Governo

Mattarella incarica Fico per governo M5s-Pd. Martina attendista, Renzi chiude subito.

Mattarella incarica Fico per governo M5s-Pd. Martina attendista, Renzi chiude subito.

Sergio Mattarella e Roberto Fico

Il Pd torna sulla scena delle consultazioni dopo l’esclusione per il mandato di Casellati, quando l’incarico era sondare un possibile governo centrodestra-Lega. Ma il partito rischia di andare ancora una volta in ordine sparso. Roberto Fico era appena uscito dal Quirinale e già fioccavano gli altoltà del fronte renziano. “Un contratto? È fiction. Ascolteremo ovviamente con rispetto e attenzione Fico, per la funzione che rappresenta. Ma il mio parere resta quello dei giorni scorsi: eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque Stelle”, dice il presidente dem, Matteo Orfini.

E subito dopo parla il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, anche lui renziano ortodosso: “Non ci sono le condizioni minime per una maggioranza politica tra Cinquestelle e Pd”. E il senatore dem, Dario Parrini: “Le distanze con M5s appaiono invalicabili”.  Un altro senatore, Francesco Verducci: “Siamo toalmente alternativi”. Una raffico di no, insomma. Appena meno tranchant il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato: “Pieno rispetto per il lavoro del presidente della Repubblica, ma se c’è ancora un tavolo operativo con la Lega, è giusto che i 5Stelle lo concludano. Quando avranno deciso sarà più facile confrontarsi. Nonostante le distanze siano enormi”. Poi precisa: “Anche una eventuale chiusura del ‘forno M5s-Lega’ non significa automaticamente l’avvio di una trattativa con noi”.

Finché a rompere il coro arriva un esponente della minoranza dem, Francesco Boccia, area Emiliano: “Esprimere giudizi sulla linea che dovrà tenere il Pd subito dopo le decisioni di Mattarella e senza attendere l’incontro istituzionale tra il presidente Fico e la delegazione del partito è grave e irrispettoso verso le più alte istituzioni dello Stato”. E ancora: “Le minoranze sono state fin troppo pazienti per ben 3 giri di consultazioni in nome dell’unità. Ora si è superato ogni limite” e “diventa urgente e improcrastinabile un confronto politico in direzione” dopo le regionali.

Poi arriva la voce del segretario reggente, Maurizio Martina che sembra riassumere la posizione dell’ala dialogante, quella cui fanno riferimento tanti ministri dell’esecutivo Gentiloni: “Ci confronteremo con il presidente Fico con spirito di leale collaborazione secondo il mandato conferitogli dal presidente Mattarella. Lo faremo con serietà e coerenza a partire da una questione fondamentale e prioritaria: la fine di ogni ambiguità e di trattative parallele con noi e con lega e centrodestra. Per rispetto degli italiani, dopo 50 giorni di tira e molla, occorre su questo totale chiarezza”.

E Piero Fassino: “Fallito e archiviato, per esplicita ammissione di Di Maio, il tentativo di dar vita a un governo Lega-M5S, si tratta adesso di raccogliere le indicazioni del presidente della repubblica. È dovere del Pd non sottrarsi a questa verifica, portando al confronto le proposte più utili per dare al paese un governo”. Insomma, la partita dem sembra appena cominciata. Domani alle 14.30 il primo incontro con Fico.

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