Politica locale

Friuli, trionfa la Lega. Tiene il Pd e Fi. Precipita il M5s.

Friuli, trionfa la Lega. Tiene il Pd e Fi. Precipita il M5s.

Friuli, trionfa la Lega. Tiene il Pd e Fi. Precipita il M5s.

La Lega conquista il Friuli Venezia Giulia e consolida la leadership della coalizione di centrodestra. Ma Forza Italia, che a due mesi dalle politiche temeva il tracollo, recupera un pò di terreno. Tanto che i berlusconiani esultano e interpretano il risultato come propizio per un governo “del centrodestra unito”. Se il Pd tiene le posizioni, crollano invece i 5 Stelle, che perdono 17 punti rispetto al 4 marzo.

Le proporzioni della vittoria del Carroccio sono superiori al previsto: il candidato del Carroccio Massimiliano Fedriga è vince con il 62%. E all’interno della coalizione la Lega fa la parte del leone con più del 34% delle preferenze, rafforzando il successo del 4 marzo quando aveva ottenuto il 25,8%. Il partito di Silvio Berlusconi, che alle politiche si era fermato al 10,7%, risale però al 12 per cento.

Il candidato dem Sergio Bolzonello, vicepresidente uscente della giunta Serracchiani, è secondo con il 26,11%, ma il risultato di lista del solo Pd è poco sopra il 18%, stabile rispetto alle politiche. Arretra pesantemente, al contrario, il Movimento 5 Stelle, che alle politiche aveva preso il 24,6%: il candidato pentastellato Alessandro Fraleoni Morgera è sotto il 12% e la lista M5s si ferma nei dintorni del 7 per cento. L’autonomista Sergio Cecotti, ex sindaco di Udine, già nelle file della Lega e poi nel centrosinistra, che ha corso sotto la bandiera della difesa della specialità regionale, non arriva al 4% di preferenze. Bolzonello a metà mattinata ha concesso la vittoria a Fedriga: “Ho appena sentito Massimiliano Fedriga al telefono e mi sono complimentato per il risultato che ha ottenuto. Io ora starò all’opposizione con lo spirito di chi sa di lasciare una Regione in ottima salute e che tale dovrà rimanere nei prossimi 5 anni”.  “Dico grazie per la chiamata che ha fatto. Si è preso la responsabilità di 5 anni che ha fatto con Debora Serracchiani da vicepresidente e spero che comunque da fronti opposti ci possa essere una collaborazione, perché credo sia utile ascoltare chi ha governato in questi ultimi 5 anni, con le dovute differenze”, ha replicato Fedriga. Arrivati nei corridoi del consiglio regionale a Trieste il neogovernatore e il candidato sconfitto del centrosinistra si sono reciprocamente complimentati e abbracciati.

In calo l’affluenza: ha votato solo il 49,65% degli aventi diritto, contro il 50,48% del 2013 quando però si votò in due giornate. A votare sono andati 549.806 elettori su 1.107.415. Alle politiche, invece. era arrivata al 75,12% con 689.048 persone che erano andate alle urne. Anche a fronte di un’affluenza in caduta libera, il crollo dei pentastellati e il boom della Lega appaiono più netti se si vanno a contare il numero dei voti presi da ogni singolo partito.  Il 4 marzo il M5s aveva preso 169.299 preferenze, che ora si riducono a 59.098 per il candidato Morgera (11,7%) e a 28.005 per la lista (7,1): più di un elettore su due di quelli che hanno scelto l’aspirante presidente dei pentastellati, quindi, ha votato un consigliere di un altro schieramento. Per rimanere sulle stesse percentuali delle politiche (24,6%), dunque, il M5s avrebbe dovuto prendere 135mila voti: ne ha presi meno della metà. La Lega, invece, il 4 marzo aveva preso in Friuli 177.809 voti che adesso – con l’affluenza ridotta di 25 punti – diventano 137.169, ma valgono nove punti percentuali in più rispetto al 25% raccolto alle politiche. Stessa proporzione per Forza Italia che aveva preso 73.598 e il 10% alle nazionali: adesso ne prende 47.636 che valgono però due punti in più. D’altra parte l’intero centrodestra aveva preso il 42% alle politiche con 296.143 voti: a Fedriga per stravincere col 57, ne sono bastati 289mila. Alle regionali i 135.212 voti del centrosinistra corrispondono al 26 percento, mentre alle politiche 159mila“pesavano” solo per il 23 percento. Identica la percentuale tra le due elezioni per il Pd  – al 18% – anche se i dem prendono 50 mila voti in meno: 129.112 voti il 4 marzo contro 71.533 del 29 aprile.

L’affluenza più alta a Udine, dove si elegge il sindaco – L’affluenza maggiore – 52,6% – è stata registrata nella circoscrizione di Udine, dove si elegge anche il nuovo sindaco che prenderà il posto di Furio Honsell (l’ex rettore dell’Università si era dimesso già in gennaio per candidarsi alle Regionali, piano poi sfumato). Seguono Gorizia (50,78%), Pordenone (49,8%), Tolmezzo (47,58%) e Trieste (43,9%). L’affluenza è inferiore rispetto a cinque anni fa, quando vinse la dem Debora Serracchiani con uno scarto minimo, poco meno di 2.000 voti, sull’uscente Renzo Tondo.

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