Europa

Una donna per la sinistra tedesca

Una donna per la sinistra tedesca

Andrea Nahles

Il partito socialdemocratico tedesco ha eletto la sua nuova Presidente. La prima donna nella sua lunga storia di oltre centocinquant’anni. Si chiama Andrea Nahles, Ministro del Lavoro nell’ultimo governo Merkel (2013-2017), già segretaria generale della Spd dal 2009 al 2014 e capogruppo del partito al Bundestag dopo le elezioni del settembre scorso.

I delegati del partito chiamati a Wiesbaden per scegliere la nuova guida dopo le dimissioni di Martin Schulz, successivamente al controverso referendum interno sulla nuova Grande Coalizione, l’hanno eletta con il 66 per cento. Un dato apparentemente deludente considerato che la sua avversaria Simone Lange, un’altra donna, non era una candidata forte e altrettanto autorevole come Andrea Nahles. In realtà, il risultato della votazione che ha portato all’elezione di Nahles al vertice della Spd è evidentemente conseguenza del congresso di gennaio durante il quale i delegati, con un risicato 56 per cento, diedero il via libera alle trattative per la formazione del governo con Angela Merkel, ma anche del referendum tra gli iscritti del mese scorso con cui esattamente il 66 per cento votò a favore della Grande Coalizione. La verità è che la Spd è di fatto un partito profondamente spaccato a metà. Andrea Nahles ha così ottenuto il secondo peggior risultato nell’elezione di un Presidente della SPD, solo Oskar Lafontaine (che poi abbandonerà la SDpd qualche anno dopo) fece peggio nel controverso congresso del 1995 a Mannheim. I congressi del 1995 e quello di quest’anno a Wiesbaden sono stati gli unici in cui c’era una candidatura alternativa.

Dal 1995 la Spd ha avuto ben dieci presidenti (di cui due commissari straordinari) e Nahles sarà l’undicesimo. Forse è tutta qui la crisi della socialdemocrazia tedesca, considerato anche che la SPD dal 1998 ad oggi ha sempre governato, esclusa la breve parentesi dal 2009 al 2013 e che i cristiano democratici (Cdu) nello stesso periodo hanno avuto solo due presidenti (Wolfgang Schäuble e Angela Merkel).

Andrea Nahles è uno dei grandi nomi dei socialdemocratici tedeschi: Di mezza età (ha infatti quarantasette anni), politica esperta, dalle forti convinzioni socialdemocratiche, competente, carismatica e donna. Una figura dalle caratteristiche perfette per risollevare un partito in crisi di identità e di consenso. Secondo i sondaggi più recenti la SPD sarebbe intorno al 17 per cento, addirittura molto al di sotto del 20,5 delle ultime elezioni politiche che ha già rappresentato il minimo storico.

In un messaggio ufficiale su whatsapp (un servizio della Spd tedesca), Andrea Nahles, in serata, ha salutato con entusiasmo il suo nuovo ruolo e ha scritto che “è un grande onore e una grande gioia essere la prima presidente donna della Spd, ma anche una grande responsabilità. Sono da trent’anni iscritta al Partito Socialdemocratico. Gli uomini e le donne in Germania e in Europa hanno bisogno del nostro partito per ottenere maggiore libertà, giustizia e solidarietà. Contro il populismo di destra. Per questo abbiamo bisogno una SPD forte.”

I primi bilanci intermedi della nuova leadership avverano dopo le elezioni in Baviera e Assia a ottobre, ma il vero e proprio banco di prova saranno le elezioni europee della primavera del prossimo anno.

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