Centrosinistra

Liberi e Uguali elegge solo 18 parlamentari: 13 Mdp, 4 Sinistra Italiana e 1 Possibile. Fuori D’Alema, Civati, D’Attorre

Liberi e Uguali elegge solo 18 parlamentari: 14 Mdp, 3 Sinistra Italiana e 1 Possibile. Fuori D'Alema, Civati, D'Attorre

Roberto Speranza, Piero Grasso, Giuseppe Civati e Nicola Fratoianni

Fra le sorprese negative delle elezioni politiche di domenica scorsa vi è stata la lista “Liberi e Uguali”, formazione di sinistra che si è fermata al 3,4% dei consensi. Un risultato che non ha consentito alla lista guidata da Pietro Grasso di poter vincere nessun collego uninominale, ma ha permesso di superare comunque lo sbarramento ed eleggere in Parlamento alcuni dei suoi candidati nella quota proporzionale. Pippo Civati non sarà deputato, a meno di un fortunoso calcolo di resti a suo vantaggio. Per uno dei fondatori di Liberi e Uguali, leader di Possibile, la sconfitta è amara. Ed è il primo ad ammettere: “Nessuno si aspettava un cappotto del genere”. Vuole evitare polemiche a caldo: “Quando si fallisce, si fallisce tutti insieme”. Ma è evidente che in Leu è partita una resa dei conti e la campagna elettorale, il modo in cui sono state fatte le liste e la guida di Pietro Grasso sono sotto processo.

Nel pomeriggio è proprio il leader a prendere la parola nel corso della conferenza stampa post voto: “Continueremo con il nostro progetto a cui crediamo, come promesso ai nostri elettori”, assicura Grasso. E aggiunge: “Il Parlamento è il luogo del confronto sia con il Pd che con Di Maio. Non ne facciamo questioni personali, ci confrontiamo sulle politiche”. L’unica pregiudiziale è nei confronti della destra: “Una cosa è certa: noi con la destra non siamo disposti a dialogare”.

In questa notte fra lunedì e martedì è stato possibile fare più chiarezza sui nomi di quelli che, salvo sorprese, dovrebbero essere i nuovi parlamentari della formazione di sinistra. E’ necessario precisare che questi nomi non sono stati ancora proclamati ufficialmente ma sono stati estratti, da parte di chi scrive, andando a cercare i vari capolista nel plurinominale di LeU nei vari collegi nei quali il sito del Ministero dell’Interno, con la piattaforma Eligendo, attribuisce degli eletti alla lista.

Salvo sorprese dell’ultim’ora quindi Liberi e Uguali dovrebbe eleggere complessivamente 4 senatori e 14 deputati. Ecco i loro nomi.

Al Senato gli eletti di Liberi e Uguali sono 4 e i loro nomi sarebbero: Pietro Grasso, eletto in Sicilia, Vasco Errani in Emilia Romagna, Francesco Laforgia (capogruppo uscente di Mdp alla Camera) in Lombardia e Loredana De Petris (capogruppo uscente di Sinistra Italiana al Senato) nel Lazio.

I membri di LeU alla Camera dei Deputati saranno invece 14. Fra loro spicca la presidente uscente della Camera Laura Boldrini, eletta in Lombardia. Peraltro per la prima volta dopo due Legislature, il presidente uscente di Montecitorio riesce a tornare in Parlamento, dopo le mancate rielezioni di Bertinotti nel 2008 e di Fini nel 2013. Nella pattuglia di deputati di LeU ci saranno poi diversi esponenti di Articolo Uno-MDP, come Pierluigi Bersani (eletto nella sua Emilia), Roberto Speranza (in Toscana), Federico Fornaro (in Piemonte), Nico Stumpo (in Calabria), Guglielmo Epifani (in Sicilia) e Michela Rostan (in Campania). In quota Sinistra Italiana tornano a Montecitorio il segretario nazionale Nicola Fratoianni, eletto in Piemonte, Stefano Fassina, eletto nel Lazio ed Esasmo Palazzotto, in Sicilia. Mentre l’unico esponente di Possibile risulta essere il ligure Luca Pastorino.

Tutti i nomi appena citati sono parlamentari uscenti. Ma ci sono anche tre new-entries come Rossella Muroni, ormai ex presidente nazionale di Legambiente, l’avvocata molisana Giuseppina Occhionero, ex assessore al comune di Campomarino (Campobasso) e il salernitano Federico Conte, pure lui avvocato, coordinatore locale di Mdp e figlio dell’ex ministro socialista Carmelo Conte.

Non si può non notare che la stragrande maggioranza degli eletti nei due rami del Parlamento con la lista guidata da Pietro Grasso, ha un passato più o meno recente dentro al Pd. Sono infatti pochissimi, si contano più o meno sulle dita di una mano, coloro che non hanno mai avuto la tessera del principale partito del centrosinistra italiano.

Va precisato che questi numeri non consentiranno a LeU di formare gruppi autonomi alla Camera (dove servirebbero 20 membri) e al Senato (dove ne occorrono 10), pertanto i neo-eletti andranno con ogni probabilità nel gruppo Misto, salvo deroghe decise dai presidenti di Aula all’insediamento delle nuove Camere.

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