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Myanmar, eletto il nuovo presidente: è un fedele di Aung San Suu Kyi

Myanmar, eletto il nuovo presidente: è un fedele di Aung San Suu Kyi

Win Myint

Con procedure lampo imposte dalla costituzione il parlamento birmano ha già eletto il nuovo presidente che sostituisce l’anziano Htin Kyaw dimesso per motivi di salute. Si chiama Win Myint, ha 66 anni e un passato di fedelissimo della leader della Lega nazionale per la democrazia Aung San Suu Kyi che lo ha voluto, come fece col suo predecessore, nella poltrona destinata a lei se la costituzione birmana non vietasse incarichi di vertice a persone che hanno sposato o fatto figli con stranieri.

Secondo i vertici del partito Win Myint sarà un presidente efficiente e fedele, anche se non potrà sostituire nel cuore di Suu Kyi l’amico d’infanzia  Htin che le è stato vicino in questi due ultimi anni di attacchi da tutto il mondo contro il governo per il caso delle persecuzioni, genocidi ed esodi dei 600mila musulmani Rohingya costretti a fuggire in Bangladesh e ancora stipati nei campi profughi oltreconfine. A differenza di Htin Kyaw che è un intellettuale scelto solo per il suo decennale sodalizio con la Lady, Win Myint s’intende di politica e di norme amministrative e legali per via degli studi effettuati dopo aver conseguito una delle poche lauree disponibili ai suoi tempi in geologia. Fin dall’ 88 entrò nella Lega al fianco di Suu Kyi attraversando con lei i tempi buoni e i molti cattivi del partito sotto il regime sanguinario dei generali, che ha imprigionato migliaia di dissidenti compreso lui. Nel 1990 si presento’ alle prime elezioni concesse dopo il golpe di Ne Win del 1962 e si aggiudico’ uno dei numerosi posti vinti dall’Nld in Parlamento, che però di lì a poco verrà sciolto dai militari sconvolti dal clamoroso risultato contro di loro.

Nonostante un periodo in cella Myint riuscì a continuare la sua attività di avvocato e a lavorare per il partito. L’ex geologo-avvocato fu uno dei primi eletti quando nel 2012 Suu Kyi accetto’ il patto di transizione verso la democrazia proposto dai generali e accettò di partecipare al voto per sostituire una quarantina di deputati-militari divenuti ministri del primo governo civile di Thein Sein. Da allora si è specializzato in procedure parlamentari e quando nel dicembre 2015 la Lega ha stravinto le elezioni generali Myint aveva tutti i numeri per dirigere da portavoce la Camera bassa.

I suoi rigidi ordini del giorno probabilmente decisi con i vertici del partito e con la “consigliera di Stato” Suu Kyi non lasciavano troppo spazio al dibattito in aula e la rigidezza dei tempi contingentati ha più volte provocato mugugni anche da parte del partito dei militari, che in passato non era abituato ad alcuna discussione pubblica. Una certa rigidezza nell’attinenza a norme e regolamenti è nel nuovo stile della stessa leader de facto del Paese, che ha probabilmente scelto Myint ben prima dell’annuncio delle dimissioni di Htin Kyaw, da tempo sofferente e insofferente verso quel ruolo di passacarte che gli era stato assegnato.

Resta da vedere quale ruolo giocherà il nuovo presidente nell’immediato futuro che vede ancora il caso Rohingya e le guerre negli Stati Kachin e Shan in cima a una lunga lista di problemi da risolvere, dalla proprietà delle terre agli espropri, dall’adeguamento tecnologico alle riforme della giustizia e della pubblica amministrazione, dalla sanità all’educazione.

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