Giustizia

Giuseppe Sala prosciolto dall’accusa di abuso d’ufficio

Sala torna a fare il sindaco di Milano

Giuseppe Sala

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è stato prosciolto dall’accusa di abuso d’ufficio nel procedimento con al centro l’appalto per la Piastra dei Servizi dell’ Esposizione universale. Lo ha deciso il gup Giovanna Campanile.

L’accusa riguardava l’affidamento diretto, senza gara, alla Mantovani spa della fornitura di 6mila alberi per arredare il sito espositivo. Il primo cittadino è a processo in un’altra tranche dell’indagine con l’imputazione di falso.

L’ex ad Expo, già a processo per falso per la presunta retrodatazione di due verbali della commissione giudicatrice del maxi appalto sulla Piastra dei Servizi, rispondeva con l’ex manager Angelo Paris, davanti al gup Campanile, di abuso d’ufficio in relazione all’assegnazione diretta alla Mantovani di quella fornitura di alberi ed arbusti, parte del capitolo del ‘verde’ dell’appalto.

Un affidamento che – era la tesi dei sostituti Vincenzo Calia e Massimo Gaballo della Procura generale guidata da Roberto Alfonso – avrebbe causato “un danno di particolare gravità” a Expo 2015 spa e che sarebbe avvenuto violando per tre volte una norma del Codice degli appalti e anche normative europee. Per l’accusa, tra l’altro, l’affidamento diretto aveva riconosciuto alla Mantovani un importo di 4,3 milioni di euro, quando “invece l’effettivo valore” di quei lavori “era di gran lunga inferiore”, tanto che il subappalto “all’Ati Zelari-Euroambiente aveva un costo inferiore a 1,7 milioni”.

In questo modo, Sala e Paris, il 23 ottobre 2013, sosteneva la Procura generale, avrebbero procurato all’impresa “l’ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla differenza tra i due importi”.

Una tesi, quella dei pg che avevano sfilato di mano l’inchiesta alla Procura (indagine finita al centro anni fa dello scontro al vertice Bruti Liberati-Robledo), che non ha convinto il gup, nemmeno sulla necessità di un processo. La difesa, invece, aveva spiegato che l’ex ‘numero uno’ di Expo “non ha violato la legge” e non c’è stata alcuna volontà da parte sua di procurare “un ingiusto vantaggio”. E che da commissario straordinario era stato “autorizzato ad avvalersi di deroghe ad una serie di disposizioni della normativa ordinaria”.

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