “stupido e superficiale”: “Mr Trump, glielo dico da parte del popolo iraniano: ha fatto un errore”, ha detto Khamenei.

Da Parigi intanto il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian ha annunciato che nel pomeriggio il capo dell’Eliseo chiamerà Rouhani: “L’accordo non è morto, e la Francia si rammarica profondamente di questa decisione”, ha sottolineato Le Drian in un’intervista all’emittente francese Rtl, in riferimento all’annuncio di Washington. All’apice delle preoccupazioni delle cancellerie europee anche il destino di quelle imprese che dal 2016, dopo la fine delle sanzioni, hanno riallacciato rapporti d’affari con Teheran. Dall’Eliseo fonti ufficiali hanno annunciato che gli europei faranno “tutto il possibile per proteggere gli interessi delle loro compagnie attive in Iran, che potrebbero subire le conseguenze della ripresa delle sanzioni americane contro Teheran”.

Da Berlino la cancelliera tedesca ha ribadito in conferenza stampa l’impegno della Germania a rispettare l’accordo del 2015. La Merkel ha sottolineato che il governo iraniano deve assolvere agli obblighi stabiliti dall’intesa, ma ha ricordato anche che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) – incaricata dei controlli – ha sempre dato riscontro positivo alle verifiche in Iran.”La strada da seguire è quella del parlarsi l’uno con l’altro”, ha detto. Anche oggi l’Aiea ha ribadito in un comunicato stampa che Teheran ha rispettato tutti gli impegni presi. “L’Iran è sottoposto al più rigido regime di verifica nucleare al mondo”, ha sottolineato il direttore generale Yukiya Amano

1 risposta »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.